Minneapolis: afroamericano brutalmente ucciso dalla polizia

Minneapolis: afroamericano brutalmente ucciso dalla polizia

Non riesco a respirare, non riesco a respirare. Non uccidermi” sono le parole di George Floyd, 40enne afroamericano ucciso da un poliziotto di Minneapolis.

 

Nel video, diventato virale, si vede un poliziotto che con il ginocchio preme con forza sul collo di George Floyd nella notte tra lunedì e martedì, che ci porta davanti all’ennesimo caso di violenza eccessiva da parte della polizia statunitense.

 

 

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L’uomo è morto poco dopo in quella che, con un burocratico linguaggio, un portavoce della polizia ha definito un “incidente medico”.

Era iniziato tutto verso le otto di sera, quando due agenti sono arrivati al 3700 di Chicago Avenue South per fermare un uomo che “appariva sotto gli effetti di droga” e che, sempre secondo gli agenti, avrebbe opposto resistenza all’arresto. Davanti a diversi passanti, che con i telefonini hanno iniziato a riprendere la scena, un poliziotto lo ha bloccato a terra con un ginocchio all’altezza del collo. “Quando gli agenti sono riusciti a mettergli le manette si sono accorti che stava avendo un problema medico“, è la versione ufficiale del Minneapolis Police Department, smentita da diversi testimoni.

Alcuni di loro sono intervenuti chiedendo all’agente di togliere il ginocchio dal collo dell’uomo e quando l’uomo è ormai immobile a terra un altro chiede: “L’avete ucciso?“.

 

 

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I CAN'T BREATHE Sono state le ultime parole di George Floyd a Minneapolis prima di essere ucciso dalla polizia. George Floyd è stato ammanettato, gli hanno schiacciato la testa sull'asfalto e nonostante lui continuasse a dire "I CAN'T BREATHE" (non riesco a respirare) il ginocchio del poliziotto è rimasto lì sul collo di George fino a ucciderlo. L'ennesimo omicidio da parte di chi dovrebbe proteggere i cittadini e come spesso accade si è pagato il prezzo più alto. Qui un articolo: https://www.ilpost.it/2020/05/26/non-riesco-a-respirare/amp/ Black Lives Matter ✊🏿 #usa🇺🇸 #stopabusiindivisa #icantbreath #nonriescoarespirare #georgefloyd #ripgeorgefloyd #minneapolis #nopolicebrutality @_poterealpopolo @movimentomignapoli

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I 4 poliziotti sono stati licenziati, magra consolazione davanti a un omicidio a cielo aperto. L’episodio di Minneapolis ricorda il caso di Eric Garner, afroamericano disarmato, che nel 2014 venne tenuto bloccato con una presa al collo da un agente su un marciapiede di New York, mentre continuava a ripetere “non respiro, non respiro“. Anche lui era morto e la scena ripresa con un video da un amico aveva scatenato violente proteste.

 

 

 

 

“Questo e’ il motivo per il quale protestiamo” sono le parole con le quali Lebron James si unisce all’indignazione che scuote l’America per la morte dell’uomo a Minneapolis.

 

 

 

 

Anche Meek Mill ha espresso il suo sdegno nei confronti di quanto accaduto: “Non ne posso più di vedere poliziotti bianchi uccidere uomini neri per rabbia e odio!

 

 

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