La fantasia è il punto saldo a cui aggrapparsi. G Pillola ci racconta Ciao Belli

La fantasia è il punto saldo a cui aggrapparsi. G Pillola ci racconta Ciao Belli

Ciao Belli è l’ultimo progetto di G Pillola, è un mix tra cantautorato, musica leggera, ricerca, tematiche all’apparenza semplici e alla portata di tutti. Ciao Belli rispecchia perfettamente la personalità di G Pillola, semplice e amante delle cose semplici, spontanee, ma con un retrogusto che ti porta inevitabilmente a riflettere e ti lascia un sorriso.

 

 

Il titolo Ciao Belli potrebbe essere tranquillamente il titolo di un film di Verdone o Sordi, e ricorda anche lo storico programma di Radio Deejay, com’è nata l’idea?

 

“Ciao Belli mi è piaciuto fin da subito sia come espressione semplice, molto diretta e minimale, che come una sorta di “slogan” che stesse a significare “ciao a tutti, io mi faccio i cazzi miei e i vostri scazzi non mi toccano”. In più si è rivelato essere un titolo perfetto per realizzare la copertina che avevo immaginato, dove il mood è quello di me che sono sempre “stupidamente sorridente” in mezzo a tutto e tutti“.

 

11 tracce, con titoli estremamente semplici e alla portata di tutti, dove hai dato prova della tua versatilità, qual è l’idea di fondo che vuoi trasmettere e da cosa ti sei lasciato ispirare?

 

“Avevo moltissime canzoni da mettere insieme per creare il disco, ho voluto scegliere e mettere insieme quelle che dai primi singoli estratti ad oggi non suonassero comunque troppo vecchie, e neanche troppo recenti, ma più che altro che fossero tutte riconducibili ad un mio stato d’animo che era lo stesso, il sogno di una fuga. Insomma, più che studiare un mood preciso durante la realizzazione del progetto mi sono attenuto ad essere coerente con un periodo della mia vita sia a livello musicale che personale, racchiudendo tutto dentro questo cannone spara sorrisi“.

 

Alcune tracce richiamano la musica leggera e il cantautorato, quali sono i cantanti italiani che hanno maggiormente contaminato la tua musica?

 

“È importante dire che io ascolto praticamente solo musica italiana dagli anni ‘50 agli ‘80, motivo per cui, una parte di cantautorato che mi influenzerà sempre sarà quella dei vari Lucio Dalla, Rino Gaetano, Lucio Battisti, Sergio Caputo, Fabio Concato, che ho ascoltato fin da bambino seduto dietro in macchina per poi ora sentirli miei a tal punto da “cantautoreggiare” la mia Trap già alternativa senza neanche rendermene conto.
Mi ispiro a livello comunicativo anche a quello che definirei cantautorato moderno/sperimentale che comprende artisti come Pop X, Gioacchino Turù e gli Scudetto, che mi aiutano ad esternare quel mio lato che vuole fare storcere il naso all’ascoltatore. Per quanto riguarda la ricerca di sonorità nuove, mi piace attingere da artisti internazionali, soprattutto donne, come Angèle, Jorja Smith, Kali Uchis, Abra, Rosalìa, che spaziano dall’R&B, al flamenco, alla disco music rivisitata, ognuna mantenendo una vena pop super caratteristica”.

 

In Bilogang mi sarei aspettata la Bilogang al completo e invece c’è solo Jack Out, perché?

 

“Semplicemente perchè quando è stata scritta e registratata questa canzone, Bilogang come trio non esisteva ancora, ma era solo un modo di dire per identificare gli amici del bilocale e, essendo Jack ai tempi appena entrato a farne parte, senza neanche pensarci troppo abbiamo voluto coronare la nostra positività verso l’inizio di questo progetto in due giornate di paura e delirio nella Riviera Ligure”.

 

Perché hai scelto solo gli altri due membri della Bilogang come featuring?

 

“Non c’è un motivo vero e proprio, sicuramente io ho molto bisogno di sintonia per fare una traccia in collaborazione, e con i miei compagni di avventure sono andato sul sicuro per ottenere un tipo di prodotto “hit” ma sempre un po’ strano, visto che nessuno sa cosa hai in mente meglio dei tuoi amici. Magari, in parte, mettendo solo i miei soci come featuring ho anche voluto spingere molto sul mostrare il nostro mood anche condiviso in un progetto singolo per definire ancora di più un nostro filone, un sottogenere versatile, ma solo per noi“.

 

Quali sono la tua traccia e la tua rima/frase preferite?

 

“La mia traccia preferita forse è proprio Ciao Belli, perchè, anche se molto ironicamente, alla leggera, descrive il mio eden dove si ammette senza vergogna di non voler crescere e di come, di fronte ad una serietà costrittiva e forzata della nostra società, la fantasia sia un punto saldo a cui aggrapparsi. La mia rima preferita è non ho un alibi sono felice di una cazzata, si trova in Ciao Belli, e se la capisci starai già ridendo di una cosa che prima ti preoccupava”.

 

Come descriveresti Ciao Belli in tre parole?

 

“Usando una citazione di Valeria Rossi: Sole, Cuore, Amore”.

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