“Molti artisti soffrono di depressione, altri la fanno venire”. Mara Maionchi e Rosa Chemical ospiti di Muschio Selvaggio

“Molti artisti soffrono di depressione, altri la fanno venire”. Mara Maionchi e Rosa Chemical ospiti di Muschio Selvaggio

Sembra la trama del film La Strana Coppia e invece è una puntata di Muschio Selvaggio, il podcast di Fedez e Luis Sal arrivato alla seconda stagione, che ha come ospiti Rosa Chemical e Mara Maionchi.
Con grande stupore e plauso di molti, finalmente Martin compare nella sigla.



Di cosa ha parlato questo insolito quartetto? Di discografia, artisti, arte, sfatando una volta per tutte il falso mito del “le major cambiano e manipolano gli artisti facendogli fare quello che vogliono loro”. In questo senso il tutto può essere riassunto dalle parole di Mara Maionchi, che tra un che palle e un vaffanculo, ha regalato numerose perle inerenti a questo mondo, che in molti più o meno erroneamente enfatizzando creando falsi miti: “molti artisti soffrono di depressione, altri la fanno venire“. Quello che emerge poi, dal racconto di Mara, è come molti artisti siano delle prime donne capricciose e come un artista con le idee chiare e con una propria visione dell’arte e della musica ben spiccata abbia solo bisogno di chi lo aiuti a realizzare nel concreto quello che ha in testa.
Un altro tema affrontato, tra una battuta e l’altra e una storia della musica degli anni ’70 appassionatamente raccontata da Fedez, è la libertà. Mara Maionchi rispecchia perfettamente questo concetto, facendo una delle cose più facili sulla carta, ma al tempo stesso difficili da fare: essere se stessi in ogni contesto, compreso quello televisivo.
E Rosa Chemical? Scopriamo la sua passione passata per Justin Bieber e per i Tokyo Hotel e il fatto che sta portando una sorta di libertà sessuale nel rap, che da sempre è stato prettamente misogino.
Ascoltavo il discorso sulla libertà di espressione, di ambiguità sessuale, di vestirsi con abiti e accessori femminili e i vari meriti che in questo senso gli sono stati attribuiti e non ho potuto fare a meno di pensare che, senza nulla togliere a Rosa, sia solo il successore di Achille Lauro in questo senso, che porta avanti i medesimi concetti da almeno 5 anni. Quindi se parliamo di rivoluzione nel rap in tal senso, credo che questa rivoluzione sia iniziata nel 2016 con Achille Lauro e non nel 2020 con Rosa Chemical, che ovviamente la sta portando avanti a suo modo.

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