La pagella delle uscite settimanali

La pagella delle uscite settimanali

8 a Paraocchi di Blanco. Che gli vuoi dire a Blanco? Non ne sbaglia una. La sua peculiarità sta nel riuscire a rendere inedito anche il semplice e inflazionato argomento amore. Qui Qui Blanco racconta l’amore attraverso contrasti che lo ritraggono negli angoli più realistici e graffianti, senza compromessi o didascalie, una schiettezza che lascia disarmati e ipnotizzati al tempo stesso. Come accaduto nei singoli precedenti, Paraocchi riprende la narrazione sanguigna del suo mondo: dell’euforia, dell’inquietudine, dell’esuberanza che Blanco comunica con tutta la sua intensità attraverso la musica. Un animo selvaggio, ribelle, controcorrente che si riflette, oltre che nella sua musica, anche nel suo immaginario. Blanco è uno di quegli artisti che, già dal primo ascolto, ti entrano dentro e sono in grado di risultare assolutamente riconoscibili. 

7 a Terra Bruciata di Maruego. Maruego torna con un singolo sofferto e carico al tempo stesso. Ci racconta di come il suo vissuto e il suo essersi creato terra bruciata intorno nel rap game l’abbia portato a isolarsi nel silenzio. Ora però è pronto a prendersi quello che gli spetta. Quello che colpisce di Terra Bruciata è proprio l’alternarsi di sofferenza e forza, sia nel testo che nel ritmo.

9 a Still From The ’90s di Dj Fede. Qui trovi il rap anni ’90, le rime, gli scratch, i suoni, l’attitudine. In una sola parola trovi il RAP. Dj Fede chiama diversi ospiti, tra cui L’Elfo, Danno, Jack The Smoker, Tormento e Inoki e ci catapulta negli anni ’90. La cosa figa è che, nonostante il mood sia quello dei ’90s, il disco non suona vecchio, suona semplicemente classico perché certi suoni non muoiono mai e già negli USA stanno tornando, chissà che non torneranno anche qua.

6 a Cucina Freestyle di Side Baby. Side Baby torna con un freestyle prodotto da Sick Luke ed è subito 2016. Di fatto Side è esattamente nel mood che meglio gli si addice, cupo, malinconico, inquieto con la voglia di raccontarsi e sfogarsi, ma senza ironia. Il brano è buono, ed essendo un freestyle lo prendiamo per quello che è, però con questo mood ci vorrebbe un upgrade dal punto di vista della scrittura del testo che risulta un po’ scarno.

7 a Promettimi di Blind feat. Guè Pequeno e Nicola Siciliano. È un brano che racconta la paura di perdere la persona a cui si tiene, ma al tempo stesso, nonostante il mood del racconto che può essere maliconico, è un brano estremamente ritmato, che esula dal rap.
I tre artisti mi sono sembrati estremamente in sintonia sul beat, nonostante le loro differenze artistiche, sono riusciti a unire le loro peculiarità rendendo il tutto molto omogeneo.

7 a 17 Dark Edition di Emis Killa e Jake La Furia. Queste nuove 7 tracce che vanno ad aggiungersi alla versione originale di 17 seguono fedelmente il mood del disco. Rime crude e dirette senza un grande significato nascosto o recondito. Rime crude come in Crudo, l’inedito che apre il disco, ma a cui si aggiunge un lato più malinconico, melodico e intimo in brani come No Cap, Per tutta la città e Ok Così. Devo dire che sia Ernia che Rkomi mi sono piaciuti parecchio, il primo ha portato quella parte cantata più pop che abbiamo già apprezzato in Gemelli, mentre Rkomi è tornato a fare quello che sa fare meglio. Speranza ha preso il posto di Massimo Pericolo nel remix di Solo una volta, un banger crudo e duro e devo dire che la sua strofa vale tutta la deluxe edizione di 17, è una vera mina. Grande rivelazione invece sono stati Not Good e Inamos che si sono dimostrati all’altezza di due big come Emis e Jake. Nel complesso queste nuove traccie seguono fedelmente il filone del disco e gli danno un buon valore aggiunto, soprattutto grazie alla scelta degli ospiti, al modo in cui si sono inseriti nel contesto e al valore aggiunto che hanno dato.

