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	<title>Pagella - REBEL MAG</title>
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	<description>Magazine dedicato alla musica rap e alla cultura urban, con recensioni, interviste..</description>
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		<title>La pagella delle uscite della settimana</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 10:38:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>6 a Ma’ di Blanco Blanco non è più Blanco. Ascolto il disco e penso “ma dov’è quell’artista che improvvisamente aveva fatto impazzire tutti con la sua voce, le sue urla? Dov’è quel ragazzo che correva in mutande e prendeva a calci i fiori sul...</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>6 a Ma’ di Blanco</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Blanco non è più Blanco. Ascolto il disco e penso “ma dov’è quell’artista che improvvisamente aveva fatto impazzire tutti con la sua voce, le sue urla? Dov’è quel ragazzo che correva in mutande e prendeva a calci i fiori sul palco dell’Ariston?” Blanco aveva spopolato con il suo primo album, tutti lo volevano, lo chiamavano, faceva numeri da capogiro, poi il flop del secondo disco e ora questo Ma’, che è un MAH gigante. Un disco in cui le produzioni sono ben confezionate, i testi anche ben scritti, ma che scorre piatto, noioso a tratti, che non ti lascia i brividi che sapeva lasciarti Blanco, che sembra essersi perso, quasi alienato. Ma’ non è un brutto disco, ma con tutta la musica che esce oggi, non è un progetto che brilla, che sa dare quel qualcosa in più, quello che Blanco ha saputo dare agli inizi della carriera. </p>



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<div style="height:32px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>8.5 a Hellvisback 10 Years Later di Salmo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche a distanza di 10 anni, Hellvisback è una mina. Uno di quei dischi senza tempo, che ascolti e riascolti sempre con piacere, che ti lascia qualcosa e che resta sempre un culto. Le tre nuove tracce, 10 AD, Crackers e Eclissi si inseriscono perfettamente nel mood di Hellvisback, non risultano fuori contesto, ma un giusto corollario e un ottimo coronamento del progetto. Eclissi, la ultima uscita, ci dimostra ancora una volta come l’anima rock di Salmo sia sempre solida e dirompente e soprattutto come lui sia un artista completo, con un suono e un’attitudine unici che non si sono mai persi negli anni. </p>



<div style="height:22px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<iframe title="Spotify Embed: Hellvisback 10 Years Later" style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/3jNCrVhxAmn429sGhoth4E?si=DMUNAkYfSRytIiwawi8ZJQ&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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<div style="height:32px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>8.5 a Tarek da colorare di Rancore</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un vero e proprio discone. Rancore ci dimostra ancora una volta quanto le parole e i testi siano centrali nel rap, certo se sai farlo ovviamente. Questo non significa, però, che il tutto possa cadere nel noioso o nel banale, al contrario, Rancore sa arrivare al punto, raccontare, scendere nel personale, con una poetica unica, a volte tagliente e pungente, diretta, ma anche sottile e delicata. Un progetto questo che merita davvero molto.</p>



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<iframe title="Spotify Embed: TAREK DA COLORARE" style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/702yHXFNhrle5tk9VXdjl8?si=eV4OxMwbQ72FTniFmJYxlA&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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<div style="height:32px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>7 a Buona Domenica di Sayf</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è sicuramente il momento di Sayf, che a Sanremo ha conquistato tutti con la sua Tu mi piaci tanto e che ora torna con un altro singolo, nel quale emerge il suo stile decisamente unico. </p>



<div style="height:22px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<div style="height:32px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>6 a Femmina di Rhove</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Pensavo che Rhove avesse talento, poi ho pensato che Shakerando fosse solo una botta di culo. Ora penso che un po’ di talento ci sia, Femmina non è malaccio, si sente che prova a dirci qualcosa, ma non è ancora abbastanza, perché, appunto, prova, ma ci riesce solo in parte. </p>



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<div style="height:32px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>7.5 a Baby (do you love me?) di Nicola Siciliano </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nicola Siciliano è davvero forte, per me uno dei migliori della scena napoletana e lo dimostra anche in questo brano, nel quale si contrappongono la delicatezza delle vibes gospel e delle melodie della prima parte alla durezza dei suoni elettronici che prendono il sopravvento nella seconda parte. Il brano ruota proprio intorno alla fatidica domanda&nbsp;“mi ami o no?”, che risuona come un mantra nel ritornello e che non trova, in fondo, una risposta. Ma va bene così. </p>



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<div style="height:32px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>6.5 a Aqva Santa di Icy Subzero </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Icy Subzero ha un’identità molto specifica all’interno della scena, è uno di quelli (pochi per la verità) che riesce a distinguersi e ad avere uno stile tutto suo. Questo brano ha una produzione pazzesca, e lui riesce a cavalcarla perfettamente, senza sputtanarla è già questo non è da tutti. Comunque, seppur con qualche pecca, il brano funziona ed è assolutamente piacevole. </p>



