Achille Lauro se ne frega davvero?

Achille Lauro se ne frega davvero?

Lauro è l’ultimo disco di Achille Lauro e potrebbe essere davvero l’ultimo, almeno per un po’, dal momento che ha dichiarato di volersi prendere una pausa dalla musica per vivere.
Vivere e fare esperienze sono fondamentali per chiunque, soprattutto per chi scrive e fa musica, perché se non vivi, non hai molto da raccontare.
Lauro è il disco più pop, inteso come popolare, di Achille Lauro. Un disco che, per sonorità e argomenti può piacere a chiunque e in un certo senso molto distante dalla stravaganza a cui ci ha abituati Lauro. Non c’è la follia di un brano come Bulgari, non ci sono le sonorità di pezzi come Rolls Royce o Bam Bam Twist, non c’è niente di riconducibile al suo passato più street, né la samba trap, ci sono solo parole, musica, racconti.
Una musica che spazia dagli anni ’60 ai ’90 e racconti che fotografano le varie sfaccettature dell’amore, della libertà, con richiami a figure iconiche.

Lauro è un disco decisamente più sobrio, quasi cantautorale, un classico, con parole semplici e immagini altrettanto semplici. Come se il suo autore avesse voluto spogliarsi dei contorni, della follia e dell’esagerazione e mettere al centro se stesso e i suoi pensieri accompagnati dalle esperienze di vita odierne. Un disco che, come sottolinea il titolo, parla di Lauro, che per la prima volta ci porta un album completamente privo di ospiti, perché nel racconto della sua vita e nell’intimità che pervade il disco non c’è spazio per altre voci.

Achille Lauro se ne frega davvero? O vuole solo arrivare a un pubblico più ampio? Di sicuro Lauro è un disco adatto ad un pubblico più ampio, ma nel farlo si percepisce come Lauro continui a fregarsene. In questi anni ha fatto di tutto, ha sperimentato suoni e generi diversi ed è come se oggi fosse arrivato alla resa dei conti, come se questo disco chiudesse un cerchio aperto con Achille Idol Immortale. E nell’essere un disco che chiude il cerchio troviamo vari riferimenti a tutta la sua discografia, dalla presenza di Dio, all’amore tormentato, ai racconti parlati, fino alla libertà di essere.
Chi si aspettava eccentricità e follia resterà deluso nel trovare un disco che ne è quasi privo, che scorre liscio, ma che al tempo stesso suona in moda diverso da qualsiasi altra cosa che esce oggi.
In perfetto stile Lauro, che se ne frega delle mode del momento.

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