Marracash sul rinvio del tour: “la musica è in secondo piano rispetto ai lavori tradizionali”

Marracash sul rinvio del tour: “la musica è in secondo piano rispetto ai lavori tradizionali”

In questi giorni si sta parlando parecchio di Marracash, sia per le sue ultime 64 barre per Red Bull, sia per il rinvio al 2022 del Persona Tour, sia per l’arrivo di un nuovo disco, già annunciato nei mesi scorsi.

Le 64 barre di Paura di Marra sono nate dalla collaborazione traRed Bull e Netflix e farà parte di Zero, una nuova serie del colosso dello streaming, che racconta la storia di un ragazzo in grado di diventare invisibile.

Nel post pubblicato su suo profilo Instagram, invece, Marra annuncia quello che già sapevamo: il tour è nuovamente rimandato e questa volta al 2022, ma coglie l’occasione per dire la sua sulla situazione attuale, sia politica che sociale, che ci vede colpiti a causa del covid 19, che un anno fa aveva definito una stupida follia collettiva. Ora, però, decide di togliersi qualche sassolino dalla scarpa:

“Non posso piu? tenermi dentro i dubbi riguardo le scelte prese dall’alto nella gestione di quest’emergenza, che a me appaiono spesso folli o quanto meno incomprensibili.
In particolare noi del mondo dello spettacolo siamo stati zitti e buoni per un anno. Mentre i nostri progetti andavano in fumo, come quelli di tutti. E i nostri collaboratori rimanevano senza lavoro da un giorno all’altro, come molti altri. Mentre il governo schivava ogni istanza dei lavoratori dello spettacolo e rifiutava di farle entrare nel dibattito politico. Abbiamo anche sopportato l’odiosa e implicita convinzione, tutta italiana, che la musica e la cultura siano in secondo piano rispetto ai lavori cosiddetti tradizionali”.

Un pensiero decisamente legittimo e condivisibile, dal momento che il settore della musica e dello spettacolo sono stati completamente ignorati nell’ultimo anno dal nostro governo. E ci fa un po’incazzare pensare che a nessuno stia a cuore la sua ripartenza e i tanti lavoratori che hanno perso tutto, soprattutto se consideriamo che all’estero sono tanti i Paesi che stanno lavorando per far ripartire il mondo della musica e dello spettacolo, mentre da noi è considerato inutile, quasi superfluo. Però, (e qui dirò una unpopular opinion, quindi se sei un fan sfegatato di Marra e per te non lo si può criticare, smetti subito di leggere l’articolo), è stato istituito un fondo, parlo di Scena Unita, che sta concretamente aiutando i lavoratori dello spettacolo, che sembrano stare tanto a cuore a Marra, perché lui non ha aderito?
Se è così indignato (giustamente) dal fatto che lo Stato non aiuti il suo settore, perché non si è unito ai suoi colleghi nel promuovere Scena Unita?

Mi dirai “magari ha fatto beneficenza senza dirlo“, può essere, figurati, ma esiste Scena Unita, che, grazie al contributo di artisti, aziende, brand e privati sta aiutando i lavoratori del settore dello spettacolo attraverso contributi economici reali e ben mirati, e Marracash, che è stato invitato a partecipare, come tutti gli altri, non ha voluto aderire. Quindi va bene dire di essere indignati, ma sarebbe carino unirsi attivamente agli altri artisti, spendere il proprio nome per fare qualcosa di concreto. Parlare e denunciare è figo, ma fare fronte comune e scendere in campo uniti è decisamente più hip hop.

Solo che sembra che sia più difficile mettere da parte le antipatie personali, e qui mi riferisco a Fedez, che ha promosso Scena Unita, che unirsi attivamente e fare un qualcosa di concreto. Quindi alla fine, quelle di Marracash, in questo caso, restano belle parole ideologiche buttate al vento.

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