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		<title>La pagella delle uscite della settimana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rebel Mag]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 12:42:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>4.5 a 4U EP di Capo Plaza Sono passati pochi mesi da Hustle Mixtape Vol. 2 ed ecco che Capo Plaza torna con un altro progetto. 7 tracce dedicate principalmente alla sua fidanzata, all’amore in generale. Il risultato, come purtroppo spesso accade negli ultimi lavori...</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>4.5 a 4U EP di Capo Plaza</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono passati pochi mesi da Hustle Mixtape Vol. 2 ed ecco che Capo Plaza torna con un altro progetto. 7 tracce dedicate principalmente alla sua fidanzata, all’amore in generale. Il risultato, come purtroppo spesso accade negli ultimi lavori di Plaza, è una serie di canzoni che danno l’impressione di assomigliarsi un po’ tutte, come se stessimo ascoltando un’unica infinita canzone. Per fortuna che c’è Achille Lauro, unico ospite del progetto, a sollevare un po’ le sorti di questo piattume. Io, comunque, vorrei dare una medaglia alla ragazza di Capo Plaza, che rimane al suo fianco nonostante queste canzoni, perché ci dimostra che l’amore non solo è cieco, ma è anche sordo.</p>



<div style="height:18px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<iframe title="Spotify Embed: 4U EP" style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/3AIwaSKtnuwwbdgHZeXcYm?si=KqhPmoDASZS0-eni47v1EA&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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<div style="height:24px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4.5 a King Of Dark di Pyrex</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché ci sono così tanti featuring? La risposta è ovvia, ma non vorrei sembrare cattiva nel dire che senza, chi lo avrebbe ascoltato? E infatti, Pyrex, che resta ancorato a quella trap, che ha contribuito a far esplodere in Italia 10 anni fa con la DPG, si porta dietro un po’ tutti i suoi amici e in 12 tracce ci piazza 9 ospiti. E meno male raga. Ci regalano un sospiro di sollievo. E alla fine funziona pure, perché il brano con Sfera Ebbasta ha esordito al numero uno su Spptify. L’impressione è che Pyrex, dopo aver provato invano altri percorsi musicali, abbia capito che la trap è il suo, ma lo abbia fatto tardi. È uno di quegli artisti, che, purtroppo o per fortuna, non hanno, non hanno avuto e non avranno una carriera solista soddisfacente. È uno che ci prova, ma che non ce la fa.</p>



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<iframe title="Spotify Embed: KING OF DARK" style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/4oJZFEKPVLVViFlG5VnAhN?si=ys6pm6KhSleE3fJJeJe9uw&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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<div style="height:24px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>5 a Il Doc 6 di VillaBanks ft. Niky Savage, Flaco G e Young Hash,</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Che San Valentino sarebbe senza VillaBanks e la sua saga? Lascio a te la risposta… Comunque lui, puntuale come un orologio svizzero, allo scadere del 14 febbraio arriva con Il Doc. Questa volta accompagnato da Niky Savage, Flaco G e Young Hash. Il risultato, un mezzo schifo. Già, questa non è una delle migliori saghe del rap italiano, anzi, sarebbe proprio in fondo alla lista, ma questo capitolo 6 è davvero peggiore di tutti gli altri messi insieme. Per fortuna, che almeno per un anno siamo a posto così.</p>



<div style="height:18px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<iframe title="Spotify Embed: Il Doc 6 (feat. Young Hash, Flaco G &amp; Niky Savage)" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/3wc9qnWunrQUXUPNhtAaNi?si=CqW0fDqDRjew9ZPzjKA73A&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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<div style="height:24px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>6.5 a Art Attack di Diss Gacha</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Niente da dire, Diss Gacha ha sempre uno stile unico e impeccabile. Un bel flow, un modo di raccontare, anche cose banali, unico e coinvolgente. E anche in questo brano ci mostra le sue skills. </p>



<div style="height:18px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<div style="height:24px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>6.5 a Palese di Vaz Tè ft. Bresh</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto carino questo brano di Vaz Tè con Bresh. Un bel mix di pop cabtautorale e urban, semplice, ma assolutamente incisivo e piacevole da ascoltare. E devo dire che con Bresh sono davvero una coppia affiatata e vincente.</p>



<div style="height:18px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<iframe title="Spotify Embed: Palese (feat. Bresh)" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/11rbDYIIfk7YJV8IdIRpKl?si=slRMX2bdSGOLcZNkh_fNNw&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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<div style="height:24px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>5.5 a IDGAF di Rondodasosa </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Pensavo peggio… Non è di certo un capolavoro, ed è uno di quei brani assolutamente dimenticabili, anche perché per me l’era di Rondo è finita da un pezzo e ormai sta solo provando ad arrancare, ma almeno il brano è orecchiabile, ha un beat potente, un ritornello interessante e non è completamente da buttare. </p>



<div style="height:18px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<iframe title="Spotify Embed: IDGAF" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/7h5GfyhV9ZnrXNr2GVUfC2?si=4JQN6_2iSeKDBlXJRFKsxw&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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<div style="height:24px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>7 a La vita che vivo di Promessa</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Promessa è forte e credo che crescerà ancora molto quest’anno. Il brano è molto personale, introspettivo, con radici street. A metà tra il rap classico e l’urban moderno. Un brano carico di ansia, rabbia, consapevolezza, ma anche speranza, fatto molto bene e che ti lascia qualcosa. Bravo. </p>



