12 anni di Applausi

12 anni di Applausi

4 aprile 2006 è arrivato come un fulmine a ciel sereno Fabri Fibra. Ricordo il momento esatto in cui ho visto per la prima volta su MTV il video di ‘Applausi per Fibra’: stavo studiando, ero vicina alla tesi, il canale era sempre accesso in sottofondo e a un certo punto sento: “mangiavo lucertole aperte da ragazzino“, mollai tutto e corsi davanti alla televisione alzando il volume. Il tutto suonava come Eminem, erano passati 7 anni da ‘My name is’ e 6 da ‘The real slim shady’, eppure Fibra era in quel momento l’Eminem italiano.

Ascoltavo rap da anni, ma ammetto che lo scaricavo per lo più da eMule, o dovevo andare alle Messaggerie Musicali in Vittorio Emanuele a Milano a cercare qualche disco rap o qualche singolo. Conoscevo Fibra, ascoltavo Uomini di Mare e ‘Turbe giovanili’, per lo più tutti scaricati ovviamente, non sapevo bene come fosse fatto in carne e ossa e quel video mi ha rapita. La cosa ironica era che anche a metà degli anni ’90, da ragazzina andavo a cercare dischi rap alle Messaggerie Musicali e proprio poco prima, sempre sul Corso c’era uno spazio davanti a un Mc Donald che aveva una grande scalinata per salire, beh lì c’erano sempre una schiera di ragazzi con lo stereo che ascoltavano musica rap a palla, facevano rime in freestyle e ballavano breakdance. Quello spazio non c’è più da tantissimi anni, credo ci sia il negozio Gap o un altro lì ora che ha utilizzato quella scala al suo interno. Io passavo da lì ogni pomeriggio e li guardavo ammirata, ero attirata da quella musica, non avrei mai immaginato che quei ragazzi sarebbero diventati alcuni esponenti di spicco della scena rap italiana. Erano ragazzi come me, della mia età, ma all’epoca, negli anni ’90 i ragazzi a Milano erano divisi: c’erano i sancarlini, gli zarri e gli alternativi. Io, frequentando scuole private, facevo parte della prima categoria, della Milano bene, ogni casta, se così vogliamo chiamarla aveva il suo codice di abbigliamento, i suoi posti e la musica era parte fondamentale e una cosa era severamente vietata: interagire con gli zarri e gli alternativi. Non era previsto per noi sancarlini ascoltare il rap, a parte Gli Articolo 31, i Sottotono o i Gemelli Diversi, ma io lo ascoltavo di nascosto insieme a un amico, compravamo i dischi che trovavamo, soprattutto USA, compravamo prima AL e poi Groove e non lo dicevamo a nessuno per non essere esclusi dal gruppo.

‘Applausi per Fibra’ ha in un certo senso segnato una svolta: il rap era arrivato in tv, tutti o quasi conoscevano quel pezzo, non dovevamo più vergognarci di ascoltare un genere di serie B. Fibra ha segnato la svolta nel rap italiano, ha portato il rap ufficialmente in Italia, nelle case di tutti, ha portato il rap in major aprendo le porte a tutti gli artisti venuti dopo. Era lo stesso periodo di ‘Dentro la scatola’ di Mondo Marcio, è stato lui il primo, forse solo di un mese rispetto a Fibra, ad aver firmato con un’etichetta discografica. Ma da lì iniziai a vedere che qualcosa stava cambiando ed era un’emozione incredibile.

Ero fiera della musica che ascoltavo. Poi sono arrivati i Dogo, Marracash e il resto è storia.

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