La Regina Elisabetta compra i diritti d’autore di Umbrella di Rihanna e di altre 24 mila canzoni

La Regina Elisabetta compra i diritti d’autore di Umbrella di Rihanna e di altre 24 mila canzoni

La notizia che nelle scorse settimane ha suscitato parecchio interesse ha come protagonista la Regina Elisabetta che ha deciso di acquistare i diritti d’autore di 24 mila canzoni pubblicate negli ultimi 40 anni.

A farlo è stato il CCLA Investment Management, ovvero il Fondo di investimento della Chiesa anglicana sul quale governa la Corona in associazione con il vescovo di Canterbury.

Così, la Regina, che nell’immaginario comune è composta e dedita alla rigidità dell’etichetta reale, ha messo le mani su brani come Put a ring on it di Beyoncé, Umbrella di Rihanna, Sweet Dreams degli Eurythmics, e brani di Elton John, Justin Timberlake, Guns N’Roses, Bon Jovi, Bruce Springsteen, 50 Cent e molti altri, insomma canzoni molto lontane dall’immagine che abbiamo della sovrana.

Del resto, vendere il proprio catalogo musicale per un artista significa vendere i diritti d’autore sulle proprie canzoni e quindi i proventi che ne derivano, da quelli delle singole riproduzioni in streaming a quelli degli utilizzi vari, ovvero nei film, negli spot, nelle serie tv, comprese le cover suonate dal vivo e le trasmissioni in radio. Possedere un catalogo significa anche poter pubblicare nuove edizioni di dischi, o raccolte. Attraverso gli enti che raccolgono i proventi nei singoli Paesi, in Italia parliamo di Siae e Soundreef, le royalties rappresentano la principale fonte di guadagno per gli artisti. Da una parte venderle è un modo per avere un grande guadagno e dall’altra acquistarle significa fare un investimento davvero ingente.

Ovviamente questa pratica di acquistare i diritti d’autore non è nuova e la Regina Elisabetta non è la prima a farlo.
Negli anni ’80, Michael Jackson ha acquisito i diritti d’autore di 250 canzoni firmate da John Lennon e Paul McCartney per 47 milioni di dollari.

Negli anni ’90, i fan di David Bowie hanno avuto la possibilità di acquistare i Bowie Bond, ovvero delle obbligazioni a 10 anni garantite sui futuri guadagni delle royalties delle canzoni del Duca Bianco pubblicate prima del 1993.

In un momento delicato e nella crisi generata dalla pandemia che ha colpito duramente il mondo della musica, comprare royalties di grandi successi è un investito miliardario, anche se ci farà sorridere pensare alla Regina Elisabetta che balla Umbrella di Rihanna o si pompa Candy Shop di 50 Cent.

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