<div style="height:18px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<iframe title="Spotify Embed: LA VITA CHE VIVO" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/2q9O6twPyMmPXqd4arGkA9?si=3MsD7Wr2SO2-FfR2O5SVOw&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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		<title>La pagella delle uscite della settimana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rebel Mag]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 12:29:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>7.5 a Anche gli eroi muoiono di Kid Yugi Stiamo parlando del terzo album di un ragazzo di soli 24 anni intorno al quale ci sono grandi aspettative e hype. Kid Yugi non delude, porta un concept album ben riuscito, ben curato e ben calibrato...</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>7.5 a Anche gli eroi muoiono di Kid Yugi </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Stiamo parlando del terzo album di un ragazzo di soli 24 anni intorno al quale ci sono grandi aspettative e hype. Kid Yugi non delude, porta un concept album ben riuscito, ben curato e ben calibrato tra introspezione e leggerezza, ma ancora un po’ acerbo. I concept album sono complicati e a volte fanno cadere anche gli artisti più affermati con alle spalle anni di carriera, Kid Yugi è riuscito a restare a galla e ci dimostra che anche in questo mare di incapaci e mediocrità ci sono artisti che valgono. Lui vale. Sa scrivere, sa rappare, sa raccontarci qualcosa, ha talento e stile. Sa portarti nel suo mondo e portare con sé gli ospiti del suo disco. Tutte cose che qualunque artista dovrebbe saper fare, ma siccome oggi è raro, Kid Yugi è visto un po’ come un alieno. E va bene, anche perché è talmente giovane che sicuramente ci regalerà tante altre gioie nella sua carriera.</p>



<div style="height:22px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<iframe title="Spotify Embed: Anche gli Eroi Muoiono" style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/5QGyZ7xyZX8vrwI4DB6pvV?si=c2OJHKpnTJaA2fzglq-gbw&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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<div style="height:32px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>5 a Rova di Niky Savage ft. Capo Plaza </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E siamo così a quota 20 canzoni di Rapper di Niky Savage. 20 martellate nelle palle. 20 tracce che non dicono nulla, tutte uguali, tutte piatte, tutte mediocri. E come se le precedenti 19 non bastassero, Niky Savage ce ne propone un’altra, l’ennesima, questa volta con Capo Plaza, ma intanto non cambia niente. Il risultato è sempre la solita lagna. Si vede che Niky Savage non sa distinguere tra quantità e qualità, punta sulla quantità come ai grandi magazzini e la quantità è scadente. </p>



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<iframe title="Spotify Embed: ROVA (feat. Capo Plaza)" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/2tn3eqpzvgoeXCsymtsSdN?si=BakryN6JSCOXUgSGGaFbBw&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>5 a Zack &amp; Cody di Rondodasosa </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Io credo che a un certo punto uno debba fermarsi e prendere coscienza che, nonostante continui a pubblicare musica e a inventarsi la qualunque (compreso un documentario su Netflix su di lui) i risultati continuino a non arrivare. E quindi cosa fai? Pubblichi l’ennesimo singolo, provi qualcosa di nuovo, un po’ più vibrante, che ci sta anche, ma il risultato non convince, e finisce inesorabilmente nel dimenticatoio. Rondo dovrebbe prendere coscienza del fatto che la sua epoca è finita, ma non è l’unico, è in ottima compagnia di artistelli che da decenni ci provano senza risultato alcuno, senza talento e senza stile. </p>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>6 a Infami di Fudasca feat. Side Baby, Ketama126 e Close Listen</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Produzione spettacolare di Fudasca, che riempie e dà tono a questo racconto a tratti crudo e struggente sulla periferia di Roma. Non un capolavoro, non uno di quei singoli destinati a lasciare il segno, ma sicuramente piacevole da ascoltare.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>6.5 a Nonostante Tutto di Mondo Marcio</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se sei fan di Mondo Marcio da Solo un uomo, questo singolo ti farà sicuramente scendere una lacrimuccia. Sono passati 20 anni dall’uscita di quel disco e il brano celebra questi 20 anni di carriera e di vita di Mondo Marcio, anni di successi, perché ricordiamo che Solo un uomo ha ottenuto il disco di platino in poco tempo ed è rimasto in classifica per più di 40 settimane, soprattutto grazie al singolo Dentro alla scatola, ma anche anni di cadute, di cambiamenti nel mondo del rap e dell’industria musicale italiana.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un singolo indubbiamente ben fatto, ma non di un capolavoro assoluto. Fatto più per i fan storici che per tutti gli altri e in fondo va bene così. </p>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>6.5 a Tyson di Tokyo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È la nuova pupilla di Guè, ha firmato per Oyster Music, l’etichetta fondata lo scorso anno da Guè con Shablo e Jacopo Pesce. L’abbiamo sentita anche in Fastlife 5 e ha uno stile davvero interessante. Tokyo è brava, ha flow, stile, sa usare bene le parole, sa essere aggressiva e cruda e lo sa fare bene. È la giusta alternativa ad Anna, di cui è anche l’esatto opposto, come il giorno e la notte.</p>



