Fuga da Siae: Sfera Ebbasta, Guè Pequeno, Marracash e tutti gli altri artisti rap che migrano verso Soundreef

Fuga da Siae: Sfera Ebbasta, Guè Pequeno, Marracash e tutti gli altri artisti rap che migrano verso Soundreef

Era il 2018 quando una piccola società di nome Soundreef, capitanata da Davide D’Atri, con l’appoggio di Fedez, ha abbattuto il monopolio del diritto d’autore detenuto da Siae.
Da allora sono molti gli artisti che hanno visto in Soundreef il posto giusto per gestire le proprie royalties e hanno fatto il passaggio.
Ora, buona parte della scena rap ha deciso di abbandonare Siae per migrare verso Soundreef.
Sfera Ebbasta, Gué Pequeno, Marracash, Charlie Charles, Shablo, Ernia, Rkomi, Fsk Satellite, Drefgold, Rosa Chemical, Samurai Jay sono solo alcuni dei nomi che da gennaio 2021 passeranno a Soundreef. Un repertorio complessivo che, ad oggi, vale più di 8 miliardi e mezzo di stream su Spotify e più di 4 miliardi di visualizzazioni su YouTube, oltre 220 dischi di platino e più di 260 dischi d’oro.



Una vera e propia fuga da Siae, che nell’ultimo periodo ha visto migrare verso Soundreef anche Takagi e Ketra, Boomdabash, Federica Abate che sono andati ad unirsi a Fedez (che è stato il primo a lasciare Siae) Enrico Ruggeri, J-Ax, Rovazzi, Gigi D’Alessio, Fortunato Zampaglione, Nesli, 99 Posse e Noyz Narcos. 

La società fondata da Davide D’Atri si occuperà quindi di raccogliere e ripartire i compensi per gli stream e le views di tutti questi artisti e una grossa fetta del mercato rap italiano.

Per capire la portata di questa migrazione, basti pensare che Sfera Ebbasta è il primo artista italiano ad essere entrato nella top 100 mondiale di Spotify, e che Guè Pequeno darà in gestione tutto il proprio repertorio, sia solista che relativo ai Club Dogo. Un bel colpo per Soundreef, che da startup è arrivata ad abbattere il monopolio detenuto da Siae per decenni. Ma come ha fatto?
L’idea di base è stata tanto coraggiosa quanto geniale. Di fatto, per abbattere il monopolio, è bastato aggirare la normativa. D’Atri e Fedez hanno optato per un’associazione no profit chiamata Lea (Liberi editori autori), che gestisce la raccolta, la rendicontazione e la riscossione del copyright per tutti gli artisti che si affidano a Soundreef.

Inizialmente sono stati 11mila gli artisti italiani che hanno lasciato Siae per Soundreef, ora ne conta più di 39mila.

A partire dal prossimo 1° gennaio, la società fondata da Davide d’Atri si occuperà di raccogliere e ripartire i compensi per gli stream e le visualizzazioni di un vasto repertorio firmato da alcuni tra i più importanti autori ed editori della scena.

Sceglie Soundreef per le royalty relative ai passaggi in rete anche Charlie Charles, tra i più importanti compositori e produttori oggi in attività in Italia che, oltre ad aver firmato molti dei brani di Sfera Ebbasta, ha partecipato alla scrittura di grandi successi come “Soldi” (per Mahmood), “Cara Italia”, “Happy days” e “Habibi” (per Ghali) e molti altri.

Tra i grandi produttori della scena passa anche Shablo, che ha scritto e prodotto brani per Elettra Lamborghini, Salmo, Guè Pequeno, Noyz Narcos, Rkomi, Ernia e il cui ultimo singolo “M’ manc” ha raggiunto il doppio disco di platino.






L’ingresso in Soundreef di professionisti di questo calibro, con brani spesso in vetta alle classifiche e capaci con le loro idee di produrre grandi successi, ci rende molto soddisfatti e orgogliosi del lavoro svolto in questi in anni”, ha dichiarato Davide d’Atri. “Questo dimostra che il nostro impegno costante nell’innovare, velocizzare e ottimizzare la gestione dei diritti per autori ed editori ha creato servizi in grado di rispondere alle esigenze dei grandi protagonisti del mercato musicale. E ne siamo felici“. 

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