La pagella delle uscite della settimana
8.5 a Fastlife 5: Audio Luxury di Guè
Questa è la saga più figa e ben fatta del rap italiano. Ed è inutile dirlo, il merito è tutto di Guè. Ogni volta supera se stesso, ogni volta alza l’asticella, ogni volta ci sbatte in faccia quanto sia un profondo conoscitore della musica, dell’hip hop e come riesca a rendere ogni suo progetto unico pur restando Guè. Quando ascolto un disco di Guè, so già cosa aspettarmi, mi fa sentire a casa, ma i suoi racconti non sono mai banali, non sanno di già sentito, le sue rime riescono sempre a strappare un sorriso, a farmi pensare “cazzo l’ha detto davvero” e “ma questa come gli è venuta?” In questo quinto capitolo ha voluto fare un passo in più, si è affidato alle produzioni di Cookin Soul, dandoci, anche dal punto di vista degli ospiti, un sapore decisamente internazionale. Quello che però ho percepito è che non sono solo beat fatti da un ottimo producer, ma che dietro c’è una ricerca musicale pazzesca, una cura al dettaglio unica, dove l’impronta di Guè è più che palpabile. Certo, è un Fastlife, condito con quella sofisticata ignoranza che lo contraddistingue, con il suo cinema di strada che lo ha reso unico, non c’è il singolo per le radio, per andare virale sui social, qui c’è il rap e il suono che tanto cari sono a Guè.
4 a 9MILLIMETRI di Simba La Rue
Simba La Rue dovrebbe essere ancora in carcere, eppure pure da lì, forse credendosi un Tupac dei poveracci, riesce a rovinarci le giornate pubblicando musica. Che poi, definire questo singolo musica è un insulto alla musica. Qui manca tutto, mancano le basi, il saper scrivere, il raccontare qualcosa, lo stile, il flow. Almeno però Simba è rimasto coerente: ancora una volta ci conferma che questa decisamente non è la sua strada.