Perché dovremmo ascoltare SxM dei Sangue Misto?

Perché dovremmo ascoltare SxM dei Sangue Misto?

Il 10 gennaio 1994 esce SxM dei Sangue Misto.
1994, l’anno in cui è stato pubblicato il primo banner pubblicitario, è uscita la prima puntata di Friends, sono morti Kurt Cobain e Ayrton Senna, il Milan vince la Champions Leage, Mandela è il Presidente del Sud Africa, Craxi scappa in Tunisia, Silvio Berlusconi fonda il partito Forza Italia e in Ruanda assistiamo a uno dei genocidi più cruenti di tutti i tempi.

E nella musica? Il rap mainstream è quello di Jovanotti con Serenata Rap e Ohi Maria degli Articolo 31.
I Sangue Misto pubblicano SxM considerato una pietra miliare della storia del rap italiano, che tra l’altro aveva venduto veramente poco niente quando è uscito e lo status di disco che va ascoltato e conosciuto gli è stato dato molti anni dopo.
Aveva fatto scalpore, soprattutto per gli amanti del rap, che non necessariamente sono vecchi, ma basta che siano curiosi, le parole dette da Sfera nel 2016 a Radio Deejay, quando alla domanda cosa pensi dei Sangue Misto? aveva risposto quella roba è veramente troppo vecchia per me.

Ma perché dovremmo ascoltare oggi SxM dei Sangue Misto? Cazzo ce ne frega di Neffa, Deda e Dj Gruff? In fondo magari non eri neanche nato nel 1994 e della lezioncina di storia non te ne frega un cazzo. E ti do anche ragione, del resto la vita è qui e ora e anche in questo momento stiamo facendo la storia, ma SxM, se lo ascolti oggi, scoprirai che per le sue rime crude e dure non è così vecchio come sembra. Dentro ci trovi tanti di quei campionamenti della musica oltreoceano che resterai basito nello scoprire come nel ’94 si potesse fare un disco del genere, che suona figo anche oggi. Dentro ci trovi i campioni, gli skratch, le liriche e i flow di Neffa e Deda, la denuncia, il conflitto sociale, la fattanza, lo spirito di aggregazione che rappresenta appieno quello che è stato l’hip hop italiano. E scoprirai che tutto quello che è venuto dopo, anche il tuo rapper italiano preferito, arriva da lì.
Questa frase io quando andavo a scuola da bambino la gente nella classe mi chiamava marocchino terrone detta da Lo Straniero chi ti fa venire in mente? Marracash vero?

Il disco di Sangue Misto è partito dal fatto che volevamo fare musica e fumare, e confezionare spinelli, come dice la intro: ‘E fumare, e fumare’. Lì proprio c’è, credo che ci sia tutto. Poi ovviamente, ai tempi, era anche un po’ fare il finto fricchettone, cioè l’idea era anche si però intanto si parlava dei ‘Cani Sciolti’, di queste cose qua, non è che fosse solamente ‘sì, facciamoci le canne e vaffanculo al mondo’. No, noi nel mondo volevamo ancora starci dentro e fare qualcosa.
(dal documentario Numero Zero – Alle origini del rap italiano)

Non ti sembra che possa andare bene anche oggi?
È uscito nel 1994, ma non è vecchio. È un album fortemente caratterizzato da suoni allucinati, storditi, drogati, intrisi dei fumi densi della marijuana. Più che un ascolto musicale tipico, l’album è un trip visionario, accompagnato da testi aggressivi, psicotici e depressi. In poche parole “è solo Hip Hop e piglia bene un Tot!

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