L’esimio professor Max

L’esimio professor Max

Quando dico che non siamo liberi di esprimere un’opinione se no veniamo additati e insultati dagli artisti, non lo dico tanto per dire. A tal proposito ricordo con piacere quando a inizio gennaio sono stata insultata da Nerone sulla sua pagina Facebook rea di aver scritto in articolo che live mi era sembrato fuori forma. Il post era stato bannato, ma grazie a Dio Rockit l’aveva prontamente screeshottato e messo in un articolo in cui parlava dell’accaduto, di cui vi ripropongo fedelmente il contenuto:

C’è questo web giornalino dimmerda che ancora non ha capito che il mio nome non dovrebbe mai apparire sul loro sito internet squallido pieno di fake news cazzate e maldicenze. 
Soprattutto una tipa che lavora per questo webgiornalino. Credo si chiami Valeria o Valentina. 
Ho un ricordo di questo cesso di donna a un sacco di serate rap, guardava i miei colleghi in faccia come se li stesse pregando di ingravidarla e saluta sempre cortesemente. Poi ovviamente il giorno dopo leggi le quintalate di merda che scrive questa groupie di 37 anni suonati e ti rendi conto che l’unico in grado di ingravidare questa acida cozza potrebbe essere solo satana. Avevo cortesemente chiesto al tuo papi di far sparire il mio nome da quel webgiornalino. Ovviamente per gente che campa grazie a noi è difficile obbedire. Ci vediamo alla mensa dei poveri cessa antipatica.”

Partendo dal presupposto che sono adulta e me ne sono altamente fregata, visto il contenuto e la persona che l’ha partorito, credo che sia assolutamente sbagliato offendere in modo pesante, gratuito e con tali parole una persona che non ti ha minimamente offeso, nè prima, nè dopo. Purtroppo i social ci danno un potere enorme, ci permettono di poter scrivere qualunque cosa a chiunque vogliamo, di insultare gli artisti e di essere insultati da loro. L’esimio professor Max non si é fermato. Dopo l’accaduto é andato avanti per giorni accusandomi, senza mai taggarmi, di avergli fatto bloccare la pagina Facebook che io, per altro, non ho mai segnalato e giocando come un bambino delle elementari sul femminismo, parola di cui non credo non conosca neanche il significato. Durante il live di Ensi si è esibito in freestyle con Lazza e anche lì non si é trattenuto dal ricordare che “dicono che sono fuori forma”. Non ho mai più risposto, ritenendo il contenuto del suo post e il suo comportamento postumo di bassissimo livello umano e professionale.

Ma l’esimio professor Max la mia affermazione “mi é sembrato fuori forma” se l’è legata al dito e oggi mi segnalano questa sua Instagram stories.

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Alla quale, sentendomi chiamata in causa, ho risposto in modo ironico ed educato.

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Ma lui, coda di paglia, al posto di rispondere in privato, ha assunto il solito atteggiamento da bullo che usa la propria popolarità per denigrare il lavoro degli altri.

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Partendo dal presupposto che non c’è niente di male nel fare la barista, trattandosi di un lavoro onesto e dignitoso, io non sono mai andata a un concerto di Nerone. Forse perché é l’unico rapper che canta solo quando è ospite ai concerti dei colleghi, forse perché all’album Max non é seguito un tour proprio, fatto sta che non è uno di quegli artisti che mi intetessa vedere live. Lui, puntualmente, anche nella sua risposta spiattellata pubblicamente nelle stories, non ha perso occasione per non andare sul personale. Come tu sei libero di perdere il tuo tempo giocando a fare rap e sperando di farci soldi e continuando a puntare il dito, non solo sul mio lavoro, ma soprattutto sulla mia persona  che neanche conosci, io ho tutto il diritto di perdere il mio tempo scrivendo di rap. Se non vuoi che si parli di te, o meglio, se vuoi solo false leccate si culo, cambia lavoro. Nel momento in cui sei un personaggio noto devi assumerti il rischio che le persone possano giudicare il tuo operato e esprimere critiche e consensi. Mi é sembrato l’ennesimo comportamento da bullo, del pesce grosso che mette alla gogna mediatica quello piccolo, considerando che dopo lo spiacevole episodio di gennaio non ho mai più scritto una parola su di lui. Anzi, per me era un episodio chiuso e sepolto, ma non posso dire la stessa cosa di lui. Il tutto ha delle sfumature grottesche, ridicole, che si addicono solo ai bambini delle elementari, ma a provocazione rispondo. So che così facendo scateneró l’inferno, che butto benzina sul fuoco e do corda a chi la userà per le sue prossime stories e post, ma a un certo punto credo che non sia possibile continuare a giocare all’infinito su una mia frase scritta a fine dicembre.

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