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		<title>La pagella delle uscite della settimana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rebel Mag]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 11:43:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>5 a Trapper di Niky Savage “Sono usciti solo flop bro e ci hanno fatto la deluxe” cantava Marracash e quanto ha ragione… Non dico che Rapper fosse un flop in termini di numeri, ma sicuramente un album piatto e mediocre. E come se non...</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>5 a Trapper di Niky Savage </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Sono usciti solo flop bro e ci hanno fatto la deluxe</em>” cantava Marracash e quanto ha ragione… Non dico che Rapper fosse un flop in termini di numeri, ma sicuramente un album piatto e mediocre. E come se non bastasse, Niky Savage decide di farci una deluxe con altre 4 tracce, che dicono esattamente le stesse cose che diceva nelle 16 precedenti. Il risultato? 20 tracce inutili, noiose, senza stile, senza idee, senza argomenti.</p>



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<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4.5 a Resta ancora un po’ di Capo Plaza </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se la ragazza a cui Plaza ha dedicato la canzone resta con lui anche dopo averla ascoltata, allora vuole proprio dire che l’amore, oltre ad essere cieco, è pure sordo. Capo Plaza, che da 20 non sa più che pesci prendere, prova la strada della canzone pop love, senza riuscirci. </p>



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<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>6 a Anche a </strong><strong>vent’anni si muore di Blanco</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sufficienza perché è Blanco, perché scrive bene, canta bene, ha uno stile tutto suo, ma non di più, perché da Blanco ci si aspetta di più. Soprattutto ora, soprattutto dopo tutto questo silenzio. E l’impressione è che ormai il suo treno sia passato e che la sua voce non riesca più a spiccare. </p>



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<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>6 a Chief Keef di Rvssian ft. Sfera Ebbasta &amp; SKILLIBENG</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Rvssian aveva già prodotto Italiano Ep, che possiamo definire tranquillamente il flop di Sfera. Forse la colpa non è neanche di Rvssian, ma non si può dire che sia di Sfera, che quando vuole spacca e anche parecchio. Non è questo il caso. Il brano è leggero, simpatico, divertente, ma non lo metterei nella top ten di Sfera.</p>



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<iframe title="Spotify Embed: CHIEF KEEF (feat. Sfera Ebbasta &amp; Skillibeng)" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/6wp73WIgt66WS4e9PPGSV1?si=4UDeDHx_ShSXorPi3_zdtg&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>8 a Favola di Claver Gold ft. Dargen D’Amico</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando uno è un artista vero, sa scrivere, sa raccontare una storia, o una favola, si sente. E questa Favola di Claver Gold con Dargen è davvero un pezzone.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>6.5 a Girasole di 22Simba</strong><strong> ft. Rkomi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">22Simba pubblica la deluxe di La Cura. Alla tracklist si aggiungono le tracce &#8220;2022 freestyle&#8221; e l’inedito “Girasole”, che vede la collaborazione con&nbsp;Rkomi. Il brano non è male, solo un po’ confuso, i due artisti stanno bene insieme, si arricchiscono a vicenda. 22Simba è uno degli artisti più interessanti del momento, ma questa deluxe è alquanto inutile, lascia un po’ il tempo che trova.</p>



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<iframe title="Spotify Embed: Girasole (feat. Rkomi)" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/6QYSy0nHV8WoBRLqtz6Oa2?si=RtasxyLZT-mQ7pPzNs5MhQ&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>6 a Alone di Vale Pain</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Come avere una produzione pazzesca e non saperla sfruttare al meglio. È esattamente questo Alone di Vale Pain, che, per carità, ci prova, ma non risulta all’altezza del mega beat su cui rappa. </p>



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<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>7 a Re lucertola tiranna di Fasma</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">5 tracce per questo Ep decisamente interessante e ben riuscito<strong>, </strong>nel<strong> </strong>quale Fasma dà forma a un racconto intimo e simbolico che attraversa tutto il progetto, a partire dal sound: a sonorità più intime e introspettive si alternano chitarre distorte e produzioni con echi dance e influenze drum &amp; bass.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La simbologia la troviamo già nella copertina, che vede un T-Rex giocattolo a cui è stata tagliata la coda. Un’immagine solo apparentemente semplice, che racchiude il cuore concettuale dell’album.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La coda recisa rappresenta il distacco consapevole da schemi, sistemi e aspettative che allontanano dall’unicità individuale. Fasma sperimenta e si dimostra all’altezza.</p>



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<iframe title="Spotify Embed: Re lucertola tiranna" style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/6jr88gNttvHXfJdHpTDqfr?si=4RYHMTCiS96TgWSYia_2Xw&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>6.5 a Introvabile di Bresh</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho l’impressione che Bresh faccia il compito a casa giusto per arrivare alla sufficienza, ma che il suo potenziale sia decisamente superiore. Non sbaglia, fa tutto bene, ci regala singoli discreti, ma che raramente ti fanno dire wow, o che ti facciano dire “ok questo sarà un suo cavallo di battaglia”. In Introvabile, Bresh dipinge senza filtri le contraddizioni che possono nascere e svilupparsi all’interno di una relazione. Un brano decisamente intimo e personale. </p>



