Luchè: “non ho più niente da dimostrare”

Luchè: “non ho più niente da dimostrare”

Con un lungo post pubblicato sul suo profilo Instagram, Luchè ci parla del suo nuovo disco e di come, arrivato a questo punto della sua cartiera, abbia deciso di farsi trasportare più dalla voglia di creare qualcosa di diverso, che da quella di fare per forza qualcosa che funzioni.
Non devo dimostrare più niente, ho fatto già tanto, sono morto e risorto più volte. Adesso sono ad un bivio, potrei diventare schiavo della formula che funziona e che con tanto lavoro sono riuscito a cucire su di me o potrei dare spazio alla libertà creativa e pormi dei traguardi personali per vedere da qui dove si potrà arrivare. Ho scelto la libertà di provare, il rischio di fare qualcosa di nuovo ancora una volta, l’entusiasmo di lavorare a questo disco come se fosse il primo. Questa pausa mi ha dato più tempo per ragionarci, la possibilità di curare ogni dettaglio, ed è quello che sto cercando di fare. Non voglio lasciare niente al caso, voglio che questo disco sia il massimo che io possa dare in questo momento, dal punto di vista delle melodie, delle strutture, degli arrangiamenti e dei messaggi.

Voglio provare a fare qualcosa di nuovo per me, cercare di allargare il mio vocabolario e il mio immaginario raccontando la mia realtà attuale, analizzandola in tutti i suoi aspetti, dalle gioie ai dolori. Come ho sempre fatto del resto, ma senza sfruttare una formuletta che funzioni su carta, quello non è il mio scopo. Il mio goal finale è alzare la qualità e lo standard, arrivare con un sound ricercato, fare qualcosa per la gente, per chi ama sta roba, senza pensare solo ed esclusivamente ai numeri.

Spero di riuscirci, di sicuro so che non ci dormo la notte, quindi anche se sono ancora a metà opera, sono in pace con me stesso. Spero di chiudere tutto il prima possibile, ma quando cerchi di fare qualcosa di nuovo ci vuole il tempo che ci vuole. È il mio settimo disco e per essere ancora rilevante bisogna cercare sempre un nuovo perché. Altrimenti diventi un attore che recita il ruolo che gli riesce meglio. Se dovessi essere ricordato per qualcosa, sceglierei essere ricordato per uno che ha amato questa cultura e che si è dedicato ad essa anima e corpo. Spero di tornare a breve, ma lo farò solo quando avrò in mano quello che meritate. Love“.

 

 

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Non devo dimostrare più niente, ho fatto già tanto, sono morto e risorto più volte. Adesso sono ad un bivio, potrei diventare schiavo della formula che funziona e che con tanto lavoro sono riuscito a cucire su di me o potrei dare spazio alla libertà creativa e pormi dei traguardi personali per vedere da qui dove si potrà arrivare. Ho scelto la libertà di provare, il rischio di fare qualcosa di nuovo ancora una volta, l’entusiasmo di lavorare a questo disco come se fosse il primo. Questa pausa mi ha dato più tempo per ragionarci, la possibilità di curare ogni dettaglio, ed è quello che sto cercando di fare. Non voglio lasciare niente al caso, voglio che questo disco sia il massimo che io possa dare in questo momento, dal punto di vista delle melodie, delle strutture, degli arrangiamenti e dei messaggi. Voglio provare a fare qualcosa di nuovo per me, cercare di allargare il mio vocabolario e il mio immaginario raccontando la mia realtà attuale, analizzandola in tutti i suoi aspetti, dalle gioie ai dolori. Come ho sempre fatto del resto, ma senza sfruttare una formuletta che funzioni su carta, quello non è il mio scopo. Il mio goal finale è alzare la qualità e lo standard, arrivare con un sound ricercato, fare qualcosa per la gente, per chi ama sta roba, senza pensare solo ed esclusivamente ai numeri. Spero di riuscirci, di sicuro so che non ci dormo la notte, quindi anche se sono ancora a metà opera, sono in pace con me stesso. Spero di chiudere tutto il prima possibile, ma quando cerchi di fare qualcosa di nuovo ci vuole il tempo che ci vuole. È il mio settimo disco e per essere ancora rilevante bisogna cercare sempre un nuovo perchè. Altrimenti diventi un attore che recita il ruolo che gli riesce meglio. Se dovessi essere ricordato per qualcosa, sceglierei essere ricordato per uno che ha amato questa cultura e che si è dedicato ad essa anima e corpo. Spero di tornare a breve, ma lo farò solo quando avrò in mano quello che meritate. Love.

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Forse Luchè si sente arrivato, si sente finalmente libero di fare musica come meglio crede senza dover per forza scendere a compromessi e fare quello che il pubblico si aspetta da lui o quello che può vendere maggiormente. Una libertà creativa che toglie sicuramente un peso a chi fa musica e che lascia libero spazio a fare quello che realmente uno si sente di fare, senza pressioni, formule o regole.

 

Sicuramente Luchè è un artista che ha dato tanto al rap italiano, ma dire “non devo dimostrare più niente” è un po’ azzardato. C’è sempre qualcosa da dimostrare.

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