Puro Sinaloa di Ernia è il giusto omaggio a Puro Bogotà dei Club Dogo?

Puro Sinaloa di Ernia è il giusto omaggio a Puro Bogotà dei Club Dogo?

Metti insieme quattro artisti, che non sono di certo dei novellini, ma tra i più forti della scena rap italiana attuale e dagli un beat storico di Don Joe come quello di Puro Bogotà, il risultato è un omaggio in piena regola. Tutti e quattro sono cresciuti ascoltando i Club Dogo e magari sognando di diventare come loro un giorno, di poter rappare su una base come quella, di salire su un palco e sputare le proprie rime, proprio come i Dogo.

 

 

 

 

A 13 anni di distanza si può dire che Ernia, Lazza, Tedua e Rkomi ce l’hanno fatta. 13 anni dopo da Puro Bogotà, da quel brano che è diventato un punto di riferimento del rap italiano, una sorta di Alba Chiara del rap, ritrova una nuova vita. Certo, superare l’originale è impossibile, ma rendergli omaggio nel migliore dei modi è quello che Ernia, Lazza, Tedua e Rkomi hanno fatto.

 

Quando andai da Don Joe – ha dichiarato Ernia – avevo già in mente cosa volevo fare: riprendere quel suono, rivivere io quegli anni, ricordarmi cosa mi spingeva a farlo e ricordarlo anche al mio pubblico. Una scelta coraggiosa. Ovviamente il pezzo non sarà mai più dell’originale, ci mancherebbe, ma il traguardo sarebbe stato avere quel pezzo per dire figa, c’ho rappato anche io sopra. Una cosa personale, in primis, in America lo fanno da anni di prendere pezzi storici e riproporli, perché noi no?
Joe è un mito, umanamente prima che musicalmente e ha permesso a me e agli altri di soddisfare i bambini che sono in noi, ora che anche noi facciamo questo lavoro“.

 

Le parole di Ernia trasmettono verità, passione, rispetto. Il rispetto per chi c’era prima, per chi ha buttato le basi di questa musica e ha fatto sì che lui e tanti altri se ne appassionassero. Puro Sinaloa non è Puro Bogotà, non potrà mai esserlo e non ha la pretesa di esserlo, ma è un grande omaggio che Ernia e gli altri hanno fatto ai Dogo e al rap italiano.

 

 

 

 

Un omaggio che si sente, rima dopo rima, strofa dopo strofa.
Così “siciliano baby, non è che vado giù in ferie” di Marracash diventa “e per piacere, genovese, baby, non è che vado giù in ferie” Tedua, che riprende anche la rima di Jake La Furia “ho fatto il coca rap prima dei rapper ad Atlanta” e la trasforma in “abbiamo ascoltato coca-rap prima dei rapper ad Atlanta“.

Rkomi prende “allerta sempre perché i muri hanno le orecchie” di Marracash e la trasforma in “allerta sempre, gira la giacca dopo un furto“, mentre Lazza omaggia uno dei mitici “rimo da” di Guè Pequeno “rimo da quando non mi chiamavano Zzala” e “Yes yes yo, D.O.G.O nel business
Sei forte roccia, forse mi batti a I.S.S. PRO!” di Marracash che diventa “e yes, yes, yo, forse mi batti a I.S.S. Pro“.

E poi c’è il ritornello completamente traslato ai giorni nostri. Così “tu sei big in casa, noi big in plaza, fai il vip nei siti, noi i vip nella city
Parla Dogo Gang, senti bom bom clap
Questo è droga rap, puro Bogotà” diventa “tu sei VIP su IG, noi VIP al TG
noi visti in TV, voi distintivi
Picchia come Gohan, uova in pancia, boa
da Milano a Doha, puro Sinaloa“.

 

Insomma, Puro Sinaloa è un omaggio in piena regola a Puro Bogotà, uno dei migliori della storia del rap italiano, in grado di riportarci indietro nel tempo, anche se per i più affezionati sarà difficile le prime volte ascoltare Puro Sinaloa e non cantare le parole di Puro Bogotà, ma per i più giovani che non hanno vissuto appieno quel brano, i Dogo e Vile Denaro è sicuramente un ottimo modo per conoscerlo dandogli una vita.

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