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<iframe title="Spotify Embed: Introvabile" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/1qzPNHULYNqlTDxZoOIytn?si=-aUpufU0RXuJi8L75lcQZw&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>7.5 a Amen di Geolier </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Amen, pubblicato lo scorso ottobre su YouTube e sui canali social dell’artista,&nbsp;entra oggi ufficialmente nella tracklist del disco in seguito alle migliaia di richieste dei fan.Una risposta diretta ad una domanda costante del suo pubblico, annunciata a sorpresa nelle ultime ore. È un freestyle essenziale e senza filtri:&nbsp;un ritorno all’attitudine più pura, street e consapevole. Un pezzo che racconta fame, identità e visione, e che oggi completa un progetto già diventato centrale nella scena italiana.</p>



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<iframe title="Spotify Embed: AMEN" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/5TD5NrlLNa3aVDH46DUhMD?si=ebonPWztTZCIjgAoRESBIg&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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		<title>La pagella delle uscite della settimana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rebel Mag]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 11:58:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>8.5 a Tutto è possibile di Geolier Tutto è possibile, dice Geolier, anche fare un featuring con uno dei propri idoli, anche se sei un ragazzo cresciuto in un quartiere di Napoli. È possibile che quello che un tempo era un Emanuele qualunque, che si...</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>8.5 a Tutto è possibile di Geolier </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto è possibile, dice Geolier, anche fare un featuring con uno dei propri idoli, anche se sei un ragazzo cresciuto in un quartiere di Napoli. È possibile che quello che un tempo era un Emanuele qualunque, che si ascoltava 50 Cent, un giorno abbia proprio 50 Cent nel suo disco. Certo, tutto è possibile, ma alla base non può essere solo un caso di fortuna, una botta di culo gigantesca, alla base ci deve essere anche il talento. E Geolier talento ne ha. È diventato, non solo la voce di Napoli, ma uno dei top player del rap italiano. In questo album è maturato, è cresciuto, ma è sempre lo stesso. Tutto è possibile non è solo un titolo: è la sintesi di un percorso che all’inizio sembrava irrealizzabile e che oggi è sotto gli occhi di tutti. Dalla strada agli stadi, dal quartiere a collaborazioni che fino a pochi anni fa sarebbero sembrate impossibili. Un disco che unisce mondi lontani e li fa convivere nello stesso racconto, ospitando&nbsp;Pino Daniele,&nbsp;50 Cent,&nbsp;Anuel AA, insieme a&nbsp;Sfera Ebbasta,&nbsp;ANNAe&nbsp;Kid Yugi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Geolier mette al centro una verità semplice e universale: non possiamo sapere cosa accadrà domani, e anche ciò che sembra irraggiungibile può succedere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra introspezione e stile, fragilità e consapevolezza, il disco è il racconto di chi continua a sognare a occhi aperti, ma spesso si sente incompreso nonostante i traguardi raggiunti. Un disco che riflette sul successo senza idealizzarlo, mostrando anche le sue ombre: l’esposizione costante, la pressione, il rischio di sentirsi sbagliati quando si è chiamati a dare sempre il massimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La strada resta un punto fermo. Non solo come luogo, ma come modo di guardare il mondo. Anche oggi, nel pieno del successo, Geolier conserva la capacità di riconoscere la sofferenza di chi è rimasto indietro, di chi cresce senza nulla e deve costruirsi tutto.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto a tutto questo emerge una nuova maturità emotiva. L’amore non è più rabbia o mancanza, ma presenza, rifugio, scelta. Anche quando le sonorità restano malinconiche, il racconto si fa più luminoso, lasciando spazio a un sentimento che non ferisce ma protegge.&nbsp;Un amore che si estende anche a Napoli, mai semplice sfondo, ma voce viva del disco: città-madre, ferita e rifugio, origine e destino.</p>



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<iframe title="Spotify Embed: TUTTO È POSSIBILE" style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/5EKYDOBrlVJlvMGEgdgytB?si=bpZ5M9PlSluCXw4zS9OhIw&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>8 a Milano Docet di Armani Doc &amp; Bassi Maestro </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Strano pensare che Armani Doc abbia più di 20 anni meno di Bassi Maestro, il che significa che in teoria in comune hanno ben poco. Generazioni distanti, che hanno vissuto l’hip hop in modo completamente diverso, che sono cresciuti con miti e riferimenti diversi, che hanno vissuto una Milano diversa. Eppure si sono incontrati e insieme stanno benissimo. Quel gap generazionale neanche si sente, raccontano Milano come un manifesto, in questo progetto di sole 10 tracce, ma che è una vera perla. Scritto benissimo, con produzioni, manco a dirlo, eccellenti, con poche ma riuscite collaborazioni (Tony Zeno, Jack The Smoker e Sonnyjim). Un progetto che sa di classico, che è un vero e proprio instant classic.</p>



<div style="height:22px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<iframe title="Spotify Embed: Milano Docet" style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/0fcpty63ePPqtCKKD9CP17?si=p77SwWKdRPSPrMc659kXUw&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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<div style="height:32px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>7.5 a Pianti Grassi di Dargen D’Amico</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dargen ha una penna unica, un’ironia pungente, veritiera, che fa sorridere, ma sa perfettamente arrivare al punto. Colpisce, ti lascia di stucco e ti senti pure chiamato in causa. Questo è un singolo alla Dargen, assolutamente ben riuscito. </p>



