La pagella delle uscite settimanali

La pagella delle uscite settimanali

6 a Calmo di Shiva feat. tha Supreme. Il singolo arriva dopo la collaborazione di Shiva con Sfera Ebbasta in Soldi in nero e anticipa Routine, l’ep di Shiva in uscita il 31 gennaio. In Calmo i due artisti gridano l’inquietudine di una gioventù che ha voglia di divertirsi e di fare le cose a modo suo. Ecco il verbo gridare è quello che si addice meglio a descrivere il brano. Un urlo quasi stridulo che risulta a tratti fastidioso. Calmo, anche solo per i suoi protagonisti, è una hit, le strofe di Shiva sono decisamente buone, ma tha Supreme ha fatto sicuramente di meglio.

 

 

 

 

5 a Brittish di Alex Britti. Il nuovo singolo di Alex Britti vanta la produzione di Salmo e Dj Gengis. Il cantautore si cimenta con un brano diverso rispetto al suo stile e strizza l’occhio al rap e alla dance, facendo il verso a quanto cazzo sono British della Dark Polo Gang. Anche gli argomenti trattati nel singolo sono simili a quelli tipici della trap. Brittish sembra voler essere un tentativo di avvicinarsi alle tendenze del momento mal riuscito.

 

 

 

 

6 a Mal di testa di Elodie feat. Fabri Fibra e Neffa. Elodie ci sta abituando al connubio tra la sua voce e i principali esponenti della scena rap tanto in voga negli anni ’90. Il risultato in questo caso, e non vorrei dirlo da appassionata di rap, è che mentre ascolti la canzone aspetti la strofa di Fibra e a quel punto dici finalmente. È un singolo fatto per passare in radio ma sembra più Fabri Fibra feat. Elodie che il contrario.

 

 

 

 

7 a La Città di Mostro. Si è fatto attendere un po’ il suo nuovo singolo di Mostro, ma non ha deluso le aspettative. La Città è una ballad in cui l’alchimia tra passaggi pop e rap è perfetta. Una dichiarazione d’amore in grado di svelare il lato più romantico dell’artista attraverso versi malinconici, che descrivono la perdita della persona amata. Una canzone grande come una città dove le cose che fanno male non possono entrare, un luogo che fa sentire protetti e sicuri, ma anche soli quando tutto è troppo grande intorno a noi. Un brano cupo ma emozionante e toccante.

 

 

 

 

6 a Non esco di Cromo feat. Clementino. In Non esco trap e melodia accompagnano un testo-manifesto ricco di sfumature e voglia di riscatto per sé e le persone che gli stanno accanto:

non solo per me ma per ogni fratello che si alza al mattino per andare a prendersi quello che gli avete tolto …” Il brano, nonostante non sia male, non convince al 100%, strofa di Clementino a parte, che di per sé vale tutta la canzone. Di fatto sembra essere un tentativo per risollevare le sorti di Cromo ed è difficile dire se Clementino riuscirà a fare il miracolo.

 

 

 

 

5 a Boss di Paky. È considerato the next big thing e forse ho il limite di non riuscire apprezzarlo appieno, ma Boss è una lagna, sia per il testo quasi insignificante, sia per il flow, che sembra un vano tentativo di portare qualcosa di internazionale e risulta essere solo uno scimiottare qualcosa che non appartiene.

 

 

 

 

7 a Passala di Nayt. Dopo Good Vibes e Grazie Prego Scusa, che non hanno convinto al 100%, Nayt torna con un brano che rappresenta perfettamente la sua poliedricità, capace di fondere tecnica e armonia in un pezzo dal tiro fresco ed avvincente. Passala riesce a entrarti in testa al primo ascolto e a catturarti, ma sembra più un esercizio di stile che un brano in grado di lasciarti qualcosa.

 

 

 

 

7 a Raddoppio di Egreen. Il brano è prodotto da Garelli e, fin dal primo ascolto, risulta avere un sound diverso dagli standard di Fantini, a testimonianza di come il rapper, da sempre abituato ai cambiamenti, sia più che pronto ad affrontare questa sorta di nuova vita:

Cambio da una vita, ma non per incoerenza
Perché io non sono come te frate
Per me è da sempre un fatto di sopravvivenza
Chiudo tapparelle ma apro la finestra”.

Egreen continua quindi il suo processo di cambiamento cimentandosi con il suo stile iconico su un beat completamente inedito, dove però le sue parole, il suo flow e il suo stile inconfondibile arrivano come un pugno.

L’uscita di Raddoppio di Egreen è stata accompagnata da un annuncio importante: venerdì 21 febbraio uscirà per Sony Music Fine Primo Tempo, il suo nuovo e atteso album ufficiale.

 

 

 

 

8 a Che Poi di Carl Brave.
Il nuovo singolo di Carl Brave esattamente ciò che ci si aspetta da un suo pezzo: Roma, la sua città, fa da sfondo tra cornetti la mattina nei vecchi bar e aperitivi al centro. La copertina del singolo è rappresentata dal mascherone in marmo della Bocca della Verità, con i capelli ricci e gli occhiali da sole tondi di Carl Brave.
Nel video, Carl Brave viene catapultato in una Roma Antica con centurioni, ancelle e un imperatore, Carlo Verdone, che vuole la sua morte perché il rapper non si ricorda la formazione della Roma. Un video ironico in stile con l’andamento del pezzo che, come il brano, racconta una storia d’amore. Girato negli studi di Cinecittà e diretto da Fabrizio Conte, il video mostra i due “Re di Roma” giocare tra citazioni cinematografiche e scenografie epiche.

 

 

 

 

7 a Il nostro niente di Danien. Un brano diverso dagli standard del duo Danien & Theø, nel quale Danien si cimenta con un testo e un mood profondi e struggenti.

 

 

 

 

8 a ReAle di J-Ax. Si è scritto e parlato tanto dell’ultimo album di J-Ax, soprattutto per i gossip che ha portato con sé, ma ReAle è un album completo, maturo, granitico, ironico e dissacrante nel quale convivono le tante sfaccettature artistiche e stilistiche e le anime di J-Ax e Alessandro ed è in grado di farti fare un viaggio nel tempo e in generi musicali diversi. L’unica pecca è forse il numero di featuring. Troppi e in alcuni casi superflui.

 

 

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