Il fotografo di Juice Wrld rivela gli ultimi attimi di vita del rapper

Il fotografo di Juice Wrld rivela gli ultimi attimi di vita del rapper

Stando a quanto riportato da Hypebeast, Chris Long, fotografo e amico di Juice Wrld ha rivelato nuovi dettagli in merito agli ultimi momenti di vita del rapper, deceduto l’8 dicembre 2019 in seguito a un’overdose accidentale.
Per tutto questo tempo si era pensato che Juice Wrld avesse ingerito una grande quantità di pillole, principalmente Percocet, che contengono ossicodone, per nasconderle alla polizia, che allertata dalla presenza di pistole e droghe a bordo del jet su cui viaggiava, era pronta a effettuare una perquisizione.
Ora, Chris Long, fotografo ufficiale di J che quel giorno era con lui e che aveva nascosto una pistola del rapper nella sua borsa per non farlo finire nei guai, ha dato una versione completamente diversa su come sono andati i fatti. Con una serie di tweet, Chris ha ricordato quel giorno e gli ultimi attimi di vita di Juice Wrld.

Ho provato a lungo a elaborare la sua morte, ma non ce la faccio, non mi resta che arrendermi. Vorrei peró dire che J non ha ingoiato le pillole perché la polizia era all’aeroporto, non ce ne fregava niente della loro presenza. Avrebbe anche potuto buttarle nel WC se gliene fosse importato qualcosa.
J era dipendente. La quantità di pillole che prendeva ogni giorno era assurda e quando lo faceva si nascondeva da tutti noi. Tutte le persone intorno a lui hanno cercato di farlo smettere. Quando ha accettato di entrare in riabilitazione era solo per abbassare la dose, ma non ha mai pensato di smettere.
J doveva iniziare la riabilitazione proprio quel mese. Noi abbiamo cercato di fare cose diverse ogni giorno per distrarlo, come andare in moto cross, o giocare a paintball, ma ogni volta che andavamo in studio finiva così. Lui adorava prendere quelle pillole.
Ho dovuto guardare il mio fratellino morire ai miei piedi. Ho dovuto guardarlo negli occhi mentre stava morendo e non ho potuto fare niente. Mi ha trattato meglio di qualsiasi altro essere umano sulla terra. A lui importava di me proprio come di tutti i suoi amici. Era così genuino e puro. Non riesco a smettere di pensare a lui ancora e ancora, lì per terra, lo guardavo negli occhi, è così che ho dovuto salutarlo“.

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