Com’è nata la sneaker frenzy?

La storia dell’hype e del cosiddetto Sneaker Frenzy, ovvero quelle lunghe code a cui siamo abituati da anni ogniqualvolta esce una sneaker cool, è strettamente legato alla storia delle Nike Dunk.
La prima Nike Dunk arriva sul mercato nel 1985, lo stesso anno in cui esce la Air Jordan 1, entrambe disegnate da Peter Moore.

 

Il nome inizialmente affidato al progetto era “College Color High”, dal momento che Nike aveva realizzato e pensato un modello destinato ai soli giocatori dei college e incentrato sull’utilizzo dei colori delle diverse squadre NCAA affiliate a Nike. Il nome Dunk serebbe arrivato più tardi, durante i lavori del design team guidato da Peter Moore.

 

 

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La prima campagna pubblicitaria dedicata alle Dunk riportava lo slogan Be True To Your School, un claim che sottolineava ulteriormente come la sneaker fosse stata pensata per i giocatori di basket e i loro fan.

 

Nike però non si aspettava che le Dunk venissero adottate più dagli skaters che dai giocatori di basket, perché le loro caratteristiche tecniche garantivano una presa perfetta sulla tavola e sul terreno, erano estremamente comode e soprattutto dal punto di vista prettamente estetico si differenziavano dalle classiche scarpe da skate.
Nike capisce quindi che le scarpe che stava producendo per lo skate non vendevano, e che gli skater preferivano di gran lunga le Dunk e decide di investire tutto su questo modello, cercando di renderlo ancora più adatto alle esigenze della tavola. Nel 2001 il brand chiama quattro degli skater professionisti più forti del momento, che daranno vita a delle edizioni particolari della scarpa, caratterizzate da quel color blocking che ha fatto la fortuna della Dunk e che l’ha resa iconica nel vero senso della parola e rendendola ancora più adatta ad andare sulla tavola.

 

Nel 2002 esce la prima Dunk realizzata con Supreme, che al tempo era un semplice skate shop di NYC: la Nike Dunk SB Low Supreme Black Cement. Si tratta della prima Nike non Jordan ad essere caratterizzata da una stampa ‘elephant’, e fa cambiare la percezione della Dunk, che diventa non solo una sneaker adatta a fare skate, ma anche per gli sneakerhead.

 

La Dunk diventa quindi un oggetto di culto, grazie anche ad edizioni limitate. Siamo nel 2005 quando esce Nike Dunk SB Low Staple “NYC Pigeon”, disegnata da Jeff Staple per la linea City Pack e dedicata alla città di New York. Ne vengono prodotte solo 150 paia, 30 per ciascuno dei 5 negozi di NYC nei quali era possibile acquistarle.

Quello che avvenne il giorno successivo alla release non era mai accaduto prima: oltre 150 persone ammassate fuori dal Reed Space (uno dei 5 negozi che le vendeva), armate di coltelli, mazze da baseball e machete, pronte a tutto pur di accaparrarsi quelle Dunk contenute nel box rosa, che veniva utilizzato da Nike dal 2004 al 2006, ad un prezzo di retail di $300. È lì che è iniziata ufficialmente la Sneaker Frenzy, ovvero la corsa alla release, l’hype che circonda ogni drop e le code lunghissime davanti ai reseller.

 

 

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Da allora seguirono altre importanti collaborazioni e modelli iconici, nonostante le Dunk abbiano avuto una crisi nei primi anni 2000 a causa della supremazia delle Air Jordan 1.
Ripercorriamo l’evoluzione delle Nike Dunk dagli anni 2000 ad oggi.

 

 

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