5 polemiche indimenticabili legate al Concertone del primo maggio

5 polemiche indimenticabili legate al Concertone del primo maggio

Da due giorni ormai non si parla che di Fedez, del suo discorso al Concertone del primo maggio, della bufera che ha scatenato e di Tiziano Ferro. Cazzo c’entra Tiziano Ferro? Beh ovviamente per attaccare Fedez in molti hanno riesumato il testo di Tutto il Contrario del 2011 e la rima su Tiziano Ferro che ha mangiato più wurstel che crauti. Posso dire comprensione del testo meno 10?

Ok, ma Fedez non è di certo il primo ad aver scatenato un polemicone al Concertone del primo maggio.

5 POLEMICHE LEGATE AL CONCERTONE DEL PRIMO MAGGIO:

1. ELIO E LE STORIE TESE.
Siamo nel 1991, il Concertone del primo maggio è alla sua seconda edizione, Elio e le storie tese hanno pubblicato solo un disco. Avrebbero dovuto cantare Cassonetto differenziato per il futuro del peccato e infatti iniziano proprio con quel brano. Poi si interrompono, dicono “questo è un depistaggio per i funzionari della Rai” e suonano una versione inedita di Ti amo, un brano decisamente non romantico, e che avevano suonato in precedenza per ben 12 ore di fila. Nel nuovo testo di Ti amo, Elio e le storie tese fanno i nomi e i cognomi dei politici del periodo, arrivano dure critiche a Cossiga, Andreotti e persino al presidente Rai. La Rai non gradisce e interrompe frettolosamente l’esibizione.
“Andreotti è stato giudicato dalla Corte inquisitoria per un caso di depistaggio, il caso è stato archiviato come altri 410 su 411” cantavano Elio e le storie tese e la Rai li ha censurati.

2. LITFIBA. Siamo nel 1993 e i Litfiba erano una delle band rock più famose del momento. Piero Pelù, dopo l’intervista con Mollica, dove aveva messo un preservativo sul microfono, sale sul palco e attacca il Papa. “Preservativi, aborto… Com’è che il Papa parla sempre di sesso? Dovrebbe essere metafisico. Papa ma sai na sega” dice Piero Pelù contestando le idee della Chiesa sull’uso del preservativo e sull’aborto in un periodo dove l’HIV mieteva tantissime vittime. Ovviamente scatta la polemica, Piero Pelù nell’affrontare un tema molto importante, usa la televisione di Stato e attacca il Papa praticamente a casa sua.

3. DANIELE SILVESTRI.
Siamo nel 2003, Daniele Silvestri ha pubblicato la sua famosissima Salirò, va al Concertone del primo maggio e arriva un’altra censura.
Daniele Silvestri attacca Berlusconi che era il Presidente del Consiglio e la sua ostilità nei confronti della magistratura e dice: “se c’è una guerra di cui vorrei parlare, è quella che il nostro governo sta dichiarando in questo momento alla magistratura italiana”.
Il video del discorso di Daniele Silvestri sparisce da YouTube e l’edizione del 2004 è andata in onda in differita di 20 minuti per evitare e tamponare eventuali comizi e commenti scomodi.

4. FABRI FIBRA.
Siamo nel 2013, Fabri Fibra viene invitato al Concertone del primo maggio, ma a circa due settimane dall’evento viene escluso. Nel mirino finiscono nuovamente i testi delle sue canzoni e l’associazione Di.re attacca gli organizzatori dell’evento dichiarando inopportuna la sua presenza.
Fibra commenta: “il primo maggio è ancora soggetto a certi schemi che in altri circuiti live non ci sono o comunque non ci sono più”.

Jovanotti lo difende e twitta: “mi sembra assurda questa censura a Fabri Fibra da parte del minculpop dei sindacati. Fibra è un acceleratore di immagini, la sua è arte”.

Anche Vincenzo Mollica, allora neo-consigliere di Rai Cinema, lo difende: “chi non vuole far cantare Fabri Fibra al Concertone del primo maggio vive fuori da mondo, ma soprattutto non lo vuole capire”. Ironico il commento di Luca Bizzarri: “ecco il problema, per le donne dei sindacati italiani, è Fabri Fibra. Oltretutto lui sarà disperato a dover rinunciare a cotal vetrina”.

Praticamente Fabri Fibra è stato censurato ancora prima di salire sul palco.

5 Sfera Ebbasta.
2018, Sfera va al Concertone del primo maggio con due Rolex e apriti cielo. Piovono polemiche come se non ci fosse un domani. Del resto le polemiche, oltre ad essere rivolte ai suoi Rolex, vanno a colpire anche il maglioncino indossato da Ambra Angiolini ritenuto troppo costoso per quel tipo di evento.
I Rolex di Sfera sono ritenuti uno schiaffo in faccia ai lavoratori e non appropriati al contesto. Ne scaturisce un polemicone che durerà giorni, al quale lui replicherà:
“se basta un outfit Gucci in diretta tv per rovinarvi la serata vuol dire che avete un problema molto più grosso da risolvere”.

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