Niente più censura cinematografica in Italia

Niente più censura cinematografica in Italia

5 film che hanno subito la censura

Finalmente il ministro della Cultura Dario Franceschini ha abolito la censura cinematografica in Italia. “Definitivamente superato quel sistema di controlli e interventi che consentiva ancora allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti”, ha dichiarato.

Ora i film saranno classificati in base al pubblico di destinazione: opere per tutti, opere non adatte ai minori di anni 6, opere vietate ai minori di anni 14 (ma a 12 anni compiuti e con un genitore può vederle) e opere vietate ai minori di anni 18 (ma a 16 anni compiuti e con un genitore può vederle).

Sono stati tantissimi i film, che, soprattutto nel secondo dopoguerra, hanno subito la censura in Italia.

5 FILM CENSURATI:

1. Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci, bloccato dalla censura fino al 1987.

2. Arancia Meccanica di Stanley Kubrick del 1972 è arrivato nei cinema con molti divieti di visione: in Italia è stato vietato ai minori di 18 anni. È stato trasmesso in tv per la prima volta nel 1999 sulla Pay-TV e nel 2007 sulla televisione in chiaro, su La7.

3. Salò o le 120 giornate di Sodoma del 1975 di Pier Paolo Pasolini è stato bocciato in primo grado dalla commissione e vietato ai minori di 18 anni in secondo grado, successivamente è stato sequestrato dalla magistratura ed è stato trasmesso per la prima volta in tv solo nel 2005 (sulla Pay TV).

4. Scarface di Howard Hawks, film del 1932, è stato autorizzato al doppiaggio italiano solo nel 1946, a patto che i dialoghi più violenti venissero alleggeriti e che venisse eliminata la scena dell’uccisione del ferito in ospedale. Solo nel 1947, dopo una lettera di difesa della Società Titanus, venne approvata l’edizione doppiata senza condizioni.

5. Totò che visse due volte, film del 1998 finanziato con contributi pubblici in quanto ritenuto di “interesse culturale nazionale”, alla vigilia della sua uscita nelle sale fu dichiarato vietato a tutti dalla censura italiana. Era considerato degradante per “la dignità del popolo siciliano, del mondo italiano e dell’umanità”, offensivo del buon costume, con esplicito “disprezzo verso il sentimento religioso” e contenente scene “blasfeme e sacrileghe, intrise di degrado morale”. Successivamente venne sbloccato in appello.

La storia della censura cinematografica in Italia è bene raccontata nel dettaglio su CineCensura.com, una mostra digitale e permanente, che divide i casi di censura in quattro grandi temi: sesso, politica, religione e violenza.

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