Continuano le cronache di Ernia

Continuano le cronache di Ernia

Continuano le cronache di Ernia, ovvero i post con i quali Ernia si racconta ai suoi fan in attesa di comunicare l’arrivo del suo nuovo disco. Dopo l’adolescenza, l’amicizia con Tedua e l’esperienza con i Troupe d’Élite, arriviamo ai 21 anni di Ernia. Lui in quel periodo è a Londra e vive un momento di solitudine.

 

Abitavo con una signora originaria dell’ex Jugoslavia, non era del tutto a posto di testa, fumava tantissimo e nel corso della notte la sentivo spesso correre al piano di sotto e piangere. Ogni tanto provava ad aumentare il costo dell’affitto, ma appena facevo finta di fare la valigia tornava sui propri passi. La domenica, quando si accorgeva che ne avevo bisogno, divideva con me la cena, mentre attendevamo l’arrivo del suo pusher. Alla fine diventammo amici.
Ogni tanto uscivo con una ragazza di Parigi di origini congolesi, lei resta tutt’ora una delle persone a cui sento di essere più legato: mi ha conosciuto in un momento davvero buio e triste della mia vita, ma mi ha voluto comunque bene.
Insieme abbiamo condiviso la solitudine.
I giorni passavano lentissimi. […] Imparai a stare da solo, una cosa che la maggior parte delle persone non è in grado di fare. Hanno tutti paura di restare soli con i propri pensieri“.

 

 

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21 anni: Solitudine Le prime settimane a Londra le ho passate a Brixton, a casa di una mia ex compagna di liceo. In seguito trovai una singola a due spicci appena sopra Fulham, vicino alla fermata della metro di Westbrompton. Vivevo insieme alla padrona di casa: una signora dell’ex Jugoslavia che campava di sussidi statali perché si prendeva cura dei genitori. Non era tanto a posto di testa, fumava un sacco e la notte la sentivo correre al piano di sotto e piagnucolare. Più volte cercò di alzarmi il prezzo dell’affitto, ma appena fingevo di preparare la valigia e la lasciavo di fianco alla porta abbandonava l’idea. La domenica, vedendo che mangiavo poco, divideva con me la cena mentre aspettavamo che arrivasse il suo pusher con il taxi. Alla fine diventammo amici. Evitavo accuratamente gli italiani perché volevo imparare la lingua. Ogni tanto uscivo con una ragazza di Parigi di origini congolesi, viveva a casa dello zio che, al contrario dei suoi genitori, aveva scelto il Regno Unito per emigrare. Lei rimane una delle persone a cui mi sento più legato, perché mi ha conosciuto in un momento davvero buio e triste della mia vita e mi ha voluto comunque bene. Insieme abbiamo condiviso la solitudine. Eliminai tutti i social e non ebbi quasi più notizie di quello che stava succedendo nella musica in Italia e soprattutto, dei miei amici. Solo Lorenzo mi scriveva sempre e venne a trovarmi. Il tempo si era come fermato per me, mi sentivo in una bolla e le notizie che arrivavano da casa erano degli echi lontani, che col passare del tempo non mi sfiorarono più. Le giornate passavano lentissime. Imparai a stare da solo, cosa che la maggior parte delle persone non sa fare. Hanno tutti paura di restare soli di fronte ai propri pensieri.

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Considerando che Ernia ora ha 26 anni e siamo arrivati al racconto fino ai 21, quanti capitoli mancano al disco?

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