6 a Movie di Rondodasosa feat. Central Cee. Storytelling personale, energia e fame di prendersi tutto sono le tre componenti principali che scorrono nel dna di Rondodasosa e che alla fine troviamo in tutti i suoi brani. Questa volta devo dire che ho notato un upgrade nel testo, che resta sempre comunque ripetitivo, e nel flow di Rondo che quando propone un’attitudine più energica è decisamente più gradevole. Con Central c’è sicuramente sintonia e si sente, il singolo non è male, ma ovviamente non è un capolavoro e a rovinarlo sono proprio le parti “cantate” di Rondo che risultano davvero stucchevoli.

5 a Je Ne Sais Pas di Lous And The Yakuza feat. Sfera Ebbasta. Posso dire che Sfera non c’entra un cazzo in questa canzone? È un po’ come la pizza con l’ananas. Lous And The Yakuza ha una voce e un ritmo davvero unici in grado di travolgerti e toccarti l’anima anche se non capisci una parola di quello che dice e i versi brr brr skrt skrt di Sfera sulla sua voce sono un qualcosa di osceno. La strofa di Sfera è sempre la stessa, quindi niente di nuovo da dichiarare.

7 a Un Sec di Nerone feat. Nitro e Gemitaiz. Più che un singolo, Un Sec è l’incontro di tre rapper su un beat che si divertono a sputare rime. È un brano che si sviluppa su un beat scarno ma incisivo sul quale i tre artisti condensano rime leggere e ironiche condite da metafore e citazioni dissacranti e suggestive. È la dimostrazione di come tre amici diventati popolari coltivando una grande passione in comune (il rap), si divertano a fare musica insieme sputando rime taglienti e irriverenti che spesso strappano un sorriso.

8 a Me di Sace. Il nuovo Ep di Sace si compone di sole 6 tracce, cariche di rabbia, dove la voglia di rivalsa è il filo conduttore della narrazione raccontata attraverso episodi autobiografici e riferimenti all’attualità. È una raccolta di storie dalla quale traspare il vissuto dell’ artista, dimostrando il suo forte bisogno d’espressione, un’urgenza che lo porta ad descrivere la realtà che lo circonda  in maniera cruda e schietta. Sace ha una scrittura ricca di significati e di contenuto, rime fatte bene, una buona dose di energia e rabbia e parecchia denuncia sociale. In questo senso Giovani Pazzi è il brano che più di tutti rappresenta la denuncia sociale di Sace.

7 a Tapirulan di G.Bit. G.Bit torna, dopo mesi di silenzio e assenza, decisamente sovrappeso. In molti, prima dell’uscita del video di Tapirulan, si sono chiesti ma è ingrassato davvero? Di fatto ci ha trollati e anche alla grande. L’idea di presentarsi grasso è stata davvero geniale perché è riuscita a creare interesse nel suo pubblico, senza risultare il solito acchiappa hype forzato. Il video è ugualmente geniale, mentre il brano è leggero, energico, con parti ironiche e dissacranti, ma che celano un significato dietro a questa frase è mezz’ora che cammino ma sono sempre qua. Ancora una volta, G.Bit riesce, con il suo modo di fare, a portarci con ironia nel suo mondo, a darci leggerezza e a strapparci un sorriso.

Tra le altre uscite della settimana ti segnalo due artisti, che secondo me meritano parecchio: Pepe, che ha pubblicato il singolo Stelle e Deiv che ha pubblicato Diamanti.

Trovi tutte le altre uscite della settimana qui.

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