La musica si paga!

La musica si paga!

Oggi era una giornata bellissima, sono usciti quattro singoli uno più bello dell’altro, poi sono andata sotto l’App di Spotify e ho letto molti commenti che mi hanno indignata e schifata più dei magazine che chiedono soldi agli artisti emergenti.

La musica si paga! Da che mondo e mondo è così, lo è sempre stato ed è giusto che sia così. Quando ero ragazzina non c’erano tutte le applicazioni e le possibilità che ci sono oggi per ascoltare musica, sentivo quello che passava MTV, poi andavo alle Messaggerie Musicali di Milano e con la paghetta che mi davano i miei compravo più dischi e singoli possibili. Spesso però, ascoltando prevalentemente rap, non trovavo tutta la musica che volevo e così ricorrevo a Emule per scaricarla gratuitamente. La mia generazione ha causato un danno inimmaginabile alla discografia e ai negozi di dischi stessi. Scaricando molta musica, le vendite sono diminuite e i negozi più piccoli hanno chiuso, ma cosa ce ne fregava? I singoli costavano 10 mila lire e i dischi anche 20, perchè spendere quei soldi per una canzone e basta? Molti ragionavano così, io ho sempre voluto avere il disco in mano e mi appoggiavo a questi escamotage solo quando il lettore cd portatile è stato superato dall’mp3. Era più semplice andare in giro con la propria musica in Ipod rispetto a quei lettori cd ingombranti e pesanti e così si scaricava tutto il possibile. Con il lavoro che faccio, posso avere i dischi gratis anche prima che escano fisicamente nei negozi ed è una cosa fighissima, ma quando per svariati motivi ciò non avviene, io me li compro i dischi, perchè la musica si paga e la soddisfazione di avere in mano un cd per me è impagabile, è lì la vera essenza della musica, in quel piccolo disco rotondo.

Oggi, questo problema non esiste più, con Spotify a 10 euro al mese possiamo avere tutta la musica che vogliamo anche in tempo reale, ascoltiamo un singolo o un disco appena uscito e ci sono persone che hanno voluto rovinare ancora una volta il sistema musicale, bypassando quei 10 euro e crackando l’applicazione. Non solo, vanno pure contro a Spotify che si è tutelata da tali atteggiamenti. Ma cosa avete nel cervello? Davvero vi mancano 10 euro al mese? Davvero la musica secondo voi deve essere gratuita? Ma in che mondo parallelo vivete? A parte che 10 euro non sono niente in confronto all’illimitata quantità di musica che ci offre Spotify, ma gli artisti che tanto osannate sui vostri profili social, secondo voi campano d’aria? No vivono di musica e dei diritti d’autore che anche Spotify dà loro. Quelli che hanno crackato l’applicazione e che ora sparano a zero sulla piattaforma, meriterebbero di tornare indietro di 20 anni e di dover pagare ogni cd che acquistano. E’ davvero penoso questo comportamento, è dannoso nei confronti degli artisti, delle classifiche e della musica stessa, fossi in voi, prima di assumere questo tipo di atteggiamento, prima di fregare Spotify e prima di scrivere determinati commenti, andrei a informarmi su come funziona il mercato musicale. Ma quando andate a comprare le sigarette o qualunque altra cosa la pretendete gratis o la rubate? Non credo e allora secondo le vostre eccelse menti perchè mai la musica dovrebbe essere gratuita? In più per gli studenti universitari l’opzione Premium costa solo 5 euro, ma di cosa vi lamentate? Mi fate vergognare di lavorare nella musica davvero.

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