I segreti del Rap Game: gli uffici stampa

I segreti del Rap Game: gli uffici stampa

Oggi sono più agguerrita che mai perché ho il dente più che avvelenato. Come dice Salmo, non ho mai leccato il culo ai professori per avere un voto più alto, figuriamoci se mi metto a leccare il culo a due artisti o ai loro uffici stampa.

Non mi pagano lo stipendio a fine mese, sia ben chiaro, educazione e rispetto sono una cosa, leccare il culo è un’altra. E nonostante la prassi sia questa, Rebel non è questo e se non vi sta bene me ne fotto. Partendo dal presupposto che con alcuni ho un rapporto di collaborazione assolutamente onesto e basato sul rispetto, altri pisciano letteralmente fuori dal vaso. Ma andiamo con ordine. Chi fa il mio lavoro si interfaccia quotidianamente con gli uffici stampa e i management che gestiscono i vari artisti, ci vengono mandati giornalmente comunicati stampa, inviti a conferenze stampa, eventi, concerti, richieste reciproche di interviste e via dicendo, quindi è una collaborazione costante e continua.

Bene, ma non sempre gli artisti sono messi al corrente di tutto quello che viene detto tra addetti ai lavori e uffici stampa che tra parentesi loro pagano profumatamente. È questo il caso dell’ufficio stampa che gestiva Achille Lauro e Boss Doms al quale ho richiesto un’intervista, che mi è stata negata per (a detta loro) mancato interesse da parte degli artisti. Peccato che gli artisti in questione non sono stati minimamente messi al corrente e anzi il giorno in cui mi è stato risposto “non sono interessati” è lo stesso giorno in cui è finita la collaborazione tra loro. Ma come? Il tuo compito è quello di promuovere gli artisti e non solo non li informi ma metti loro in bocca parole che non hanno mai detto solo per non dire che non sono più rappresentati da te?

Bene, ma non benissimo, perché c’è anche di peggio. L’ufficio stampa che gestisce alcuni artisti Machete e ora anche Junior Cally è lo stesso ufficio stampa che quando scrivevo per Hano chiedeva espressamente fossi io a intervistare i suoi artisti. Complice la regola che un giornalista o blogger non possa essere amico degli artisti e avere rapporti con loro, regola stabilita solo da questo ufficio stampa, ha iniziato a storcere il naso quando ha saputo che sono in contatto con Junior Cally negandomi per tanto l’intervista. Come sapete sto partendo con il mio nuovo format Big Rap Menù e giustamente ho contattato i vari management per potere avere ospiti gli artisti da loro rappresentati, l’iniziativa è stata accolta con molto entusiasmo da tutti tranne che da lui. Ha iniziato a farmi cadere la cosa dall’alto, perché il format va visionato prima di decidere, perché va sottoposto all’attenzione dei management, perché a Cally devono pagare il viaggio da Roma, perché le interviste le concedono solo ai grandi media e non ai siti di rap e bla bla bla. Una serie di stronzate. Manco avessero Eminem, Kanye West e Drake… Poi stiamo parlando di rap e concedono le interviste solo a chi non scrive di rap, complimenti infatti si vedono le minchiate che escono su Vanity Fair, La Repubblica e via dicendo… Visto che non ho mai leccato il culo a nessuno e che conoscono benissimo il mio modo di lavorare, ho risposto che non sono loro a dover valutare il mio format, ma io a non aver piacere ad avere come ospiti gli artisti da loro rappresentati e ovviamente lì sono partite scuse chiarimenti… Poi fanno fare l’intervista video a Salmo da Tritolo News, l’ultimo arrivato, solo perché dietro c’è Clementino e in quel caso non devono valutare il format… ma vaffanculo va!

Questo per dire alcune cose: non fatevi mettere i piedi in testa da nessuno, non leccate il culo a nessuno, non permettete a nessuno di farvi abbassare la testa, dimostrate con il lavoro cosa siete capaci di fare. Il gioco del rap non è così come sembra, è tutto il contrario di quello che appare.

Axos, che ad agosto si è preso la briga di menzionarmi nelle sue storie per aver criticato un suo comportamento, non ha cagato minimamente l’articolo scritto sul suo ultimo Ep. Paginette da 90k follower che crescono più dei funghi dopo la pioggia, sono più fake delle tette della Cipriani. Fanno i fighi lucrando sugli emergenti e poi vengono a piangere quando pubblichi il loro prezzario, nessuno sa chi sono e ai pochi eventi a cui sono invitati leccano il culo all’addetto stampa perché non li conosce neanche il più sfigato degli Youtuber. Siti e pagine che copiano e incollano la qualunque a destra e a manca senza dare alcun tipo di contributo proprio o esclusivo: questa è l’altra faccia del rap game.

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