R.E.B.E.L. Awards 2020

R.E.B.E.L. Awards 2020

È fine anno, tempo di bilanci e classifiche. Oddio le classifiche. Odio le classifiche. Il miglior artista, il miglior performer, il miglior producer, il disco dell’anno, il coglione dell’anno e bla bla bla, ma continiuamo tutti a fare classifiche come se fossimo posseduti da un demone che ci impone di classificare e dare premi inesistenti. Siamo al 30 dicembre e da un mese veniamo bombardati dalle più e disparate classifiche leccaculo. Per fortuna il 1 gennaio sarà tutto finito…  Quindi non aspettatevi da me una classifica del genere, ho già provato a fare il disco migliore e il disco peggiore e credo di aver dato a sufficienza. I R.E.B.E.L. Awards sono dedicati al ricordo del peggio e del trash che abbiamo accumulato, insieme a qualche chilo di troppo, in questi 12 mesi. E sia chiaro: come in tutte le altre classifiche o awards nessuno vince niente, si fanno per perdere tempo e basta.

Dunque, quali sono gli artisti o situazioni si meritano la nomination ai R.E.B.E.L. Awords? Ovvero le cose più trash successe nel 2020?

1. PREMIO NO HYPE NO PARTY va tutti quegli artisti che imperterriti continuano ad archiviare le foto, l’immagine del profilo e i following prima di un annuncio importante (per loro si intende). Un ever green ancora in voga nel 2020. Ci credi?
Questa è stata sicuramente una pratica talmente diffusa da essere entrata ufficialmente tra le discipline dell’hip hop. A questa si aggiunge la richiesta di like e commenti, un numero preciso e ben stabilito in cambio di un annuncio più o meno importante, o dell’uscita di un video. Vorrei dire una cosa: l’annuncio o il video lo escono comunque anche se non raggiungono 2000 commenti.
A questo si unisce ovviamente il “non avete idea di quello che sto per pubblicare” insieme al “appena lo pubblico muoiono tutti” (artisticamente si intende). Poi esce e non se lo caga nessuno.

2. PREMIO SOCIAL va sicuramente all’impegno dei rapper italiani durante l’emergenza coronavirus. Siamo ad aprile, in piena emergenza sanitaria e cosa fa la scena rap in questo delicato momento storico?
1. Litiga su Instagram per dimostrare chi sia stato il primo ad aver usato basi dance
2. Si dissa a vicenda
3. Pubblica i freestyle con le parole più gettonate sul coronavirus
4. Pubblica le posizioni in classifica dei suoi brani/album
5. Pubblica singoli. Non potendo fare concerti, almeno fa un po’ di cassa con gli streaming
6. Mette in vendita magliette su come la droga ci salverà dal coronavirus
7. Scrive poemi inutili sull’importanza di stare a casa, come se programmi televisivi, telegiornali, politici, epidemiologi, medici, il Papa e il presidente del Consiglio non lo dicessero già abbastanza
8. Critica il lavoro dei magazine di settore
9. Pubblica storie in cui mangia, ammicca, mostra gioielli e vestiti o fa sport
10. Sparisce dai social network

3. PREMIO CLASSIFICHE INUTILI E DOVE TROVARLE va alle classifiche di fine anno (mie comprese ovviamente) perché sembra che siamo posseduti dal dovere di fare classifiche.
Bisognerebbe fare una classifica sulle peggiori classifiche di fine anno. Non mi riferisco al premiare a caso un artista piuttosto che un altro, tanto le premiazioni sono di per sé soggettive, ma proprio ai nomi dati alle classifiche. Puoi fare una nomination miglior disco d’oro dell’anno, o miglior album senza disco d’oro, o miglior progetto prima dell’album? Cosa ti sei fumato? L’importante è premiare tutti, nessuno escluso e quindi al buon Diki Diki va anche il PREMIO LINGUA DI DIAMANTE.

