Young Signorino: “cresco e rinasco ogni giorno”

Young Signorino: “cresco e rinasco ogni giorno”

Di Young Signorino credo che in questi due anni si sia scritto e detto di tutto. È esploso all’improvviso con quel Mmh ha ha ha e ha destabilizzato la scena, gli addetti ai lavori e non solo. Ricordo ancora le polemiche, le interviste in tv, le critiche, le offese, ma come ogni fenomeno controverso, anche Young Signorino ha diviso e non poco. Poi qualcosa è cambiato. In primis lui a livello personale, e in secondo luogo la sua musica che si fa sempre meno dirompente e in controtendenza e sempre più conscious e cantautorale, profonda, cupa e delicata. Negli ultimi mesi lo abbiamo visto collaborare con Vinicio Capossela, con la RRR Records e venerdì (19 giugno) ha pubblicato Elementi Ep, anticipato dal singolo Vento di maggio.

 

 

 

 

Quello che abbiamo davanti oggi è un Young Signorino completamente diverso da quello dirompente e dissacrante di La danza dell’ambulanza, è un altro lato di lui che emerge chiaramente nelle sue parole e nella sua musica.

 

 

Quali sono gli elementi che compongono la musica di Young Signorino?

 

L’ispirazione e l’attimo. Tutto quello che c’è nella mia musica -i testi, le melodie, le metriche- è reale e viene di getto, senza soffermarmi troppo sui dettagli. Dopo si perfeziona ma comunque non è mai studiato a tavolino.

 

Come sei entrato in contatto con la RRR Records?

 

Ho visto dalle stories che Laioung che era a Roma e gli ho semplicemente scritto che anch’io ero a Roma e se volevamo beccarci. Non ci conoscevamo di persona prima, ci siamo presi molto bene. Gli ho parlato di quello che stavo facendo musicalmente e siamo entrati in sintonia. Da lì è nata la collaborazione, è stato tutto molto naturale e in amicizia.

 

Elementi Ep si compone di 5 tracce e neanche un featuring, una scelta insolita, sentivi l’esigenza di esprimerti da solo in totale libertà?

 

Mah, sinceramente nella scena rap italiana attuale ci sono moltissimi pregiudizi e una sorta di codice d’immagine, se, come me, non ti ci rispecchi/non ci rientri, automaticamente fai fatica ad essere inserito nel “gruppo”. Questa cosa non accade ad esempio con i rapper vecchia scuola, con cui ho ottimi rapporti (con qualcuno ho anche collaborato per loro progetti futuri – piccolo spoiler) nè con i rapper esteri, con cui però ci sono diverse barriere da superare prima, per portare un buon prodotto, soprattutto per un indipendente.

 

Com’è nata la collaborazione con Vinicio Capossela e cos’ha rappresentato per te collaborare con lui?

 

Mi chiese di partecipare al suo festival in Irpinia, lo “Sponz Fest”. Prima del live mi invitò nella sua tenuta, tra una chiacchiera e un bicchiere di vino siamo diventati amici. E’ una persona stupenda, una mente apertissima e di grande intelligenza. Mi propose poi di inserire qualcosa di mio nel suo brano “Peste”, mi diede addirittura carta bianca, così nacque “+Peste”. Lavorare con Vinicio è stato un privilegio e mi sento ancora onorato, ma lui è una persona così umile che quando glielo dico mi risponde “è stato un onore per me”.

 

 

 

 

C’è un artista con cui faresti un featuring?

 

Non ho mai escluso nulla, se qualcosa mi piace collaboro volentieri, non ho una preferenza sul “chi”, l’importante è il “cosa”.

 

Ho notato atmosfere cupe e tanta speranza nelle tue parole in Elementi Ep, si può dire che in qualche modo sei rinato?

 

Se ti riferisci alla musica, non direi di essere rinato ma che sto mostrando un mio lato che già esisteva ma avevo scelto di tenere per me, possiamo dire che sono più sicuro. A livello personale certo, ma in generale sento di rinascere e  allo stesso tempo crescere ogni giorno.

 

Parli anche di droga e di come sei uscito da essa, un messaggio in netta controtendenza rispetto a tanti trapper della scena e anche al vecchio Young Signorino, pensi che potresti essere un modello positivo per i ragazzi che ti seguono?

 

Penso di sì, ma non voglio erigermi a paladino contro l’uso di stupefacenti, semplicemente posso dire che è possibile uscire da una dipendenza e che non mi sento da meno se, ad esempio, sono l’unico a non fumare tra i miei amici. E’ un messaggio in controtendenza rispetto al passato ma anche se la mia immagine è spesso ancora associata a quel periodo, in realtà quel periodo è durato veramente poco.

 

In tramonto canti “uscito dalla gabbia che avevo dentro e ora sto respirando quell’aria” qual era la tua gabbia?

 

La vera gabbia è stata non avere voce. Mi sentivo un incompreso, avrei voluto esprimere ciò che avevo dentro ma non sentivo la libertà per poterlo fare. Poi ho avuto come uno sblocco mentale dalle paranoie, dal pensiero del giudizio degli altri, dal dover fare qualcosa perchè gli altri si aspettavano quel qualcosa da me. Si respira una bella aria.

 

Da Mhh ha ha ha a Elementi Ep hai fatto parecchia strada, come hanno preso i tuoi fan questo tuo cambiamento artistico verso uno stile più cantautorale?

 

I miei veri fan mi supportano sempre, parlo di quelli che mi seguivano già da prima. Loro quasi speravano in questo cambiamento artistico perchè già conoscevano un lato simile di me. Quelli che mi definivano “dadaista” non l’hanno preso benissimo, certi si sono allontanati, certi sono rimasti comunque ed hanno ampliato la loro visione su Young Signorino.

 

In quel periodo eri il nome del momento ma sei stato parecchio attaccato, come hai vissuto il successo improvviso e le tante polemiche?

 

Non bene, anzi malissimo. Avevo continui attacchi di panico, paranoie per qualunque cosa, è stato un periodo terribile anche a livello personale. Non mi aspettavo che il brano diventasse virale perciò il successo improvviso è stato bello all’inizio ma ero totalmente impreparato, soprattutto ho avuto un impatto fortissimo con la carica distruttiva umana, che è una roba malata, se non ci passi non puoi capirlo, a volte mi chiedevo “si ok, non ti piaccio, non ti piace la mia musica, ma non puoi semplicemente ignorarmi?”.  C’erano anche i sostenitori, più che altro poi grandi artisti, musicisti, persone stra-colte, la scena dark, e tutto un giro di alternativi fuori dalle dinamiche “social” che non avrei mai immaginato (vedi Capossela), e che ho scoperto solo dopo un bel po’ purtroppo. Al periodo ero chiuso nella mia nicchia.

 

Cosa dobbiamo aspettarci dai tuoi futuri progetti?

 

E chi lo sa? Rinasco e cresco ogni giorno.

 

 

 

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