Salvador Dalí e la sua eccentricità tipica delle rockstar

Salvador Dalí e la sua eccentricità tipica delle rockstar

Se ti dico Salvador Dalí cosa ti viene in mente? Il noto artista e il brano di Marracash e Guè Pequeno tratto da Santeria, giusto?

A proposito del brano, Guè aveva raccontato:
Ti dico la verità guarda.. è arrivata da una linea melodica, inizialmente diceva ‘illegali’ o qualcosa del genere. Poi ci sembrava troppo banale, allora abbiamo cambiato questa cosa di ‘illegali’ con ‘Salvador Dalì’, pure se non c’era l’accento. Poi abbiamo pensato suonasse bene e che in effetti Salvador Dalì aveva questa eccentricità, una leggera somiglianza con quella che può essere l’estetica Hip Hop, perché era uno che aveva tutte le cose d’oro, era pieno di donne, anche se aveva una sessualità magari ambigua, però aveva questa appariscenza, questa cosa un po’ da pappone alla Snoop. Alla fine abbiamo trovato una giustificazione se vuoi, un anello di congiunzione tra l’artista e il fare una canzone hip hop“.

Salvador Dalí, eccentrico, completamente fuori da ogni schema che poteva sembrare pazzo, stravagante nel look, nei gesti e nell’arte, provocatorio ed estremo. Salvador Dalí è noto tanto per le sue opere, quanto per le sue stravaganze. Era convinto di essere la reincarnazione di suo fratello morto prima della sua nascita a soli 22 mesi, è stato espulso dalla scuola d’arte e quando i professori cercavano di interrogarlo rispondeva “mi ritrovo a dover affermare che nessuno di voi professori è competente a giudicarmi”. Col senno di poi, nessuno di quei professori era Salvador Dalí.

Aveva una tigre che portava con sé ovunque andasse. Una volta la portò in un noto ristorante di Manhattan e quando un suo amico si allarmò alla vista del tigrotto, lui rispose dicendo con calma che Babou era un no normalissimo gatto che aveva “dipinto in un disegno artistico”.

Aveva un’ossessione per i cavolfiori, per il cibo e la cucina, tanto che ha anche scritto un libro di cucina. Amava le donne, ha avuto diverse muse, ma un unico matrimonio con Gala, la donna di un suo amico, le ha regalato un castello, ma per farle visita doveva far richiesta con un biglietto scritto.

A un certo punto gli hanno dato del venduto, del commerciale, un po’ come è successo a certi rapper. I suoi colleghi surrealisti non hanno apprezzato che Dalí avesse disegnato il logo dei Chupa Chups e lo hanno escluso dal movimento surrealista affibiandogli il  soprannome di Avida Dollars, ovvero bramoso di dollari. Eppure inconsapevolmente Dalì ha reso milionari i suoi collaboratori, siccome non voleva pagarli in denaro, gli regalava le sue opere, che ovviamente in seguito hanno avuto un valore inestimabile.

Era in un certo senso attratto dal potere di Hitler, ma ha sempre negato di simpatizzare per il nazismo, tanto che alla fine della guerra si è preso gioco di lui con due dipinti, di cui il più emblematico resta Hitler si masturba.

Ricchezza, celebrità, genio sono i tratti caratteristici della personalità di Salvador Dalí, un megalomane, una sorta di rockstar, uno che ostentava e che non passava mai inosservato. E proprio come le rockstar amava la moda, aveva uno stile tutto suo e inimitabile, è stato a sua volte fonte di ispirazione per numerosi stilisti, come Coco Chanel, Elsa Schiapparelli, ha collaborato con Christian Dior, creando il Lobster Dress e ha dichiarato di essere “pazzo per il cioccolato Lanvin” in una famosa pubblicità.

Genio e sregolatezza come le grandi rockstar, con i suoi eccessi, le sue stranezze e follie e con quel senso per l’arte che solo i grandi artisti hanno.

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