È iniziato il processo a Diddy, che rischia l’ergastolo
Lunedì (12 maggio) Puff Daddy, si è presentato in aula del tribunale di New York per rispondere di diverse accuse, associazione a delinquere finalizzata al racket, due accuse di traffico sessuale con la forza, frode o coercizione. È accusato anche di due capi d’imputazione per tratta finalizzata alla prostituzione.
Diddy si è dichiarato non colpevole di tutti e cinque i capi d’imputazione.
Il processo dovrebbe durare due mesi e Diddy, che attualmente è detenuto in una prigione federale di Brooklyn, rischia dai 15 anni di carcere all’ergastolo in caso di condanna per tutte le accuse.
Secondo l’accusa, Diddy costringeva le donne a incontri sessuali di gruppo sotto effetto di sostanze stupefacenti e di aver minacciato queste donne per costringerle al silenzio attraverso ricatti e abusi fisici, tra cui soffocamento, percosse, calci e trascinamento, spesso per i capelli.
Le accuse ovviamente sono molto gravi, ma anche quanto è stato raccontato in aula dai primi testimoni non è da meno.
La sostituta procuratrice Emily Johnson accusa Diddy di aver messo in piedi una vera a propria “impresa criminale” che ha costretto centinaia di ragazzi e ragazze, anche minorenni, a partecipare ai famigerati Freak Off, dove tutto era concesso dalle droghe al sesso e soprattutto alla violenza.
Si parla di almeno “20 anni di crimini commessi dall’imputato, che non agiva da solo e aveva un entourage di guardie del corpo e dipendenti di rango che lo hanno aiutato a commettere questi crimini e a insabbiarli”.
Tra gli elementi che saranno sottoposti alla giuria ci sarà ovviamente il caso e le accuse presentate da Cassie Ventura, ma anche altri episodi, come quando Daddy avrebbe calpestato la testa della sua fidanzata, avrebbe fatto penzolare una donna da un balcone per poi dare fuoco alla macchina di un presunto “rivale”.
I primi due testimoni hanno raccontato episodi raccapriccianti. L’agente di polizia di Los Angeles, che nel 2016 lavorava come guardia di sicurezza all’InterContinental Hotel di Los Angeles, dove ha prestato soccorso a Cassie Ventura, picchiata da Puff Daddy, come abbiamo visto tutti in quel video diventato virale, ha dichiarato: “mi hanno chiamato perché c’era stata la segnalazione di una donna in difficoltà. Quando sono arrivato al piano, l’ho trovata seduta in un angolo con il viso coperto, mentre lui era stravaccato su una sedia, con indosso solo un asciugamano e con un’espressione ‘diabolica’ sul viso. Cassie era spaventatissima, con il cappuccio in testa, coperta. Non riuscivo a vederle il viso”.
Il secondo testimone è stato l’escort Daniel Phillip che ha confermato quanto accadeva durante i festini del Freak Off: “Partecipavo con la Ventura e Diddy a orge che potevano durare fino a dieci ore. Mi hanno pagato fino a 5.400 euro. Una volta ho fatto sesso con Cassie Ventura mentre Diddy guardava travestito”.
L’avvocato di Diddy, Teny Geragos, ha invece invitato la giuria a non confondere il traffico sessuale con le relazioni sentimentali dell’imputato: “È un uomo complicato, ma questo non è un caso complicato, è un caso che riguarda amore, gelosia, infedeltà e denaro. Chiedetevi perché stanno muovendo questa accusa proprio ora. Qual è il loro movente? Per molti di loro, la risposta è semplice: soldi”.