<div style="height:22px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<iframe title="Spotify Embed: Pianti Grassi" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/4ib7P0tGG8ILCRw0YeU3JC?si=iLx4P7GvS3CYIc_yOdXuuQ&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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		<title>La pagella delle uscite della settimana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rebel Mag]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 11:53:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>8.5 a Fastlife 5: Audio Luxury&#160;di Guè Questa è la saga più figa e ben fatta del rap italiano. Ed è inutile dirlo, il merito è tutto di Guè. Ogni volta supera se stesso, ogni volta alza l’asticella, ogni volta ci sbatte in faccia quanto...</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>8.5 a Fastlife 5: Audio Luxury&nbsp;di Guè </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa è la saga più figa e ben fatta del rap italiano. Ed è inutile dirlo, il merito è tutto di Guè. Ogni volta supera se stesso, ogni volta alza l’asticella, ogni volta ci sbatte in faccia quanto sia un profondo conoscitore della musica, dell’hip hop e come riesca a rendere ogni suo progetto unico pur restando Guè. Quando ascolto un disco di Guè, so già cosa aspettarmi, mi fa sentire a casa, ma i suoi racconti non sono mai banali, non sanno di già sentito, le sue rime riescono sempre a strappare un sorriso, a farmi pensare “cazzo l’ha detto davvero” e “ma questa come gli è venuta?” In questo quinto capitolo ha voluto fare un passo in più, si è affidato alle produzioni di Cookin Soul, dandoci, anche dal punto di vista degli ospiti, un sapore decisamente internazionale. Quello che però ho percepito è che non sono solo beat fatti da un ottimo producer, ma che dietro c’è una ricerca musicale pazzesca, una cura al dettaglio unica, dove l’impronta di Guè è più che palpabile. Certo, è un Fastlife, condito con quella sofisticata ignoranza che lo contraddistingue, con il suo cinema di strada che lo ha reso unico, non c’è il singolo per le radio, per andare virale sui social, qui c’è il rap e il suono che tanto cari sono a Guè. </p>



<div style="height:22px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<iframe title="Spotify Embed: FASTLIFE 5 : Audio Luxury" style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/0jdldWggjh2SDk71zCsu0T?si=iT0FGJvmSrS-Tz7vBqayNw&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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<div style="height:32px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4 a 9MILLIMETRI di Simba La Rue</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Simba La Rue dovrebbe essere ancora in carcere, eppure pure da lì, forse credendosi un Tupac dei poveracci, riesce a rovinarci le giornate pubblicando musica. Che poi, definire questo singolo musica è un insulto alla musica. Qui manca tutto, mancano le basi, il saper scrivere, il raccontare qualcosa, lo stile, il flow. Almeno però Simba è rimasto coerente: ancora una volta ci conferma che questa decisamente non è la sua strada. </p>



<div style="height:22px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<iframe title="Spotify Embed: 9MILLIMETRI" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/5WwZG4HIxAEF5flOeoG4Bn?si=7pEOo8UARSOp26aT8Yu60w&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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		<title>La pagella delle uscite della settimana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rebel Mag]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2026 12:52:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pagella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>4.5 a Trauma di Tony Boy Non ce lo meritavamo proprio di iniziare l’anno nuovo con un altro disco di Tony Boy. Lui continua a pubblicare musica come se non ci fosse un domani, e infatti Trauma arriva a soli 4 mesi da Uforia e...</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>4.5 a Trauma di Tony Boy</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ce lo meritavamo proprio di iniziare l’anno nuovo con un altro disco di Tony Boy. Lui continua a pubblicare musica come se non ci fosse un domani, e infatti Trauma arriva a soli 4 mesi da Uforia e proprio come il suo predecessore fa schifo. Il vero trauma è quello di ascoltarlo tutto e arrivare alla fine. Manca di tutto: scrittura, stile, carattere, musicalità. È un progetto piatto, che non sa di niente e non dice niente, proprio come i progetti precedenti di Tony Boy.</p>



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<div style="height:32px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>5 a Timmy Turner di Niky Savage</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Altro artista senza arte né parte, che in questo caso non è stato neanche capace di sfruttare una produzione potente e spettacolare che gli è stata servita su un piatto d’argento, praticamente come dare perle ai porci. </p>



<div style="height:22px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<iframe title="Spotify Embed: TIMMY TURNER" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/53Jdi1wxkc6IEBN2hUrBUM?si=aM-e6aX6RDqSs30A7w9uUA&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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<div style="height:32px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>6.5 a Push It di Kid Yugi ft. Anna</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sembra più un brano di Anna che uno di Kid Yugi, questo singolo che anticipa il nuovo disco del rapper (Gli eroi muoiono) in uscita il 30 gennaio. È un banger, potente, ben fatto, divertente e sicuramente ben riuscito.</p>



