Achille Lauro è diventato una lipstick queen

Achille Lauro ha sdoganato tutto: generi, sessualità, moda, capi di abbigliamento e make up. Se oggi dovessi paragonarlo a qualcuno mi verrebbe in mente un perfetto mix tra Michael Jackson e David Bowie. Ieri sera ancora una volta siamo rimasti stupiti dal suo abbigliamento ed eravamo curiosi di vedere come si sarebbe vestito. Il momento clou e di maggiore provocazione è stato quello del rossetto. Nel bel mezzo della sua performance, Lauro estrae un lipstick rosso Gucci e prima se lo mette, poi lo mette a Boss Doms. Se non è questo un altro inno alla libertà, allora cos’è?

 

 

 

 

Un gesto trasgressivo, da vera lipstick Queen, ma che rispecchia in pieno l’estetica del direttore creativo Alessandro Michele, maestro nell’arte dell’espressione di sé e della libertà assoluta, priva di vincoli e convenzioni. Achille Lauro piace, stupisce, contagia e provoca. Il bacio dato a Boss Doms quando si esibiva con Rolls Royce è diventato iconico ed ha sdoganato il bacio tra persone dello stesso sesso in diretta tv. Ieri sera Fiorello ha baciato Tiziano Ferro, Ghali ha baciato Fiorello e l’altra sera Elettra Lamborghini ha accennato un bacio saffico con Myss Keta. Che bella la libertà.

 

 

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Ma Achille Lauro non è solo provocazione e show, a Sanremo continua il suo show come se il Festival fosse un contorno, ma porta sempre un messaggio, che ha spiegato benissimo nel suo libro Sono io, Amleto.  

 

 

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Sono stato anche io bambina. “Cinquantenni disgustosi, maschi omofobi. Ho avuto a che fare per anni con ‘sta gente volgare per via dei miei giri. Sono cresciuto con ‘sto schifo. L’aria densa di finto testosterone, il linguaggio tribale costruito, anaffettivo nei confronti del femminile e in generale l’immagine di donna oggetto con cui sono cresciuto. Sono allergico ai modi maschili, ignoranti con cui sono cresciuto. Allora indossare capi di abbigliamento femminili, oltre che il trucco, la confusione di generi è il mio modo di dissentire e ribadire il mio anarchismo, di rifiutare le convenzioni da cui poi si genera discriminazione e violenza. Sono fatto così mi metto quel che voglio e mi piace: la pelliccia, la pochette, gli occhiali glitterati sono da femmina? Allora sono una femmina. Tutto qui? Io voglio essere mortalmente contagiato dalla femminilità, che per me significa delicatezza, eleganza, candore. Ogni tanto qualcuno mi dice: ma che ti è successo? Io rispondo: “_Sono diventato una signorina_”. Lauro

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In un mondo dove sono ancora le donne a dover fare un passo indietro rispetto agli uomini, lui fa un passo indietro rispetto ad Annalisa quando hanno diviso il palco. Ma Lauro non viene capito e apprezzato da tutti, il suo essere stravagante e sopra le righe indigna e non poco. Radio Maria non ha apprezzato l’omaggio a San Francesco, qualcuno sta tirando fuori vecchi testi e atteggiamenti di Achille Lauro e parla di violenza e vilipendio, altri, come l’ex tronista Pietro Tartaglione non lo vuole come esempio per i suoi figli. Nessuno però ha compreso, o si è sforzato di comprendere le sue parole, ci si sofferma in modo ignorante e superficiale all’apparenza di un’eccentricità e trasgressione ostentate.

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