Sfera Ebbasta come in XDVR non l’abbiamo mai più sentito

Sfera Ebbasta come in XDVR non l’abbiamo mai più sentito

L’11 giugno 2015 usciva XDVR di Sfera Ebbasta e Charlie Charles, il disco che in un certo senso ha cambiato il rap e ha aperto le porte a un nuovo modo di fare rap.

Sfera prende ispirazione dalla trap americana, da Atlanta a Chicago, da Lil Wayne a Rick Ross e dal rap francese, Booba su tutti e porta un disco inizialmente in free downoload che sconvolge tutti. Dentro c’è il racconto di un ragazzo di periferia che sogna di cambiare vita, di fare i soldi e parla del quartiere, di droghe, di donne, di poliziotti, numeri controllati, palazzoni, spacciatori, codeina. La stessa codeina che Sfera si versa sulla copertina del disco, lui incapucciato, in bianco e nero, mentre la lean e il titolo sono gli unici elementi colorati

Nel disco Sfera esalta quella realtà di periferia e al tempo stesso vuole fuggire da essa. Ci riesce poi e alla grande, tanto che nei dischi successivi parla praticamente solo di questo.

XDVR è il punto di partenza, ma anche di rottura con quello che è stato il rap fino a quel momento. Gli argomenti sono ripetivi, i testi semplici, le melodie hanno la meglio su flow incazzati e incastri complessi, il tutto è molto più semplice, scarno, semplificato e funziona. Sa di fulmine a ciel sereno. Al tempo stesso, però, il racconti sono crudi, cupi, aggressivi, la voce di Sfera è bassa, greve, il suo flow non è mai rilassato come la sarà nei dischi successivi. Gli stessi titoli delle canzoni hanno quel modo crudo e cupo, Panette, SG4M1, Brutti Sogni, Mercedes Nero, Rapina, sono tutti titoli che se dovessero essere descritti con un colore sarebbe nero.

Quando è uscito, nessuno avrebbe pensato che questo Sfera Ebbasta sarebbe diventato Sfera Ebbasta, lui sicuramente aveva le idee chiare, ma quando ha cantato al Lime Light di Milano e tutti, davvero TUTTI, cantavano le sue canzoni, ho pensato oh cazzo, questo spaccherà e forse anche lui avrà pensato che era sulla strada giusta. Il resto poi è storia.

Ma uno Sfera Ebbasta come in XDVR non l’abbiamo mai più sentito. È arrivato, ha rotto gli schemi, modificato alcune regole ed è cambiato, come se dovesse togliersi i vestiti vecchi e indossare i nuovi. E quella è stata forse l’unica volta che Sfera ha parlato davvero ai ragazzi come lui, a quelli delle periferie, poi la sua vita è cambiata e di conseguenza anche il racconto.

Di certo non si può parlare di XDVR senza parlare di Charlie Charles. È l’altra parte del disco, lui e Sfera sono un duo, ed è quello che ha dato l’identità al progetto, creando qualcosa che fosse completamente diverso da quello che c’era in Italia in quel momento. È stato l’inizio della rivoluzione, del cambiamento, dello tsunami.

E quella canzone dedicata a Cinisello Balsamo, Ciny, è diventata un vero e proprio inno, era la canzone che tutti cantavano in quel periodo.

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