La pagella delle uscite settimanali

La pagella delle uscite settimanali

8 a Totem Episodio Tre di En?gma. Siamo arrivati al terzo episodio di Totem ed En?gma, che sembra essere davvero senza sosta e ci propone altre tre tracce, Riddler Driller, Invisibili con Claver Gold e Underdog 2 con Noia, Ugo Crepa, Lucci, Leslie, Lanz Khan, Hyst. Che dire? En?gma è sempre in forma smagliante. Il progetto si apre con Riddler Driller, un brano forte, energico e se vogliamo aggressivo, a tratti incazzato, nel quale En?gma si confronta su quella che è la musica del momento, la Drill, facendola però sua sia nei suoni, che nel flow e nel testo, a dimostrazione del fatto che se sei rappare, puoi farlo su qualsiasi base. Invisibili è un brano più soft, nel quale En?gma e Claver Gold parlano di un tema che spesso viene lasciato nei trafiletti anche dalla stampa e che riguarda la vita dei senzatetto. Diciamo che questo brano ti fa prendere il fiato, di emoziona e ti fa indubbiamente riflettere e apre le porte al gran finale: Underdog 2. Sulla base di Squarta e Gabbo troviamo ben sette artisti in un banger duro, critico e ironico. Con Totem Episodio Tre En?gma ha fatto di nuovo centro, peccato che non goda di quell’hype che sembra essere indispensabile ormai per far sì che un progetto spacchi a tutti gli effetti e venga ascoltato dalla massa.

6 a GarbAge Evilution di Nitro. A GarbAge si aggiungono sei nuove tracce compresa la già edita Ossigeno con Vegas Jones e nuovi featuring con Casadilego, la vincitrice dell’ultima edizione di X Factor e Rosa Chemical. Per me è un nì. Non apprezzo Nitro quando canta o si cimenta in brani più melodici come Chica né su beat come in Animalz, ma in Barsmageddon ha letteralmente spaccato e solo questo singolo vale tutto il progetto. Il duetto con Casadilego in Mr & Mrs Smith è un mix, nel quale Nitro alterna parti rappate nelle quali è davvero forte e altre cantate che non si addicono alla sua vocalità, nonostante sia un brano profondo e decisamente trascinante. Ok Boomer è un brano più ironico e cazzuto se vogliamo, fatto di alti e bassi, divertente, a tratti coinvolgente e a tratti noioso. In sostanza questo Evilution è altalenante, ci sono picchi stra fighi e parti decisamente sottotono.

6 a Canzoni Popolari di Samuel Heron. Samuel Heron ha da un po’ abbandonato la dimensione rap e quella happy wave scanzonata che lo aveva caratterizzato agli esordi solista e si avvicina al cantautorato di matrice lugure e al pop. Ai brani già editi si aggiunge Una Bugia con Danien, una ballata pop, estremamente melodica nella quale la protagonista è l’ansia, vista come una compagna che ci tiene per mano e con cui spesso litighiamo ma che al tempo stesso è difficile lasciar andar via. Il brano è decisamente il migliore e il più radiofonico dell’intero Ep, che non brilla in modo particolare e che risulta a tratti noioso. Questo nuovo percorso di Samuel Heron nel mondo del cantautorato sembra avergli fatto perdere quella verve ironica ed energica che caratterizzava la sua discografia passata e che gli dava maggior risalto.

4 a Tik Tok RMX di Sfera Ebbasta, Marracash, Guè Pequeno, Paky e Geolier. Tik Tok andava già bene così com’era. C’era il ritornello catchy di Sfera, la strofa di Marra, il Brodi di Guè e non era il caso di allungare il brodo. 5 minuti per una canzone del genere sono decisamente troppi, soprattutto perché dopo l’ultimo ritornello di Sfera con i suoi versi speri sia finita e invece ti becchi altre due strofe che non c’entrano un cazzo. Paky e Geolier sono tra gli artisti giovani migliori che abbiamo in circolazione, ma la strofa di Paky è da brividi, come il gessetto che stride sulla lavagna e il napoletano di Geolier non c’entra proprio niente. Sembra un voler aggiungere qualcosa di forzato a un brano che andava già bene così com’era.

