Riuscirà GionnyScandal a riportare in voga il pop punk in Italia?

Riuscirà GionnyScandal a riportare in voga il pop punk in Italia?

ANTI è il nuovo disco di GionnyScandal, che a un certo punto decide, o forse capisce, che la musica che aveva fatto fino a quel momento non lo rappresentava appieno. Non rinnega i dischi e i suoni passati, ma mentre sta lavorando al disco nuovo sente che qualcosa non va, non è né soddisfatto né contento, butta via tutto e ricomincia da capo. Ricomincia da un genere musicale che fin da ragazzino ha nel DNA, il pop punk. Prende la chitarra, suona e accordo dopo accordo, parola dopo parola crea ANTI, il suo primo disco pop punk.
ANTI è un inno alla libertà in tutte le sue forme, dalla libertà di essere e di amare, a quella di fare la musica che GionnyScandal vuole fare. È un disco carico di energia, che sotto ogni aspetto ci riporta a quel genere musicale che negli anni ’90 inizio 2000 ha accompagnato intere generazioni. A partire dalla copertina, dall’immagine del tipico liceo californiano e dal nudo di GionnyScandal, che si mette a nudo mostrando finalmente la sua ritrovata veste artistica e che indubbiamente ci porta alla mente quelli che nel 2003 sono stati definiti il nudo punk, ovvero i Blink-182.


ANTI, oltre ad essere un disco fresco, energetico, assolutamente controcorrente rispetto al trend trap drill del momento, nasconde anche la voglia di riportare in voga il pop punk in Italia.
Se GionnyScandal avesse pubblicato ANTI nei primi anni 2000 sarebbe stato un successo, sarebbe diventato una star, uno dei protagonisti assoluti di TRL su MTV, oggi il pop punk è pronto a tornare prepotentemente nella scena mainstream? GionnyScandal riuscirà a farlo? Difficile dirlo, ma sicuramente se dovesse accadere, credo che ANTI sarebbe un ottimo manifesto del nuovo pop punk italiano in grado di aprire le porte a nuovi artisti che fanno questo tipo di musica. Se invece dovesse restare ancora una nicchia, sicuramente molti ragazzi, ascoltandolo, andranno su Spotify a cercare le canzoni dei Simple Plan, Green Day, Offspring, Blink-182.
Intanto GionnyScandal ha realizzato un doppio sogno: quello di fare la musica che gli piace maggiormente e quello di avere nel suo disco Pierre Bouvier dei Simple Plan. Esiste qualcosa di più pop punk di lui?
Ecco, una sorta di certificazione per dire lo stai facendo bene GionnyScandal l’ha già avuta.

Sul tuo genere musicale su Wikipedia si legge Hip hop, pop,pop rap, emo rap, pop punk, alternative hip hop, elettrorap, elettropop e rock alternativo, oggi GionnyScandal vuole essere solo pop punk?

“Diciamo che ho sempre voluto fare questo genere, semplicemente non ho mai avuto il coraggio tranne che in questo anno e credo proprio di rimanere su questa linea d’ora in avanti”.

Hai un background rap, hai collaborato in passato con tanti rapper e durante il primo lockdown hai fatto un freestyle davvero figo, cosa non ti piace del rap?

“Sì, ma a me il rap infatti piace ancora, se non faccio più rap non significa che non lo reputo più figo o che non rapperò mai più in vita mia, solo che io nel dna ho il punk rock, la mia roba, ciò che mi riesce meglio e che mi fa stare bene e’ questa”.

Perché negli ultimi anni ti sei discostato dalla scena rap?

“Non mi sono discostato, mi hanno sempre balzato loro. Durante la carriera ho chiesto parecchie volte collaborazioni ma non ci sono mai state per causa loro. Sebbene ad alcuni di loro, senza false modestie, io rompa il culo a rappare evidentemente non sono mai stato “accettato” come tale, eh vabbè, dormirò lo stesso dai. Haha”.

Di Anti hai detto che è un disco di libertà, in primis per te stesso e per la tua creatività e che non ti interessa che venda o scali le classiche, quindi se fosse un flop andrebbe bene lo stesso?