4. PREMIO AL CORSO PIÙ INUTILE DELL’ANNO va al corso per diventare rapper di Jake La Furia e Big Fish. Ti ricordi Master of Rap? Un corso di 7 giorni, di 6 ore ciascuno, dove alcune delle massime personalità del rap italiano condivideranno le proprie conoscenze ed esperienze, fornendo ai partecipanti dei preziosi consigli per trovare la propria strada nel mondo della musica.
Gli incontri con i docenti (Big Fish, Jake La Furia, Paola Zukar, Marco Zangirolami, Massimiliano Vecchi, Marta Blumi Tripodi, Jacopo Ettorre) consistevano in lezioni frontali e workshop, durante i quali gli aspiranti rapper metteranno in pratica ciò che
hanno imparato.
Il tutto ovviamente non è gratuito, come aveva fatto Nipsey Hussle, che aveva messo a disposizione di aspiranti rapper la sua esperienza e conoscenza in modo gratuito, ma ha un costo di, tieniti forte, 2490 euro. Comodamente divisibili in rate. Per fortuna che è arrivato il Covid e non ne abbiamo più sentito parlare.

5. PREMIO PIANGINO D’ORO va a Shiva.
Ho 20 anni. Shiva viene criticato giustamente per Auto Blu e come si giustifica? Ho solo 20 anni e nessuno può dirmi niente. Che cazzo vuol dire? Se fai una canzone di merda, rovini una hit mondiale e vai pure fuori tempo, anche se hai 20 anni te lo si può dire comunque. E infatti tra gli Arcade Boyz che lo invitano ironicamente a non piangere, la maggior parte dei commenti è “il singolo fa schifo”. Non ho mai visto una fanbase insultare il singolo di un artista in quel modo. Un vero record. 

6. PEMIO QUERELA RANDOM va al Codacons che ha dimostrato di non saper più quale querela mandare a Fedez e a Chiara Ferragni. Ad aprile il Codacons querela Fedez per reati di diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati: un lunghissimo esposto dove si elencano gli illeciti commessi dal cantante contro l’associazione dei consumatori e il suo presidente Carlo Rienzi. Successivamente querela Chiara Ferragni per blasfemia e offesa al sentimento religioso. A dicembre il Codacons denuncia Fedez all’Antitrust per pubblicità occulta.

7. PREMIO SOPRANNOME DI PLATINO va a Donald Trump che, durante uno dei suoi comizi elettorali, presentando Lil Pump, l’ha chiamato Little Pimp.

8. PREMIO NOMINO EMINEM A CASO va a parimerito a Young Signorino e Rosa Chemical.
Eminem fa cagare. Chi l’ha detto? A parte Lil Pump? Ovviamente gente che non fa una rima manco a pagarla. Ovvero Young Signorino e Rosa Chemical. Entrambi hanno portato avanti, più o meno ironicamente, interminabili stories dove prendevano in giro e “bullizzavano” Eminem. Ci vuole coraggio eh…

9. PREMIO FALÒ DELL’ANNO va a Zoda che decide di bruciare sul fornello a gas il vinile autografato degli FSK, Padre, Figlio e Spirito.
Un vero gesto di sfregio nei confronti di Sapo Bully e Taxi B e che lascia fuori dai giochi Chiello.

10. PREMIO DISSING PIÙ LONGEVO va all’eterno scontro tra Gemitaiz e Salvini. Sono due anni che la saga Gemitaiz vs Salvini ci tiene compagnia. Dopo mesi di stop, finalmente abbiamo avuto una nuova divertentissima puntata.

Premio speciale per l’esultanza dell’anno va a Lazza. Non ho mai visto nessuno esultare così per la vittoria di un’altra persona a X Factor. Gli italiani che hanno esultato ai mondiali del 2006 erano dei pivelli in confronto.

Menzione speciale per quegli artisti che hanno pubblicato un disco o diversi singoli e non se li è cagati nessuno comunque. Samuel Heron ti dice qualcosa?

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