Gianna Nannini fa incazzare la polizia ed è più hip hop di tanti rapper italiani

Gianna Nannini fa incazzare la polizia ed è più hip hop di tanti rapper italiani

Oggi tutti stanno parlando di Gianna Nannini, del suo videoclip che ha acceso la polemica e del sindacato di polizia che le si è scagliato contro.
Altro che hashtag #Blacklivesmatter la Nannini e il suo team hanno messo in immagini quanto accaduto dimostrando di essere più hip hop di tanti rapper italiani, sarà per il suo animo rock.

Ma andiamo con ordine. Gianna Nannini pubblica il singolo L’aria sta finendo accompagnato dal videoclip in animazione rotoscopica scritto e diretto dal fotografo e videomaker Luca Lumaca che ha già collaborato con Bluvertigo, Subsonica e Coez. Come scritto dalla presentazione dalla clip, le immagini puntano “il dito sulla nostra società che da tempo ha perso l’armonia: una parte del mondo spreca le risorse, è resa insensibile da una cultura dello scarto e prevarica i più deboli costruendo muri mentali e fisici. È un video provocatorio che affronta temi di attualità e sottolinea il sound rock internazionale del brano che parla della necessità di cambiare le nostre abitudini di vita prima che l’aria finisca”.

Alcune immagini però non sono piaciute al alla Polizia di Stato, in particolare quelle dove alcuni poliziotti vengono ritratti come maiali che picchiano una persona di colore. Il riferimento ovviamente è l’omicidio di George Floyd ucciso dalla polizia.

Ma i poliziotti vengono ritratti come maiali anche in un’altra scena, quella che li vede nel reparto mobile. Ora la polizia italiana vede il videoclip della Nannini come “un grave oltraggio alla dignità e al sacrificio di migliaia di donne e uomini” e pretende delle scuse da parte della cantante.

Interviene anche l’Adnkronos che dichiara “cantanti e opinionisti vedono fascismo dappertutto, ma non si azzardino ad accomunarci a regimi dittatoriali e ai maiali. Non accettiamo di vedere maiali in divisa antisommossa picchiare selvaggiamente e brutalmente delle persone di colore a terra. Ma a tutto c’è un limite, e questa è una diffamazione bella e buona, gravissima e aggravata”.

La replica di Gianna Nannini è stata epica nel sottolineare come l’arte sia INDIPENDENTE: non posso credere che una canzone d’amore come L’aria sta finendo scateni tutto questo odio. La musica ha i suoi messaggi e così i video che li rappresentano. L’Arte è uno stato indipendente. Nessuno di noi, e me per prima sia chiaro, vuole offendere la polizia e chi rischia ogni giorno la propria vita, ma nemmeno vogliamo che un altro essere umano abusi del proprio potere. Purtroppo siamo tutti a conoscenza di tragici episodi in cui è capitato, vedi il caso di George Floyd negli USA. È per questo che nel video alcune istituzioni vengono raffigurate, per esempio, con volti di maiali e non di persone: proprio per evidenziare forme di potere degenerate e non umane. Love and peace sempre”.

Era evidente come quelle immagini fossero riferite a George Floyd, ma questo è solo l’ennesimo esempio di come ogni voce, parola o immagine fuori dal coro, provocatoria o non politically correct scateni polemiche e voglia di censura.
La Nannini ha dimostrato di avere le palle sia per quelle immagini messe nel video, sia per la sua risposta e per aver sottolineato come l’arte sia e debba essere indipendente. Non si può e non si deve censurare l’arte.

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