Ma che problemi ha YouTube?

Ma che problemi ha YouTube?

Ma che problemi ha YouTube? Si può ridurre la visualizzazione ai soli maggiorenni per il video di Mmmh di Jake La Furia?

Apprendo la notizia da una sua Instagram stories, apro YouTube, cerco il video e mi compare la scritta: “QUESTO VIDEO POTREBBE ESSERE INAPPROPRIATO PER ALCUNI UTENTI. CAPISCO E VOGLIO CONTINUARE”.

Non è la prima volte che accade una cosa del genere, stessa storia era capitata a “Amore Mi” di Achille Lauro e “Estate Dimmerda” di Salmo, dove i video, a detta di YouTube, non erano adatto i un pubblico di età inferiore ai 18 anni, ma che non contenevano di fatto alcun contenuto esplicito  che possa ledere in alcun modo la sensibilità di qualcuno.

Lo stesso vale per “Mmmh” di Jake La Furia, ok ci sono un po’ di sederi al vento che sculettano, ma personalmente non trovo nulla di volgare, in più le ragazze sono vestite e non nude. Siamo costantemente bombardati da immagini forti, violente, la televisione e i giornali lucrano costantemente e da anni su fatti di cronaca nera e sulla politica. Intere trasmissioni televisive basano i loro ascolti su questi accadimenti, la tv, i social network e i giornali sono pieni di immagini di culi e tette e tutto questo fa ormai parte del nostro quotidiano, siamo assoggettati a vedere quello che ci fanno vedere, a sentire le notizie che vogliono farci sentire e a censurare quelle di cui non vogliono farci venire a conoscenza.

Il rap, oggi più che mai, è finalmente laddove avrebbe sempre dovuto essere: nelle scuole, nelle piazze, tra i ragazzi, in televisione, su internet. I rapper svolgono un ruolo importante nella crescita e nella formazione dei ragazzi che li ascoltano e si fanno portavoce dei problemi, dei pensieri, della vita quotidiana di intere generazioni che stanno crescendo ascoltando questo genere musicale. Continuo a sostenere e lo sostrerrò sempre che preferisco che i nostri figli, fratelli e sorelle minori crescano ascoltando il rap al posto delle canzoncine pop piene di sole cuore amore che parlano solo di amori finiti, amori non corrisposti o litigi tra amici e fidanzati. Per carità, tutti temi che ognuno di noi ha vissuto e vivrà mille volte nella sua vita, ma il rap arriva laddove nessuno vuole arrivare, il rap racconta quello che nessuno vuole raccontare e quello che evidentemente molti, ancora oggi, non vogliono sentire. Il rap parla alle persone vere di vita vera, di temi che non vengono toccati dagli altri generi musicali, ma che fanno parte della quotidianità e del passato di tante persone. Nel rap, oggi, molti ragazzini vedono una via d’uscita, una possibilità di crescere, essere compresi e accorgersi che non sono gli unici a vivere certe situazioni e che se ci si concentra su qualcosa di buono, positivo e costruttivo, si può avere la possibilità di vivere un giorno trasformando la propria passione in lavoro.

La musica è arte e come tale va trattata, rispettata e supportata e va rispettato e supportato anche il lavoro degli artisti che lavorano anche 24 ore al giorno sette giorni su sette per vivere della loro passione e del loro talento e fare qualcosa di buono e utile per tutti i loro ascoltatori e che in questo sono di esempio a tutti, giovani e meno giovani, che hanno un sogno, un talento e che sperano un giorno di poter trasformare la loro passione, qualunque essa sia, in lavoro e poter vivere di questo e per questo.

Bloccare questi video sul vostro portale, cara YouTube Italia, mi riporta indietro nel tempo, mi fa credere che non sia stato fatto nessun passo avanti dai primi anni 2000 ad oggi. Ci sono sicuramente molti contenuti che andrebbero censurati sia sul vostro canale, sia sui vari mezzi di comunicazione, contenuti che continuano imperterriti ad essere presenti e visibili costantemente a tutti, ma voi avete deciso di censurare proprio gli unici contenuti che di riferimenti espliciti o dannosi proprio non ne hanno, ledendo di fatto il lavoro di artisti che vivono facendo musica e che lavorano duramente per farla.

La cosa che mi indigna oltre modo è che i social network stessi, in particolare Instagram, pullulano di immagini di culi, tette, droga, canne e nessuno di ce nulla, ma viene bloccato un video. Sapendo che il rap, oggi, è seguito soprattutto da un pubblico giovane e quindi under 18 e che questo causa di fatto un danno all’artista che guadagna sulle visualizzazioni, YouTube ha danneggiato il lavoro di Jake La Furia. Allora sarebbe più opportuno che venissero create delle regole precise sui contenuti che si possono mettere o meno sulla piattaforma, in modo che chiunque giri video musicali e non possa attenersi per incorrere in tali inutili disagi.

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