Quale sarebbe la rivoluzione di Rocco Hunt?

Quale sarebbe la rivoluzione di Rocco Hunt?

Ho ascoltato Rivoluzione, il nuovo disco di Rocco Hunt più e più volte e alla fine mi sono chiesta “questa rivoluzione dov’è?” No perché il titolo è rivoluzione e Rocco Hunt prometteva una rivoluzione, “preparati alla rivoluzione bro” scriveva sul suo profilo Instagram prima dell’uscita del disco. Io ho cercato la rivoluzione, ma non l’ho trovata. E allora mi è venuto in mente Fibra, tra l’altro uno degli ospiti del disco, che cantava “rivelazione che confusione tutti ascoltano Fibra” e ho pensato che “rivoluzione che confusione tutti ti ascoltano PER Fibra” sarebbe perfetto per descrivere questo album di Rocco Hunt. Un po’ cattivella? Non credo. Rivoluzione di sè è un buon disco, le produzioni sono buone, Rocco scrive molto bene e su questo non ci sono dubbi. Alterna momenti rap, momenti melodici e momenti da hit estiva, nei quali va davvero forte. Ci mette dentro i cliché del rap e pure quelli del pop, in un mix alla Rocco Hunt. Di fatto lui ha trovato ormai da anni e lo abbiamo sentito anche nel disco precedente, Libertà, la sua formula e Rivoluzione segue esattamente questa formula. Un po’ rap un po’ pop. Non c’è nessuna rivoluzione. È sempre il solito Rocco Hunt che ascoltiamo da ormai 10 anni, è lo stesso di Nu journo buono e di Wake up, i brani che aveva portato a Sanremo e in Rivoluzione troviamo esattamente gli stessi ingredienti, solo con una sfilza di ospiti che porteranno il disco in vetta alla classifica. A proposito di ospiti una delle tracce migliori è Fa’ o’ Brav’ con Emis Killa, Yung Snapp, MV Killa e Lele Blade, soprattutto per la strofa di Emis Killa. Per il resto invece, forse la title track è degna di nota, anche se non porta nessuna rivoluzione.

Quindi se Rocco Hunt dice “preparati alla rivoluzione bro”, io gli rispondo “vai tra che non c’è nessuna rivoluzione, bro”.

Rivoluzione poi non è neanche un concept album, oltre a non esserci nessuna rivoluzione al suo interno, nè dal punto di vista stilistico nè sonoro, sembra essere una compilation di canzoni nelle quali trovi un po’ di tutto.

Forse la rivoluzione di cui parla Rocco Hunt è personale, perché dal non avere nulla è finito in vetta alle classifiche grazie alle hit estive con Ana Mena, che prima ha portato fortuna a Fred De Palma e poi a lui. Beh più che rivoluzione, questo è culo, o se vogliamo una mossa ben studiata. Insomma, dopo il successo di brani come Una Volta Ancora e per far svoltare la carriera di Rocco Hunt e farlo arrivare in vetta alle classifiche estive, la major gli avrà detto “fai una canzone con Ana Mena, una hit estiva, vedrai che funziona” e infatti ha funzionato.

Ecco, forse è proprio questa la rivoluzione di cui parla Rocco Hunt, perché altrimenti non me lo so spiegare.

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