Cosa ci dice la promo che Spotify Italia ha dedicato a Tony Effe?

Cosa ci dice la promo che Spotify Italia ha dedicato a Tony Effe?

La pagina Instagram di Spotify Italia ha deciso di cancellare tutti i post pubblicati e di dedicare una gigantografia di ben 9 post a Tony Effe.

Pagina Instagram di Spotify Italia


Lo stupore del pubblico e di alcuni addetti ai lavori è abbastanza palpabile per questa mossa decisamente inusuale. È infatti la prima volta che Spotify Italia dedica la propria pagina Instagram interamente all’uscita di un singolo artista, o meglio la seconda. Lo scorso anno, infatti, per presentare il progetto Dark Boys Club della Dark Polo Gang la pagina Instagram di Spotify Italia ha dedicato loro l’intero spazio. È normale? Si può fare? Sì, fondamentalmente è promo. Universal, che già da tempo a livello mondiale ha un accordo con Spotify Mondo, avrà pagato per quella promo. Del resto ogni singolo post sulla pagina Instagram di Spotify Italia è a pagamento. Quindi chiunque pagando può avere quel tipo di promo? Sembrerebbe di no. Fonti attendibili, di cui ho preso visione anche di conversazioni private con la Signora Armogida che gestisce appunto la parte marketing e pubblicità di Spotify Italia, mi hanno detto che alla domanda “è possibile fare una promo a pagamento per l’artista X?” è stato risposto di no. Ma come ci sono quindi artisti di serie A e artisti di serie B? Assolutamente sì. È evidente.

La cosa che però urta, al di là del fatto che le promo siano assolutamente lecite, è che queste promo vanno inevitabilmente a influire sull’andamento di un disco o di un singolo con conseguenti posizioni in classifica Fimi e certificazioni varie, che a questo punto hanno sempre meno valore.

Non solo, da un’altra fonte attendibile apprendo che per alcuni artisti, e qui credo che il legame con le major sia molto stretto, sarebbe possibile acquistare pacchetti di playlist editoriali. Questo verrebbe fatto in modo non ufficiale, tramite un pranzo con il Signor Favale, che gestisce appunto le playlist editoriali di Spotify Italia, e un bonifico bancario che riportebbe una causale “finta”.
In questo modo e se questa prassi fosse realmente applicata, alcuni artisti vengono piazzati in diverse playlist editoriali e soprattutto nelle prime posizioni delle stesse avendo quindi maggior possibilità di avere più streaming rispetto agli altri, di salire in classifica Fimi e ovviamente di ottenere le certificazioni a disco d’oro o di platino.

Così vengono praticamente manipolate le classiche e l’andamento del mercato musicale in Italia.

In sostanza, soldi, accordi, promo, gusto personale e amicizie dell’editor governerebbero quella che ad oggi in Italia è la piattaforma di streaming numero uno.

Senza considerare il fatto che ci sono interi generi musicali che non vengono praticamente cagati o spinti come lo sono la trap, il rap e la drill e senza considerare il divario tra artisti del nord e del sud Italia.

Un divario enorme che principalmente si basa questa volta sugli utenti. È emerso infatti che al sud la maggior parte degli utenti ha Spotify crackato, mentre al nord molto meno. È importante? Sì, perché per il conteggio streaming vengono presi in considerazione solo gli account premium e questo ovviamente va a penalizzare il mercato e gli artisti che hanno popolarità e maggiori ascolti al sud Italia.

Insomma, questa promo plateale fatta a Tony Effe ha di fatto riperto quel vaso di Pandora gigantesco che sembra essere Spotify Italia.

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