Quanto conta essere primo in classifica?

Quanto conta essere primo in classifica?

Siamo tutti un po’ ossessionati dai numeri. Views, like, followers, streaming, posizioni in classifica, ma quanto contano davvero? E quanto sono reali?

Abbiamo assistito all’ego smisurato di alcuni artisti che costantemente ci ricordano di essere il primo di qua, il primo di là e addirittura a liti sui social per questa smania di far vedere di essere i primi. E se, come dice Luché, i numeri non fanno le hit, quanto conta essere primi in classifica? 

Sappiamo che, grazie ai Bot, alle playlist editoriali di Spotify Italia, alle promo sulle varie piattaforme di streaming, è facile ottenere ottimi numeri, ma cosa te ne fai se poi dal vivo non riempi neanche il bar tabacchi sotto casa?

 

Basta guardare la classifica Fimi dei dischi e dei singoli più venduti della settimana per accorgersi che la posizione numero 19 di Billie Eilish o la 21 di Vasco Rossi, o ancora la 30 di Marco Mengoni, la 34 di Zucchero, la 42 di Emma e se vogliamo anche la 7 di Tiziano Ferro siano assurde paragonate a una 24 di Alfa o a una 5 della FSK. Non sono questi numeri a determinare il successo e la popolarità di un artista. Se chiedessimo a una persona a caso se conosce la FSK o Marco Mengoni, cosa risponderebbe?

Certo, la musica sta cambiando, il pubblico streammante è prevalentemente giovane e come tale ascolta rap, non di certo Emma, ma cosa dà la posizione 5 alla FSK in più o in meno rispetto ad Emma? O a Vasco Rossi? Sono artisti che riempiono stadi, non club. Quindi va bene il trend che vede predominare il rap e i suoi giovani esponenti, ma non montiamoci la testa, non prendiamo tutto per oro colato. Un primo posto in classifica non fa di te un big, non necessariamente. 

 

A tal proposito, l’altro giorno Ghali ha annunciato nelle sue Instagram stories i risultati ottenuti da Boogieman, il suo ultimo singolo con la partecipazione di Salmo, che si è posizionato primo su Spotify, Apple Music e Amazon Music e ha fatto un ragionamento abbastanza interessante:
Lo sbandierare il primo posto in classifica, in questo caso, non è per dimostrare di avercelo più lungo degli altri. Tanti arrivano primi in classifica, ogni giorno c’è un nome diverso. Ci sono delle dinamiche però dietro, delle ambizioni, delle scelte. È stupido, e ve lo dico io che ci sono scivolato e ho fatto delle cazzate. Questa volta ho voluto aggiornarvi per farvi capire quanto è importante il vostro supporto e dove può portarmi. Tanti artisti non riconoscono questa cosa, si comportano come se fosse tutto scontato. Il messaggio che vorrei far arrivare, soprattutto ai miei colleghi artisti, agli aspiranti e a chi si sta cimentando adesso in questa cosa, è di non farsi abbindolare dalle classifiche.

È normale che tu non stai primo in classifica, non vuol dire che non sei forte, che non piaci, che stai facendo musica brutta. Ci sono tanti artisti che non sono nemmeno in top 100, che riempiono i palazzetti, gli stadi. Il gioco della classifica è stupido ed è da prendere veramente con le pinze. La cosa importante per me, in questo caso, è l’apprezzamento.”

 

Paraculo? Onesto? Sincero? Ognuno si farà la sua opinione, ma nonostante a ognuno di noi piaccia fare numeri e sia ossessionato in un certo senso dai numeri, non sono questi l’unico fattore determinante, tenendo anche in considerazione il fatto che sono facilmente manovrabili.

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