Michael Jackson: come si diventa un’icona senza tempo?

Michael Jackson: come si diventa un’icona senza tempo?

Michael Jackson oggi avrebbe avuto 62 anni, chissà se si sarebbe davvero ritirato e in modo definitivo dalla musica o se al tour che aveva in programma prima di morire sarebbero seguite altre canzoni o collaborazioni, una cosa è certa però: artisti come lui ne nasce uno ogni 50 anni.

Perché Michael Jackson, al di là del genere musicale, al di là del fatto che fosse stato definito il re del pop, era un artista vero, uno di quelli a 360 gradi. E per artista intendo uno che fa arte e Michael Jackson faceva arte. Con la musica, la danza, lo stile e persino quando veniva travolto dalle mille critiche, accuse e polemiche. È stato uno di quegli artisti impossibili da imitare o replicare, ma che ha influenzato molto il mondo della musica in generale.

 

Guardando il documentario This is it si vede un Michael Jackson che prepara il suo ultimo tour, attento meticoloso in ogni dettaglio. Non era solo la star che arriva, canta, balla e si veste in modo eccentrico, era attento e partecipe nella scelta dei ballerini, nell’aiutarli e nell’indirizzarli e nel curare in modo maniacale tutto.

 

 

 

 

Di lui nel corso della sua carriera si è scritto e detto di tutto: dalle presunte operazioni chirurgiche per diventare bianco, all’uso di droghe, alle accuse di violenza sessuale, ancora ricordo quando mostrò sua figlia fuori dalla finestra, dissero qualsiasi cosa su di lui, tanto che era difficile se non impossibile distinguere la verità dalla finzione.

Eppure la sua musica parlava e ha accompagnato diverse generazioni, ma lui parlava anche con il suo modo di vestire, con i suoi eccessi, gli acquisti folli e con il suo modo di ballare. È un’icona immortale.

 

 

GLI ACQUISTI FOLLI

 

Hanno fatto discutere nel corso degli anni alcuni suoi acquisti decisamente folli, come un trono che teneva a Neverland, o le forbici di Edward Mani di Forbice, o lo scimpanzé Bubbles, che contribuì a farlo chiamare “Wacko Jacko” dai media, soprannome che Jackson detestava profondamente. Michael Jackson amava Bubbles, tanto che lo portò con sé anche durante il tour mondiale di Bad.

 

 

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LA MASCHERINA

 

Qualsiasi cosa facesse faceva discutere, i media gli stavano addosso, creando spesso casi mediatici giganteschi basati anche su fake news, come la storia della mascherina di cui si parla ancora oggi. Perché Michael Jackson indossava una mascherina? La prima volta che Michael indossò una mascherina fu in seguito ad un intervento dentistico, per evitare infezioni alla bocca. Dovette tenerla per qualche giorno e, a quanto pare, trovò l’idea estremamente interessante e divertente.

Recentemente il suo ex bodyguard, Matt Fiddes, intervistato dal quotidiano inglese Sun, ha dichiarato che Michael indossasse spesso la mascherina perché era convinto che un disastro naturale avrebbe colpito presto la Terra.
Certe volte attraversava anche quattro Paesi in un solo giorno. Spesso mi diceva: ‘Matt, non posso permettermi di ammalarmi, non posso deludere i miei fan. Ci sono dei concerti in vista. Io sono su questa terra per uno scopo ben preciso e non posso danneggiare la mia voce, devo stare bene. Io non posso sapere oggi chi incontrerò e cosa potrebbe trasmettermi.’ Beh, credo che se oggi Michael fosse vivo direbbe a tutte quelle persone che non l’hanno preso sul serio: ‘io ve l’avevo detto!’”

 

 

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LO STILE

Il mito è sempre il racconto di una creazione e Michael Jackson che è stato spinto dal padre a iniziare la carriera artistica insieme ai suoi fratelli, quasi come se fosse una macchina da soldi, è diventato un mito e una vera e propria icona, di stile e di musica.

E’ il 1979 quando esce l’album Off the Wall e si può dire che è con lui che Michael inizia a lanciare i suoi outfit che resteranno nella storia, come giacca tuxedo, pantalone nero con risvolto, mocassini neri ed il ben noto calzino bianco in vista.

 

 

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Arriva poi il momento di Thriller, singolo estratto dall’omonimo album, il più venduto nella storia della musica, e al mocassino nero Michael Jackson aggiunge due dei capi che per molto tempo lo distingueranno e lo renderanno immediatamente riconoscibile: il giacchino in pelle rossa con le spalline imbottite e zip e gli occhiali aviator a specchio.

 

 

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In occasione dello show per il 25° anniversario della Motown, la casa discografica dei Jackson 5, Michael si presentò sul palco con una scintillante giacca nera, Borsalino scuro ed un guanto bianco su una sola mano. In quest’occasione, mentre cantava Billie Jean, Michael eseguì per la prima volta il “moonwalk”: il successo dell’esibizione fu tale che guanto e cappello diventarono una sorta di segno di riconoscimento per il cantante, che continuò ad indossarli anche nelle successive interpretazioni del brano.

 

 

 

 

E’ il 1988 e sul palco del Bad Tour, per promuovere l’album Bad lanciato l’anno precedente, imperversano pantaloni di pelle, cinghie e cinte. Un richiamo al fetish? Negli anni ’80 e ’90, tra spalline imbottite, alamari, grandi bottoni in ottone e fasce ornamentali portate al braccio, Michael rivisita lo stile militare in chiave kitch. E nuove reginette del pop di oggi, come Rihanna, ne imitano spesso lo stile.

 

 

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In questi giorni Michael Jackson è apparso in un video pubblicato dalla figlia Paris.

Si tratta del trailer della nuova serie di Paris Jackson, “Unfiltered: Paris Jackson And Gabriel Glenn” – che debutterà su Facebook Watch il prossimo 30 giugno. Il filmato presenta una registrazione video inedita di Michael Jackson che lo ritrae in compagnia di sua figlia la quale, per rispondere alla domanda “Cosa vorrebbe fare Paris?”, dice: “Mi piacerebbe fare quello che fai tu”. “Cosa faccio io?”, si sente poi nella clip e la figlia di Jackson – ancora bambina – risponde: “Tu balli e canti”. “È questo quello che vuoi fare?”, viene poi chiesto a Paris che risponde facendo cenno di sì con la testa.

Nel trailer, la voce della figlia di Michael Jackson, racconta poi: “Voi vedete una bambina crescere sotto gli occhi del pubblico, dimenticando che sono un essere umano. Ero contraria a lasciar entrare il mondo perché non era una scelta. Non ero pronto allora. Ora mi sento come se fossi pronta”.

 

 

 

10 BRANI ICONICI DI MICHAEL JACKSON:

 

 

1. SMOOTH CRIMINAL

 

 

 

 

2. BAD

 

 

 

 

3. BILLIE JEAN

 

 

 

 

4. THRILLER

 

 

 

5. BLACK OR WHITE

 

 

 

 

6. YOU ARE NOT ALONE

 

 

 

 

7. DON’T STOP TILL YOU GET ENOUGH

 

 

 

 

8. ROCK WITH YOU

 

 

 

 

9. SCREAM

 

 

 

 

10. LOVE NEVER FELT SO GOOD feat. Justin Timberlake

 

 

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