La rivoluzione di Ernia sull’autobus numero 68

La rivoluzione di Ernia sull’autobus numero 68

68 è il viaggio di Ernia dalla periferia al centro, dall’essere un ragazzo come tanti con la passione del rap ad essere un esponente del rap in Italia, non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza, un punto di svolta, da qui in poi, può cambiare tutto.

68 perchè, come spesso accade nel rap, ci sono tante citazioni del quartiere di provenienza, un senso di appartenenza verso il proprio luogo. 68 è l’unico autobus che attraversa QT8, porta da Bonola a Via Bergognone, quindi dall’estrema periferia a una zona tutto sommato centrale. Questo è stato un po’ il mio percorso nell’ultimo anno, il passaggio dall’essere un emergente all’essere uno dei giovani meglio considerati, ora vediamo se salendo su questa 68 io potrò andare in centro o sarò costretto a tornare a casa con la coda tra le gambe. Per me è un po’ un augurio, così come la tracklist che può essere ascoltata anche al contrario, partendo dall’ultima traccia per seguire cronologicamente il percorso che ho fatto nell’ultimo anno. Quando ho iniziato a scrivere il disco avevo una forte pressione, il vecchio progetto stava andando bene ed era già molto alta l’aspettativa su 68, avevo ansia e paura, la prima traccia infatti fu proprio La Paura, e questo è stato il motivo per cui ho inserito Tosse (La Fine) e Sigarette (L’inizio) invertite nella tracklist, perchè appunto poi partendo dal basso vengono lette in maniera corretta“.

68 è anche l’anno di una rivoluzione storicamente molto importante, tu che rivoluzione stai vivendo?

“La rivoluzione della mia vita, potrà essere negativa o positiva, ma sicuramente ci sarà un prima e dopo 68, sarà un buon punto di svolta. E’ il mio primo disco, è un momento importante della mia carriera e sicuramente ci saranno dei cambiamenti, non si sa come, ma ci saranno”.

Un pezzo come King QT, che già per assonanza ricorda King Kunta di Kendrick Lamar, realizza la tua intenzione di portare quel tipo di rap in Italia?

“Sì e in realtà quello che fanno Kendrick Lamar e J Cole negli Usa è una cosa che in Europa fa Damso, un rapper belga che ha reso cool il rap conscious, cioè trasmettere qualcosa è cool, invece è sempre passato il messaggio che il rapper conscoius è uno sfigato che si veste trasandato, ma perchè non può essere figo e appetibile anche come immagine? Damso l’ha fatto, Kendrick l’ha reso figo ed è il miglior rapper al mondo proprio perchè dicendo qualcosa è arrivato a tutti”.

In No Pussy citi anche la Lega e lo fai in un contenitore particolare, cosa volevi trasmettere?

“Mettendo un concetto del genere in un contenitore leggero come No Pussy, che è un pezzo autocelebrativo, di cazzate, fatto per divertirsi, ma fa arrivare il messaggio. Per chi non ascolta rap questo è un pezzo politico, un 5enne, già ascoltando le prime barre, ha già capito il significato ed è pronto a skipparlo, perchè non gli piace il rap politico, ma No Pussy gli piace e ci metto la mano sul fuoco. Mettere un significato del genere in un pezzo così, gli fa capire la mia opinione e gli addolcisce la pillola. Lo stesso vale per gli altri pezzi del disco, il fatto di aver messo tracce più cafone e autocelebrative addolcisce la pillola per tutte le altre”.

Nel viaggio sulla 68 numerose sono anche le influenze musicali di Ernia, dal singolo che dà il nome all’intero progetto, che vede sonorità che ricordano il funky e la disco music, rese celebri in Italia dai Flaminio Maphia, alla musica della Doga Gang, di Luchè e Noyz Narcos, con la quale Ernia è cresciuto. Lui vuole essere come loro, vuole riportare in vita il loro modo di fare rap, lo stesso di Kendrick Lamar, rendere figo qualcosa che oggi è considerato da sfigati: il conscoius rap. E lo fa attraverso tracce concrete e profonde e altre apparentemente più leggere. E’ un disco fatto per un pubblico più maturo, ma capace di conquistare e far avvicinare a questo modo di fare rap anche un pubblico più giovane. “Io sto cercando di continuare quello che hanno incominciato i miti che avevo da piccolo del rap italiano, quindi la Dogo Gang, Noyz e Luchè, i nuovi di adesso si sono completamente distaccati da questo filone, io sto cercando di continuarlo, per me loro erano dei miti, io volevo fare il loro lavoro, non volevo fare altro, sognavo di fare come loro e ora sto cercando di fare come loro. Per me era cool quello all’epoca e lo è ancora oggi, ascolto ancora i loro dischi e trovo la loro musica bella ed equilibrata“.

