Cosa c’è di rivoluzionario in Harry Styles vestito da donna sulla copertina di Vogue America?

Cosa c’è di rivoluzionario in Harry Styles vestito da donna sulla copertina di Vogue America?

Un uomo vestito da donna, che scandalo!” Sto parlando di Harry Styles che è il primo uomo a finire sulla copertina di Vogue America e lo fa con abiti femminili.
Ovviamente sul web non tutti l’hanno presa bene, perché nel 2020 sembra che siamo ancora più indietro rispetto agli anni ’70 e un uomo con una gonna sulla copertina di Vogue America crea scalpore.
Ci credi che crea scalpore? Assurdo no?
Ci stupiamo oggi, ma Harry Styles non è mica il primo, a finire in copertina su Vogue America sì, ma ad indossare capi femminili no. Quale pioniere e pioniere e quale rivoluzione, ci siamo tutti dimenticati di Kurt Cobain, Marc Jacobs, Prince, Pharrell Williams, David Bowie? Persino il nostro Mahmood ha posato in gonna. Certo, nessuno di loro è finito sulla copertina di Vogue America, è questa quindi la rivoluzione?



Avevamo bisogno del permesso di sua maestà Anna Wintour per sdoganare nel 2020 l’abbigliamento femminile indossato da uomini? Assolutamente no, e gridare alla rivoluzione mi sembra eccessivo, mentre lo scandalo dove sarebbe?
Sono anni che parliamo di gender fluid e appena un uomo si veste da donna e finisce sulla copertina di Vogue America ci chiediamo che fine abbiano fatto i veri machi. Per quello in Italia abbiamo Emis Killa…

Fatto sta che il numero di dicembre di Vogue vede Harry Styles in copertina, pronto a sfidare i ruoli di genere e absfoggiare la propria creatività nel pieno della libertà espressiva. In linea con quanto proposto anche nei suoi videoclip, Styles indossa nelle foto che compongono il servizio per Vogue America, giacche aperte sul davanti, gonne e un abito lungo. “Quando togli il ci sono vestiti per gli uomini e ci sono vestiti per le donne, una volta rimosse le barriere, ovviamente apri l’arena in cui puoi giocare. Ogni volta che metti barriere nella tua vita stai solo limitando te stesso” ha detto l’artista al magazine, ribadendo la sua apertura verso uno stile che non vuole assolutamente conformarsi a un genere e abbatterne le barriere.

Tutto bello, tutto figo, ma già visto e fatto.

FINE. CASO CHIUSO.

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