Mondo Marcio “rapper italiani fate sentire la vostra voce!”

Mondo Marcio “rapper italiani fate sentire la vostra voce!”

Quello che è successo l’altra sera a Corinaldo sta avendo delle conseguenze nefaste, diseducative, sbagliate e gravi nei confronti della musica rap e di tutti i suoi esponenti. L’opinione pubblica, nel trovare un capro espiatorio, sta cercando in tutti i modi di dare la colpa a Sfera Ebbasta e di conseguenza a questo genere musicale e a tutti i suoi esponenti. È sbagliato? Sì, ma si può fermare questa cosa. Mondo Marcio ha fatto sentire la sua voce nell’esortare i colleghi a rispondere ai giornalisti e a fare interviste per raccontare la verità dei fatti. Mondo Marcio, infatti, dice di essere stato contattato da Tgcom24 per un’intervista e che i giornalisti gli hanno riferito che molti suoi colleghi non hanno voluto parlare dei fatti accaduti a Corinaldo.

È il momento di far sentire le vostre voci! È il momento di parlare e non solo su Instagram! Le interviste non vanno fatte solo per promo, ma anche e soprattutto in occasioni come questa. La scena è unita ma non basta esserlo sui social, perché i giornalisti a cui affidate le esclusive per i vostri dischi, oggi sono gli stessi che stanno demolendo la vostra musica e cultura.

Adesso la colpa è della musica, dei testi volgari di Sfera Ebbasta, non del locale che ha fatto entrare più persone del dovuto, non del sistema di sicurezza scadente, non di chi ha spruzzato lo spray al peperoncino, ma della musica e dei genitori che permettono ai figli di ascoltare questa musica! Assurdo? Sì, certo, ma leggete cosa scrivono:

“«Hey troia! Vieni in camera con la tua amica porca. Quale? Quella dell’altra volta». E’ per ascoltare questa poesia che due giorni fa sono morti 5 ragazzini minorenni ed una mamma, nella tragedia di Corinaldo (Ancona). Travolti dalla calca durante un fuggi fuggi generale nella discoteca “Lanterna azzurra”, provocato dall’uso di uno spray urticante. Si può morire anche ad un concerto di Mozart, di Gianni Morandi o di Cristina D’Avena. Ma colpisce ed infonde tristezza il fatto che l’ultimo pensiero di questi ragazzi prima di perdere la vita era probabilmente quello di ascoltare i sermoni musicali del trapper Sfera Ebbasta (di nome Gionata Boschetti), rappresentante del vuoto assoluto di cui si abbeverano molti odierni adolescenti e ampiamente sponsorizzato dalla rivista Rolling Stone Italia. Mette una qualche nausea leggere i “testi” delle “canzoni” sulle cui note avrebbero ballato quei giovani, in quella discoteca, quella tragica notte. In confronto, Fedez e J-Ax sono Pascoli e Dante Alighieri. «Tu sei un babbo di minchia, solo un minchia di babbo» è  il gioco di parole più ricercato e riuscito nei brani del trapper di Sesto San Giovanni. Quella mamma, morta schiacciata da decine di corpi caduti a causa di una transenna arrugginita, forse non sapeva che stava accompagnando la figlia undicenne in una discoteca che si sarebbe riempita di inni alla droga libera, allo sfruttamento della donna come oggetto sessuale («scorcia-troie», come le chiama il trapper), all’esaltazione della ricchezza, al nichilismo assoluto. Morire a 11 anni attendendo le volgarità di Sfera Ebbasta ci pare essere una doppia tragedia, questo è accaduto e anche su questo bisognerebbe riflettere. Domani, quando la vita ricomincerà. Ci sono modelli di vita verso cui non bisognerebbe accompagnare i figli, verso cui i genitori non dovrebbero essere complici. Non che ciò avrebbe potuto salvare la vita di quei giovanissimi ragazzi, ma forse aiuterebbe a salvare molti adolescenti dalla disperazione esistenzialein cui versano. Se il loro mondo a 11-13 anni è già pieno di fumo/droga, tipa/porca e money/vodka, inutile poi lamentarsi della perdita dei valori e della società liquida. E già questa, di per sé, è una tragedia”.

E ancora:

Nella tragedia avvenuta qualche giorno fa ad Ancona al concerto del trap Sfera Ebbasta hanno perso la vita sei persone.
Non è tanto importante sapere come ha fatto il proprietario del locale a vendere molti più biglietti della capienza della sala o la Siae a vidimare 1600 biglietti (a 30 euro cadauno per una sala da 459 persone), o perché un idiota di 16 anni ha spruzzato gas al peperoncino sulla folla, innescando il panico assoluto. Stiamo parlando di crimini che meritano il carcere.
La domanda cruciale è: cosa ci facevano così tanti ragazzini all’una di notte ad attendere un povero controllato mentale (che per giunta non sarebbe mai arrivato visto che aveva un concerto a 80 km di distanza) che inneggia a droga, violenza e sesso?
Ma soprattutto i genitori di questi giovani esistono o servono solo a cacciare la grana? Pertanto è ora di dire EBBASTA!
Disertare i concerti e boicottare i dischi è fondamentale, checchenedica la povera e squinternata sinistra italiana, sempre attenta a manifestare contro l’odio e il sessismo, ma sempre pronta ipocritamente a sfruttare ogni occasione per il proprio tornaconto politico. Alla festa del primo maggio infatti, la sinistra militante ha portato sul palco Sfera Ebbasta, nonostante le sue musiche inneggino proprio all’odio e al sessismo. Quando si dice coerenza!
Questi «manichini cantanti» non sono altro che ingranaggi di un meccanismo diabolico che mira all’annientamento culturale e mentale dei giovani. Deviare le masse è il mantra che hanno loro inoculato nel cervello, e lo fanno con le loro musichette ipnotiche ammantate di libertà…
Infine dovrebbero prendere le distanze anche tutti i cantanti, musicisti e artisti veri se ancora ne esistono. Basta essere accondiscendenti: simili e pericolosi individui vanno isolati e al più presto!

 

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