Nella traccia Un Pazzo ricordi vagamente De Andrè, è una scelta voluta?

“Sì, è un chiaro riferimento a Non al denaro, non all’amore nè al cielo di De Andrè, dove aveva fatto tutte quelle tracce Un chimico, Un medico, Un giudice e la traccia Un Pazzo, sia come musicalità, che come titolo, è un riferimento a lui. E’ una storia inventata da me, street perchè ambientata nel quartiere con le tamarre, però l’idea  è partita ascoltando De Andrè. Il rap di oggi cita poco, fa pochissime citazioni di qualunque tipo, letterarie, cinematografiche, io ne faccio tante storiche invece, per gli altri è solo ICE, però ICE se te lo dice Guè Pequeno o Marracash fanno una citazione elevata, si eleva la barra, la rima, ti stanno dicendo una cazzata però è cool perchè è una citazione elevata, quasi scolastica, se lo fanno gli altri perde di valore”.

Di featuring, invece, c’è solo Tedua in Bro, perchè questa scelta?

“Il featuring con Tedua era chiamato, perchè avendo intitolato il disco 68, era già un qualcosa di molto legato al mio quartiere. Io ho iniziato a fare rap quando avevo 12 anni con Tedua, lui prima di trasferirsi a Genova viveva in affido da una signora che abitava davanti a me, andavamo anche all’asilo insieme e da ragazzini abbiamo iniziato a fare questa cosa del rap insieme. Non scrivevamo neanche canzoni, facevamo freestyle e basta, per noi il top era il freestyler, era il momento massimo della nostra espressione, lo sfottò, il prenderci in giro e l’ho voluto fortemente in questo disco perchè nessun’altro oltre a lui avrebbe potuto esserci. La scelta è stata quella di fare con lui un vero e proprio esercizio di stile, un qualcosa che da noi l’ascoltatore non si aspetta e che può colpire la sua attenzione”.

Quale traccia ritieni essere la più riuscita?

“68 perchè unisce diversi elementi, non è una marchettata, anche l’ascoltatore dell’hip hop la sente e dice ok questa non è una marchettata per passare in radio a tutti i costi. Secondo me 68 è il giusto equilibrio tra un pezzo che può passare in radio ma restare comunque rap, anch’io rappo in modo normale, classico, dritto, è il pezzo che presenterei a chi mi dovesse chiedere di fargli sentire una mia canzone”.

68 è la rivoluzione di Ernia, un viaggio all’interno della sua vita, un passaggio, ma è anche una rivoluzione nel rap italiano. E’ un disco che fonde perfettamente sonorità rap, black, funk, trap, melodie vocali e metriche precise e dirette in un mix inconfondibile di elementi diversi che ben rispecchiano l’evoluzione in corsa e il singolare percorso di uno dei rapper più seguiti ed amati della scena hip hop contemporanea. Relativamente alle sonorità, l’intero progetto riflette l’inconfondibile personalità di Ernia e la sua innata capacità di distinguersi all’interno dell’ambiente urban attraverso la continua ricerca musicale mai scontata e non dettata necessariamente dalla moda del momento.

68 INSTORE TOUR
07.09 Varese, Varese dischi15:00
07.09 Milano Mondadori Megastore 18:00
08.09 Monza Feltrinelli 15:00
08.09 Brescia, Mondadori 18:00
09.09 Padova, Mondadori 15:00
09.09 Bologna, Mondadori 18:00
10.09 Genova, Feltrinelli 15.00
10.09 Torino, Mondadori 18:00
11.09 Firenze, Galleria del disco 14:30
11.09 Roma, Discoteca laziale 18:00
12.09 Napoli, Feltrinelli 15:00
12.09 Salerno, Feltrinelli 18:00
13.09 Bari, Feltrinelli 14:00
13.09 Lecce, Feltrinelli 18:00
14:09 Mestre, Feltrinelli 15:00
14.09 Verona, Feltrinelli 18:00
15.09 Modena, Mondadori 14:30
15.09 Forlì, Mondadori 18:00
16.09 Lucca, Sky stone & Songs 15:00
16.09 Massa, Mondadori 18:00
17.09 Frosinone, Mondadori 15:00
17.09 Caserta, Juke Box 18:00
18.09 Palermo, Feltrinelli 17:00
19.09 Messina, Feltrinelli 15:00
19.09 Catania, Feltrinelli 18:00
20.09 Como, Frigerio Dischi 15:00
20.09 Arese, Mondadori 18:00
21.09 Cagliari, Feltrinelli 15:00

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