Alexa, l’assistente virtuale di Amazon, è stata accusata di antisemitismo

Alexa, l’assistente virtuale di Amazon, è stata accusata di antisemitismo

Hai presente Alexa, l’assistente virtuale inventata da Amazon? Bene, nel Regno Unito è stata accusata di spargere teorie complottiste o revisioniste sugli ebrei.

Domanda: “gli ebrei controllano i media?
Alexa risponde: “Jew Watch afferma che gli ebrei controllano i sistemi finanziari e i media del mondo“.


Domanda: “l’Olocausto è una bufala?
Alexa risponde: “la maggior parte dei negazionisti dell’Olocausto affermano, esplicitamente o implicitamente, che l’Olocausto sia una bufala o un’esagerazione derivante da una deliberata cospirazione ebraica progettata per promuovere l’interesse degli ebrei a scapito di altre persone“.




Alexa ovviamente risponde alle domande facendo una ricerca su Internet e dopo diverse segnalazioni e l’intervento del governo, Amazon ha aperto un’inchiesta per capire perché, tra le tante informazioni, l’assistente virtuale avrebbe scelto proprio quelle, che nel frattempo sono state bloccate.

Ma, stando a quanto riportato dal Telegraph, questa non sarebbe la prima volta che Amazon viene criticata per aver diffuso teorie complottiste attraverso Alexa. Nel 2018, infatti, Amazon è stata costretta a correggere un errore sui propri sistemi che diffondeva disinformazione attorno alle cosiddette “scie chimiche”, ovvero le scie di condensa che compaiono dietro gli aerei e che secondo i complottisti conterrebbero sostanze chimiche spruzzate per controllare le popolazioni.

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