Ora che Geco è stato arrestato, il mondo sarà un posto migliore?

Ora che Geco è stato arrestato, il mondo sarà un posto migliore?

Per alcuni è una sorta di leggenda del writing, il Diabolik de noantri, per altri solo uno che ha imbrattato e sporcato muri. Fatto sta che per Lorenzo Perris, aka Geco, è scattato un ordine di cattura ed è considerato uno dei writer più “ricercati” d’Italia e d’Europa.



Nella notte tra sabato e domenica, gli agenti nel Nad, il Nucleo Ambiente e Decoro della Polizia di Roma Capitale, l’hanno denunciato a piede libero, gli hanno sequestrato il computer, il telefono cellulare e altro materiale perché è considerato l’autore di una lunga serie di atti vandalici.

Geco è stato denunciato un anno fa a Lisbona da un’associazione di residenti a causa dell’enorme quantità di graffiti, adesivi e tag a suo nome, sparsi su muri e palazzi. Un’azione legale da cui il writer sarebbe uscito indenne per mancanza di prove, con tanto di associazione costretta a pagare le spese legali.

A Roma troviamo parecchie tag a suo nome in angoli visibili ma rischiosi, dove per dipingere servono programmazione, tecnica e velocità. La sua tag è odiata da molti, ma per altri è una leggenda che sta facendo la storia del writing.



Geco è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per danneggiamento e reato continuato, a cui faranno seguito le richieste di risarcimento per i danni riportati dalle parti interessate.

Il sindaco di Roma Virginia Raggi esulta su Facebook, come se avessero catturato un pericoloso narcotrafficante o un serial killer: “Centinaia di bombolette spray, migliaia di adesivi, funi, estintori, corde, lucchetti, sei telefoni cellulari, computer, pennelli, rulli e secchi di vernice. Si tratta del materiale che il Nucleo Ambiente e Decoro della nostra Polizia Locale ha sequestrato al writer romano noto come ‘Geco’ che, insieme all’assessore Linda Meleo, avevamo già denunciato per aver deturpato diversi edifici della nostra città. Grazie al lavoro del Nad, e ad un anno di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, i nostri agenti sono riusciti a identificare il writer. I magistrati hanno poi disposto perquisizioni domiciliari e nei mezzi a sua disposizione. Era considerato imprendibile, ma ora Geco è stato identificato e denunciato. Ha imbrattato centinaia di muri e palazzi a Roma e in altre città europee, che vanno ripuliti con i soldi dei cittadini. Una storia non più tollerabile“.



Ovviamente non tutti sono d’accordo con Virginia Raggi e sulla pagina Facebook “Cacciatori di Street Art” viene rilanciato un post in cui si annuncia la forma di protesta adottata: “Mail bombing libera Geco: intasiamo la mail della Raggi  con una mail bombing…In perfetto stile GECO. Il testo della mail: L’arte non si arresta, l’incompetenza sì: Raggi dimettiti, Geco libero!. Allegate foto della monnezza che ricopre Roma per ricordare alla sindaca di cosa dovrebbe occuparsi“.

https://www.facebook.com/groups/CacciatoriDiStreetArt/permalink/2731129817109245/

Ora che Geco è stato arrestato, Roma, Lisbona e il mondo intero saranno più sicuri? Stiamo assistendo a un caso mediatico per un writer e qualche tag, e lungi da me dal paragonare Geco a Banksy, ma una caccia all’uomo di questo calibro dovrebbe essere riservata a delinquenti pericolosi, non a un writer. Geco non è Pablo Escobar, la sindaca di Roma esulta come se avesse arrestato un pericoloso criminale, come se ora le strade di Roma fossero più sicure, forse tali energie andrebbero destinate a ben altre questioni.


 

Intanto l’hashtag #Geco è in tendenza su Twitter e il pubblico del web si divide. Chi lo difende e chi è contento del suo arresto.

L’ex presidente del PD scrive su Twitter:

Mentre per altri il problema consiste nel fatto che ci sia chi difende Geco.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: