La storia del murales di Beirut. Il racconto di Mr. Wany

La storia del murales di Beirut. Il racconto di Mr. Wany

Abbiamo imparato a conoscere Beirut per la guerra civile, per qualche servizio al tg e per le immagini dell’esplosione che la hanno colpita nei giorni scorsi. Immagini talmente forti da essere scenografiche, quasi surreali, come se fossero effetti grafici di un film. Eppure nella loro teatralità si nasconde una realtà agghiacciante fatta di distruzione, macerie, morte.

 

 

 

 

Ma Beirut non è sempre stata così. La storia che voglio raccontarvi riguarda un murales che è stato realizzato nel 2013 e al quale ha lavorato Mr Wany, uno dei migliori street artist italiani.

Nel 2013 il mio amico Kar organizzò un Dream Team per per realizzare uno dei muri più grandi al mondo dipinto da più artisti dello spray a Beirut. In questi team di circa 15 persone c’erano artisti dello spray pazzeschi. Alcuni degli artisti li conoscevo già, con Roid eravamo insieme nella crew HA, con Kar, Nash, Bonzai, Tasso, SatOne e Zedz avevamo dipinto insieme o eravamo stati agli stessi eventi. Ho incontrato Binho, Swc, Nase, Koan, Telmo & Miel, Fish e il nostro fratello da poco scomparso Julian Treze. Alloggiavamo nella zona portuale di Beirut, una città bellissima ma provata in modo evidente dalla guerra civile. Infatti alloggiavamo in un hotel di fronte al tristemente famoso Holiday Inn di 26 piani e 400 camere, che alla fine del conflitto del 1976 divenne simbolo di una sanguinosa battaglia chiamata la battaglia degli hotel.
Dipingevamo questa struttura grande come il Colosseo di Roma, che sarebbe diventata un club, spazio concerti, chiamata The O1ne, sul porto, vicino al museo della calligrafia. Di giorno era impossibile dipingere perché faceva molto caldo, quindi dipingevamo quando il solo iniziava a calare per quasi tutta la notte, per 15 giorni circa.
La vita di giorno era nei supermercati o negli alberghi e la sera si andava in città, allo sky bar di un club dello stesso proprietario del The 01ne.
Ricordo una sera allo sky bar, eravamo nel backstage, free drink e dietro di noi si affacciavano sul mare dei lanciafiamme che ravvivavano le performance sul palco. Ad un certo punto si ferma la musica, era il compleanno del proprietario del locale, tutti gli fanno gli auguri e poi sale sul palco Macklemore che ha suonato tre pezzi e la serata si è conclusa con free drink per tutti.
Visitammo la città che era diversa dalla zona portuale, mostrava la sua sofferenza, ma era affascinante. Abbiamo fatto amicizia con alcuni fotografi e con le persone che lavoravano con noi nel cantiere. Abbiamo anche dipinto qualcosa di veloce in strada con la gente del posto.
Ricordo che qualcuno mi raccontò che quando la guerra civile finì, la gente ballò e fece festa in strada per tre giorni.
Un giorno mentre dipingevo beato con le mie cuffiette al terzo piano del The 01ne, mi chiama mia madre, tutta preoccupata, dicendomi: “hanno detto al telegiornale che è esplosa una bomba in un supermercato a Beirut”, io non mi ero accorto di niente.
Spero un giorno di poter tornare nella bella città di Beirut che mi è rimasta nel cuore“.

 

Il racconto di Mr. Wany ci dipinge una città che provava in tutti i modi a rialzarsi e a vivere una sua normalità, molto lontana dalla devastazione che l’ha nuovamente colpita di recente. Speriamo che ci siano altri murales, altre feste, altra normalità e nuova vita.

 

 

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