La pagella di Rebel della prima puntata del Festival

La pagella di Rebel della prima puntata del Festival

Eccoci arrivati al momento più atteso dell’anno. Il Festival di Sanremo? Ovviamente no! La mia pagella.

AMADEUS E FIORELLO. VOTO 7. Il 71esimo Festival della canzone italiana si apre con una lettera di Amadeus, emozionante davanti a una platea rigorosamente vuota. Poi arriva Fiorello e dici “oh cazzo si è vestito da Achille Lauro” ed è subito villaggio vacanze 1992. I due sono in sintonia perfetta e tra un “su i braccioli giù i braccioli”, una performance alla Fantastico 1982, una gag e l’altra, capisci subito che manca Tiziano Ferro che dopo ti fa un culo così perché ritardi la sua esibizione. Ed è proprio culo la parola più detta nei primi 10 minuti del Festival.

NUOVE PROPOSTE. VOTO 3. Ma davvero questi 4 sono il meglio che c’è in giro? Far aprire il Festival a Gaudiano è un po’ come ritrovarsi nell’inferno dantesco. “Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate” aka finché sei in tempo, cambia canale.

Elena Faggi ma chi ti ha vestita? Alice nel paese delle meraviglie? Complimenti per la canzone, Che ne so è proprio quello che pensi dopo averla sentita.

Avincola porta il pallone come fosse la coperta di Linus, e niente, se avesse pallaggiato al posto di cantare, avrebbe fatto più bella figura e il Goal sarebbe stato l’unica vittoria.

Folcast. Il meno peggio, ma una domanda: la chitarra senza suonarla a cosa serve?

SLATAN IBRAHIMOVIC. VOTO 5. Cosa ti aspettavi? Lo sanno tutti che i calciatori non sono simpatici. Dopo averlo sentito parlare, ti ricordi dove l’hai già visto. A San Siro? Ma no, lui è Lurch! Il maggiordomo della Famiglia Addams!

LOREDANA BERTÈ. VOTO 7. La Bertè è un mito e non si tocca, neanche se stupra uno dei suoi più grandi successi, Sei Bellissima, ma ancora non capisco perché ogni volta che sale su un palco si porta dietro la borsetta. L’incognita più grande però resta il parrucchiere, che evidentemente è in lockdown dagli anni ’80. Per il resto immensa.

ACHILLE LAURO. VOTO 7. Non ci sono dubbi, ha lo stesso parrucchiere di Loredana Bertè. In ogni caso pazzesco, a metà strada da Brian Slave in Velvet Goldmine, Avatar e i Cavallieri dello Zodiaco, Achille Lauro per il suo primo quadro ha optato per la sobrietà e gli occhi che sanguinano, contemporaneamente forse alle orecchie di qualche ascoltatore. A parte gli scherzi, è stato chiamato e pagato per fare questo e l’ha fatto bene.

ARISA. VOTO 5. Troppa troppa enfasi e troppo struggle, praticamente ha cantato la fine del matrimonio tra Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo.

COLAPESCE E DIMARTINO. VOTO 6. Sembrano i New Trolls, ma questa musica è talmente leggera, che scorre liscia come l’olio e stai a vedere che diventerà il tormentone dell’estate 2021, se non arrivano i Boomdabash a rompere le uova (e non solo) nel paniere.

AIELLO. VOTO 3. Mi aspettavo di più e invece tra un urlo e un sesso e ibuprofeneeeee urlato, arrivi a fine esibizione che ti passa la voglia di fare sesso, ma un ibuprofene lo prendi davvero. Non so se scriva peggio o canti peggio, ma resterò con il dubbio.

FRANCESCA MICHIELIN E FEDEZ. VOTO 7. Canzone molto carina, una delle più belle di ieri sera. Fedez aveva la faccia di chi pensa “ma chi me lo ha fatto fare? Voglio essere sul mio divano con Leo e Chiara. Portatemi a casa”, come quando sali sulle montagne russe e appena partono urli fatemi scendere. Alla fine però ha superato bene la sua ansia, hanno fatto un’ottima esibizione, anche se non ho capito se la carta igienica che legava i loro microfoni fosse lì in caso di vomito, o cosa. Forse a calcolare il metro di distanza. D’altronde ieri sera abbiamo capito che non si può toccare nulla, neanche il carrello dei fiori.

MAX GAZZÈ. VOTO 6. Ma è Leonardo Da Vinci che si è mangiato Max Gazzè? Il genio però è rimasto in camerino. La canzone è molto carina, un po’ meno la sua intonazione, ma non si può avere tutto dalla vita.

NOEMI. VOTO 6. Sarà una mia idea e lei resterà una delle favorite del Festival, ma oltre a perdere peso ha perso anche la voce?

MADAME. VOTO 7. Non ho capito sta cosa di andare a piedi nudi, va bene che il pubblico è in pigiama e ciabatte, ma mettile un paio di scarpe. Per il resto la canzone è molto carina e Madame, nonostante la giovane età e la poca dimestichezza sui palchi, si è comportata da grande artista. Brava, cazzo!

GHEMON. VOTO 5. Io mi aspettavo di più da Ghemon, e invece ha portato una canzone carina, un’esibizione carina, un look da settantottino e niente di che. Solo che poi ascolti la canzone su YouTube ed è figa. Qualcosa non torna…

COMA COSE. VOTO 6. Hanno risparmiato sull’abbigliamento e con lo stesso tessuto si sono vestiti in due, bravi. Ma hanno anche risparmiato sulla canzone, carina, ma decisamente innocua.

MANESKIN. VOTO 7. Il rock è un’altra cosa, ma Zitti e buoni è stata l’unica ventata di energia di tutta la serata, dopo Loredana nazionale ovviamente. E alla fine la canzone sarà un successo. Non saranno i Led Zeppelin ma vedere qualcuno che suona uno strumento e non se lo porta solo appresso come l’ultimo degli accessori mi rincuora.

ANNALISA. VOTO 6. Ok, lei è già in vetta alla classifica e non avevamo dubbi, è carina, sa cantare, ha una classica canzone da Festival, la voce stridula sugli acuti e una freddezza all’Era Glaciale.

FRANCESCO RENGA. VOTO 5. Praticamente dal 2005 ad oggi non è cambiato un cazzo. Francesco è rimasto conservato come un re egizio. Stessa voce, stessa intonazione, stesse adenoidi.

FASMA. VOTO 8. Un po’ rock, un po’ ballad che mescola cantautorato rap, archi e chitarre elettriche con le giuste proporzioni. Bravo cazzo!

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