“Ma certo che andrebbe bene lo stesso, ho giá messo in preventivo che non andrà bene dal giorno in cui ho iniziato a scriverlo e a lavorarci. Sto facendo qualcosa che non è nel mainstream da 20 anni ormai. Il fatto è che il mio obiettivo è riportare questo genere in Italia, non fare certificazioni e andare in classifica (Ovviamente se dovesse accadere ben venga), ma non sono i miei obiettivi e sapevo a cosa sto andando in contro”.

La copertina è un inno alla libertà, ma anche al pop punk californiano, è più un richiamo a Machine Gun Kelly o ai Blink-182?

“Allora sfatiamo questa cosa una volta per tutte: io avevo la chitarra rosa (FOTO POSTATA SU INSTA QUINDI NON STO DICENDO STRONZATE), nell’aprile 2020, la prima apparizione pubblica della chitarra di MGK è stata mi pare verso agosto/settembre 2020, quindi io non ho preso idea da lui, semplicemente il rosa e’ io mio colore preferito (basta guardare la copertina dei miei singoli dal 2016 ad oggi per capire che non sto mentendo). Detto questo, più che un richiamo è ovviamente un genere che ho iniziato ad ascoltare grazie sopratutto ai Blink, Sum 41, Simple Plan, Avril Lavigne più tutta la scena emo-core quindi l’ispirazione è tratta da loro”.

Pensi che il tuo pubblico sia pronto per questo suono?

“Non lo so, per ora sto ricevendo feedback davvero positivi dai miei fan, la cosa davvero figa è che anche chi non mi ascoltava ora lo sta iniziando a fare, allargare la mia fan base con gente che ama e conosce il pop punk è una cosa stupenda”.

Hai raccontato che da ragazzino avevi un gruppo pop punk e che suonavate in garage, con Anti sei praticamente tornato alle origini?

“Yep, ci chiamavamo “One Last Kiss”, suonavamo in garage e in sala prove, con ANTI sono tornato alle origini ma con gente che mi ascolta haha”.

14 tracce e un solo featuring, Pierre Bouvier dei Simple Plan, com’è stato collaborare con lui?

“Beh che dirti, un sogno ad occhi aperti. Ho i poster dei Simple Plan da quando ho 18 anni e li ascolto da sempre, non avrei mai immaginato che un giorno potessi avere Pierre nel mio disco, gli ho scritto su Insta e lui mi fa “facciamolo”, mi ha dato il suo numero e su facetime abbiam fatto il ritornello di “Nicotina”, incredibile, gli sono davvero grato”.

Restando nel pop punk inizio 2000, se potessi scegliere collaboreresti con i Green Day, i Blink-182, i Finley o Dari?

“Penso sia abbastanza facile la risposta: Green Day e Blink 182”.

Anti è un disco che se fosse uscito in quel periodo avrebbe spaccato e scalato le classifiche, perché ha tutti i crismi del pop punk nonostante sia attuale, credi che l’Italia sia  pronta per il ritorno nel mainstream di questo genere musicale?

“Io credo che in questo periodo il mercato musicale in generale, quindi ovunque non solo in Italia, sia davvero saturo. Sono 6 anni che si sentono sempre le stesse cose, con le stesse rime, gli stessi flow, le stesse produzioni, gli stessi argomenti e gli stessi video. Penso che più che pronta, sia “felice” (SPERO) di avere qualcosa di diverso”.

Vorresti essere “quello che ha riportato in voga il pop punk”?

“Mi piacerebbe parecchio, ma mi piacerebbe allo stesso modo scovare degli artisti che lo sappiano fare bene e spingere anche loro per creare una scena che manca in Italia”.

Anti è una sorta di inno alla libertà, cosa significa per te essere libero e verso cosa sei anti?

“Per me libertà significa amare chiunque tu voglia, indipendentemente dal tuo e dal suo sesso, significa che se metterti una gonna ti fa stare bene non c’entra che tu sia uomo o donna, significa esprimere la propria opinione (nel rispetto altrui), significa vivere senza paranoie e dubbi sociali e credo sia la cosa fondamentale nella quotidianità di ognuno di noi”.

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