Lo sapevi che i greci facevano freestyle ancora prima che esistesse il freestyle?

Lo sapevi che i greci facevano freestyle ancora prima che esistesse il freestyle?

I veri padri del rap sono Freud e Jung prima di Dj Kool Herc e del folle boom, prima che la vecchia scuola ci abbia messo rime su, potere alla parola prima di Francesco di Gesù. Guarda chi lo pratica, ha seri problemi non basta la chiropratica, nah, gente prolissa col primo che a tiro capita“. (Forever Jung, n. 4 – Caparezza)



Se i filosofi si dissavano molto prima dei rapper, i padri, o forse dovrei dire i trisavoli, del freestyle li troviamo nell’antica Grecia.
Sto parlando delle competizioni di eristica Eristica letteralmente è l’arte del disputare attraverso schermaglie dialettiche volte a far prevalere la propria tesi, indipendentemente dal suo contenuto di verità.
Ok, detta così, mi dirai e cazzo c’entra con il freestyle? In queste gare veniva sorteggiato un argomento o una parola a caso e la gara consisteva, non solo nel chi era più bravo ad argomentare, ma anche nel chi divertiva maggiormente il pubblico che era composto da ignorantotti e quindi via libera all’insulto.

Erano competizioni in cui l’autocelebrazione e il far passare l’avversario come uno sfigato incapace la facevano da padrone. E gli insulti? Quelli sulla madre andavano per la maggiore.



A proposito di insulti, c’è stato chi ha fatto dell’insulto e del dissing parte della sua carriera, e non sto parlando né di Fabri Fibra, né di Jamil, ma di Catullo. Siamo nell’84 A.C. e senti cosa scriveva Catullo nei suoi carmi.

Io ve lo ficcherò su per il culo e poi in bocca,
Aurelio succhiacazzi e Furio fregna sfondata,
che pei miei versetti pensate, sol perché
son teneri e gentili, ch’io sia poco pudico e virtuoso.
Giacché è appropriato per un poeta onesto esser casto
con se stesso, ma nulla è dovuto dai suoi versetti” […]

E ancora:

Come puoi, Gellio, spiegare perché queste tue labbrucce rosee
divengono più candide della neve d’inverno,
quando alla mattina esci di casa o quando nel primo pomeriggio
delle lunghe giornate estive ti ridesti dal pigro riposo?
Per certo non saprei come avvenga: ma potrebbe esser vero, qualcuno lo sussurra,
che sei un divoratore di quell’enorme arnese ch’esce dall’inguine di un uomo?
è così, di sicuro: lo gridano la schiena rotta di Vittorio,
pover’uomo, e le tue labbra segnate dal latte che hai succhiato“.



Sporchi puttanieri di quell’immonda taverna
che si trova nove colonne oltre il tempio dei Dioscuri,
credete forse di averla soltanto voi la minchia?
Che con le donne ci scopate soltanto voi,
e che tutti gli altri so’ cornuti?
O forse perché sedete tutti in fila,
cento o duecento come tanti idioti,
credete che mi spaventi a ficcarvelo in bocca
a tutti e duecento quanti siete?
Credetemi: per colpa di voi cazzoni
scarabocchierò di parole
il frontone di quell’osteria.
Fuggitami dal petto, la mia ragazza,
amata come nessuna mai sarà amata,
anche lei, per la quale ho combattuto migliaia di guerre,
siede lì in mezzo a voi. E come se ne foste degni
ve la sbattete a turno“.


Una disgustosa puttana pensa ch’io sia il suo zimbello
e si rifiuta di ridarmi i nostri versetti,
se solo voi poteste tollerarlo.
Inseguiamola, e non diamole tregua“.


Questo Catullo di certo non ce lo fanno studiare a scuola, è troppo esplicito, e si lascia andare ad esplicite allusioni sessuali. Di fatto dà dei froci ad Aurelio e Furio e della zoccola a quella che era la sua donna. Vogliamo forse dire che in certe gare di freestyle, in certi dissing o canzoni non abbiamo mai sentito argomenti di questo tipo?

In un certo senso Catullo faceva rap, dissing e freestyle molto prima dei rapper. E i testi di Junior Cally, Sfera Ebbasta e Skioffi, tanto messi alla gogna mediatica lo scorso anno, in confronto a questi carmi di Catullo sembrano testi per bambini.

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