<div style="height:22px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-spotify wp-block-embed-spotify wp-embed-aspect-21-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Spotify Embed: Push It (feat. ANNA)" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/5FLxKWv8HEFI67uKzSX27K?si=czJTXq3-TNOBslX0e4WRTw&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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<div style="height:32px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>7.5 a Phantom di Geolier ft. 50 Cent</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa è una di quelle collaborazioni con un artista internazionale davvero ben riuscita. Non solo perché 50 Cent ha partecipato al videoclip e ha spinto il singolo sui suoi profili social, ma anche perché si sente alchimia tra i due nel singolo. Il risultato è una bomba.</p>



<div style="height:22px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-spotify wp-block-embed-spotify wp-embed-aspect-21-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Spotify Embed: PHANTOM (feat. 50 Cent)" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/435NOlfzITSEghoaUNRle3?si=1qDBzFrEQ864PoXw-nzk3g&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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		<title>La pagella delle uscite della settimana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rebel Mag]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 12:29:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pagella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>8 a Elsewhere di Gemitaiz Gemitaiz lo aveva detto che il suo nuovo disco sarebbe stato un progetto che andava oltre il rap e aveva ragione. È musica, sicuramente rap, perché parliamo di Gemitaiz, ma è un qualcosa che va oltre, che ha quel sapore...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>8 a Elsewhere di Gemitaiz </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gemitaiz lo aveva detto che il suo nuovo disco sarebbe stato un progetto che andava oltre il rap e aveva ragione. È musica, sicuramente rap, perché parliamo di Gemitaiz, ma è un qualcosa che va oltre, che ha quel sapore di arte. Un disco, in cui non le manda a dire, che suona benissimo, che fa muovere la testa, ma anche pensare. Un progetto solido, maturo, che mostra un upgrade notevole di Gemitaiz, pur mantenendo intatta la sua natura e il suo stile inconfondibile. Un disco che forse non verrà capito al primo ascolto, ma che sicuramente è destinato a restare.</p>



<div style="height:22px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<div style="height:32px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>6 a Gloria di Paky</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">6 più che altro per gli ospiti e perché alla fine c’è di peggio. Va bene che Paky è real, va bene che i suoi racconti sono veri, ma sono anche già stati raccontati in una quantità impressionante di dischi e singoli orrendi. Essere real non basta, non fa di Paky un artista, mi spiace dirlo, non lo è, non ha stile, è monoflow, monotono, assillante. In qualche momento del disco riesce pure a brillare, come la lampadina di un lampione che si sta spegnendo, ma non è sufficiente. Sono stufa di questi artisti, che artisti non sono, che vengono idolatrati, spinti come se fossero dei geni, anche da gente che 15 anni fa non li avrebbe cagati di striscio. Questo progetto è mediocre, si regge solo sulla quantità degli ospiti, dice poco niente, ha basi interessanti che vengono letteralmente buttate nel cesso dal flow di Paky, che a volte è al limite dell’inascoltabile, ma, come dicevo all’inizio, ho ascoltato di peggio. </p>



<div style="height:22px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<div style="height:32px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>6.5 a Dash Cam di Rondodasosa &amp; Meekz</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Allora, quando Rondo fa pezzi mega drill come questo, spacca. Spacca per quello che può spaccare Rondo, senza saper scrivere e senza dirci un cazzo, ma questo brano ha una produzione potentissima, ti trascina, è cupo il giusto, ed è ben riuscito.</p>



<div style="height:22px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<div style="height:32px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>5.5 a Primo Passo di Don Pero</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Di solito Don Pero non mi dispiace, ma questa volta ha voluto fare un primo passo più lungo della gamba con questo brano tipo pop, che non lascia nulla e che io lascerei fare a chi veramente lo sa fare. </p>



<div style="height:22px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<div style="height:32px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>6.5 a Nulla di Bello di Promessa ft. 22Simba</strong> <strong>&amp; Flaco G</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui abbiamo tre nomi che sono ritenuti the next big thing del rap italiano e sicuramente hanno tutti e tre delle skills interessanti. Il brano è ben fatto, con un suono un po’ arabeggiante su cui i tre artisti sputano la loro rabbia e confermano davvero di avere stile, flow e di dirci anche qualcosa. </p>



<div style="height:22px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<iframe title="Spotify Embed: NULLA DI BELLO (feat. 22simba e Flaco G)" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/6ELc14qHl2zH5SWw0I5Tha?si=lDM63fFaROevnjoBPkyfIA&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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<div style="height:32px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>7 a Giovani a metà di Rame ft. Nabi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Rame è davvero forte e lo dimostra anche in questo singolo, che è cupo, ma trascinante ed emozionante. È uno di quei brani scritti bene, cantati bene, che ti lasciano qualcosa.</p>



<div style="height:22px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<iframe title="Spotify Embed: GIOVANI A METÀ (feat. Nabi)" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/66zVPJY614pnloRq99Y3bB?si=DDildRJUTCmucbDMLYIw-w&amp;utm_source=oembed"></iframe>
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		<title>La pagella delle uscite della settimana</title>
		<link>https://www.rebelmag.it/la-pagella-delle-uscite-della-settimana-56/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rebel Mag]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 13:28:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pagella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>6.5 a Musica Triste di Emis Killa Non mi aspettavo nulla da questo nuovo album di Emis Killa, il tredicesimo della sua carriera, un po’ perché ammetto che come rapper non mi fa impazzire, e un po’ perché ho imparato a non avere aspettative. Eppure...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>6.5 a Musica Triste di Emis Killa </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non mi aspettavo nulla da questo nuovo album di Emis Killa, il tredicesimo della sua carriera, un po’ perché ammetto che come rapper non mi fa impazzire, e un po’ perché ho imparato a non avere aspettative. Eppure devo dire che mi ha stupita. Non è un concept album, ma come ha detto Emis stesso in conferenza stampa, sono una serie di canzoni che gli piacciono. Che sappia scrivere, che abbia una tecnica invidiabile e che sappia cantare non ci sono dubbi, qui però ho trovato alcuni dei brani più belli di forse la sua intera carriera. Mi riferisco a tracce come &nbsp;“Robb Stark” (feat. Salmo),“Sogni sporchi”,“Phrate” e “Ambra” (feat. Tedua), che sono davvero ottime sotto ogni punto di vista. Anche “Mare di notte” e “Una siga fa” (feat. Papa V e Nerissima Serpe) non sono per niente male e nel complesso dimostrano le capacità di Emis Killa e un certo upgrade, poi però il resto è un enorme boh. Tutte le altre sembrano essere state messe lì a caso, quasi come per riempire il disco e sanno di poco, di un qualcosa di già fatto e fatto pure meglio. Emis Killa avrebbe potuto fare il disco migliore della sua carriera, ma lo ha fatto a metà. </p>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>6.5 a XDVR ANNIVERSAR10 di Sfera Ebbasta</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo in realtà è il disco originale uscito 10 anni fa e diventato culto, rimasterizzato e remixato da Charlie Charles che gli ha dato nuova vita e con due tracce, Orologi e Prega x noi, inedite. Si tratta di due brani scritti 10 anni fa, che non sono stati mai rilasciati ufficialmente, anche se Orologi è diventato virale in passato ma mai fino ad ora ufficialmente pubblicato. Di fatto questo ANNIVERSAR10 rende giusto omaggio al disco e fa un po’ da apripista al progetto che porterà Sfera ancora una volta sul palco di San Siro.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>8 a Tèmpora di En?gma</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">En?gma non delude mai e torna con un disco denso, ricco, emozionante, che fa riflettere, ma che non risulta pesante. Inutile dire che ha una penna pazzesca, un modo di rappare e uno stile che ti entrano dentro e in questo disco ancora di più. Nel disco, il rapper affronta il tema del tempo in tutte le sue declinazioni, il suo scorrere inesorabile, la memoria, il cambiamento e la ciclicità dell’esperienza umana. Ogni traccia rappresenta un frammento di un percorso personale che si fa racconto universale nel quale è facile rivedersi e ritrovarsi. Ascoltandolo ho avuto l’impressione che stesse a volte parlando di me o a me e credo che questa sia una delle cose più intense che la musica e un artista possano fare. </p>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>8 a Life is a Tarantella di Enzo Dong</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Enzo Dong ha fatto un disco davvero potente. Scritto bene, cantato bene, con stile, fotta, rabbia e consapevolezza e soprattutto con qualcosa da dire, con quel famoso messaggio, quel racconto che spesso siamo abituati a non avere. Qui c’è. E la cosa figa è che c’è nonostante le tenatiche affrontate siano per certi versi un po’ le solite che sentiamo sempre, ma sono raccontate in un modo diverso. Nel disco è centrale un messaggio controcorrente, soprattutto in un’epoca in cui la società impone il culto dell’apparenza e della vittoria a tutti i costi:&nbsp;bisogna concedersi il diritto di perdere.&nbsp;Perché la vita è anche questo. Non si può vincere senza accettare la possibilità di perdere. Forse in passato Enzo Dong ha perso, ma con questo disco ha vinto.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>7 a 081 di Geolier</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È un brano potente, diretto, reale, un ritorno al rap più duro e iconico dello stile di Geolier, dimostrazione ennesima di una versatilità fuori scala.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>7 a Aria Tesa di Neima Ezza</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Davvero un singolo molto interessante e fatto bene, che unisce una scrittura diretta e un realismo senza filtri. Il brano mette insieme l’immediatezza di un freestyle a un qualcosa di più emotivo e il risultato è molto buono. </p>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>8.5 a Tom Waits di Danno</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo Danno con suggestioni letterarie, immagini visive e riferimenti culturali, una&nbsp;produzione intensa e cinematografica firmata da Ice One, arricchita dagli scratch di Dj Craim, atmosfere sporche, jazzate e blues con l’immediatezza dell’Hip Hop più autentico e il risultato è una mina pazzesca.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>7.5 a Fuori Dalla Vasca di Quentin40</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto era mancato Quentin40? E quanto spacca quando vuole? In questo caso spacca e non poco. È un brano potente, ma al tempo stesso struggente e amaro. E lui ha uno stile unico e inimitabile, peccato davvero che ormai il suo tempo sia passato e che sia difficile che possa tornare in auge, perché ha un talento unico e ancora molto da dire e dare. </p>



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