8 a Soli di Mecna feat. Ghemon e Ginevra. La traccia, delicata e ritmata, affronta la tematica della solitudine, posta sotto alla lente dei tre diversi sguardi degli artisti. Mecna, Ghemon e Ginevra rivelano -ciascuno attraverso il proprio linguaggio e attraverso la propria intensità- il rapporto che hanno con lo “stare soli”: le paure, l’inquietudine ma anche le risorse legate a questo stato, la consapevolezza del lavoro che ci porta a costruire e coltivare il rapporto con noi stessi, da soli, per potersi aprire al mondo. Soli è l’incontro di tre voci e tre linguaggi che si fondono insieme e il risultato è perfetto e toccante.

8 a Aggio perzo ‘o suonno di Neffa feat. Coez. Finalmente Neffa è tornato e finalmente Coez cambia flow e non sembra sempre il solito Coez. È una traccia melodica, ma non noiosa, toccante ed emozionante ma non stucchevole, dove la voce in napoletano di Neffa si alterna perfettamente a quella più ritmata di Coez. Aggio perzo ‘o suonno è una delle migliori uscite della settimana, un brano fatto per restare e lasciare il segno.

9 a Still From The 90’s di Dj Fede con Danno e Dj Tsura. Siamo davanti a una traccia in vero stile hip hop, dove troviamo le rime di Danno, gli skratch di Dj Stura e la base di Dj Fede. Il suono è quello degli anni ’90, ma non è per niente vecchio o old school, al contrario parte dagli anni ’90 per adattarsi ai giorni nostri e avvicinarsi a quello che è uno dei suoni che anche negli USA sta tornando prepotentemente. È un brano che, dopo averlo ascoltato una volta, lo rimetti in play, perché se ti piace il rap non puoi farne a meno.

6 a Brusco feat. Gemitaiz. È un brano fresco, che mischia reggae e rap, con un ritornello che entra in testa subito e una strofa micidiale di Gemitaiz, che comunque avrebbe potuto fare di più. In sostanza è un brano carino ed estremamente ritmato, quasi una sorta di hit estiva, senza i crismi delle hit estive, a febbraio, che vuole accendere una luce di speranza in grado di “illuminare il mondo”, in uno dei momenti più spenti della storia dell’umanitá.

7 a Columbine di Drimer. È  una cannonata ispirata dalle sonorità UK, un pezzo grime prodotto da Ric De Large, nel quale Drimer dimostra ancora di essere uno dei migliori in Italia quando si parla di wordplay e tecnica al microfono. Due minuti e mezzo di raffica di rime e ambizione nei quali non risparmia nessuno a livello politico e musicale.

4 a Il Doc di VillaBanks feat. Papa V. Si avvicina San Valentino e bisogna ancora fare i conti con la pandemia che limita i rapporti sociali e VillaBanks ha bisogno di una che “gli succhi il cazzo”. Il succo della canzone è proprio questo, la voglia di scopare a San Valentino e il testo è estremamente esplicito. C’è da dire che il brano ha un bel ritmo e che Papa V ha fatto un’ottima strofa, per il resto lo ascolti una volta e non solo ti basta, ma ti avanza pure.

5 a Coca e Whisky di GionnyScandal. Continua il filone pop punk di GionnyScandal con un motivetto carino, ritmato, cantato al punto giusto, che sembra essere uscito dalle boyband anni ’90. Un brano carino, orecchiabile, ma che fatichi ad ascoltare fino alla fine.

6 a Nontiscordardimè di Quentin40. Libertà e leggerezza sono le caratteristiche di questo brano, capaci di avvolgere l’ascoltatore e farlo entrare nella storia raccontata da Quentin40 che si basa sulla simbologia dei non ti scordar di me. Si tratta di un fiore che racchiude molteplici significati, in letteratura e nella cultura popolare e che secondo un’antica leggenda austriaca è associata a valori quali l’amore eterno, la fedeltà, la speranza e il ricordo. Una scelta insolita quella di prendere un fiore come fonte di ispirazione, ma il risultato è buono. La voce di Quentin40 e la sua energia che abbiamo apprezzato in brani come Luna Pié lasciano spazio a un mood più delicato e intimo, ma al tempo stesso graffiante, forse anche grazie al rifff di chitarra che lo accompagna.

Trovi tutte le altre uscite della settimana qui.

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