La pagella delle uscite settimanali

La pagella delle uscite settimanali

6 a Niente di Giaime feat. Pyrex. Il singolo racconta di un amore a metà tra una quotidianità tormentata e l’incertezza e la precarietà di un sentimento che non esiste più. Quello che ti lascia però è niente. L’impressione, a parte l’ottima produzione di Andry The Hitmaker, è che Pyrex riesca a surclassare Giaime, ma il singolo, per quanto sia orecchiabile ed entri in testa facilmente, è insipido. Speriamo che Giaime, che proprio l’altro ieri ha annunciato l’arrivo del suo Ep, riesca a sorprenderci.

 

 

 

 

9 a La mia hit di J-Ax e Max Pezzali. L’obiettivo era quello di rendere omaggio agli Articolo 31 e agli 883 facendoci rivivere i favolosi anni ’90 e J-Ax e Max Pezzali ci sono riusciti in pieno. L’amicizia di una vita e la sintonia musicale si mischiano quindi nuovamente in un duetto in cui J-Ax e Max Pezzali rispolverano le sonorità degli Articolo 31 e il pop romantico degli 883 per un brano che racconta metaforicamente i grandi successi da Hit Parade come i grandi amori della vita.

 

 

 

 

7 a Non è la fine di Elodie feat. Gemitaiz. È il singolo che anticipa la partecipazione di Elodie al Festival di Sanremo e il suo album in uscita il 31 gennaio. La scelta di affiancarsi a Gemitaiz è stata sicuramente azzeccata, la voce di Elodie si sposa bene con le sonorità rap e Non è la fine è un pezzo profondo, ma forte e non stanca. Gemitaiz si è inserito molto bene nel contesto, riuscendo a mantenere la sua identità stilistica. Sulla carta, quella formata da Elodie e Gemitaiz, poteva sembrare una coppia insolita, ma il risultato è convincente.

 

 

 

 

7 a rosa naturale di Roshelle feat. Emis Killa. La chiave R’n’b scelta da Roshelle si sposa bene con il rap di Emis Killa, che si trova perfettamente a suo agio nel contesto, essendo un maestro nel rappare l’amore. Il singolo descrive l’evidente presa di coscienza di due persone che hanno vissuto bene insieme, travolti dalla passione dell’inizio di una relazione ma che, col passare del tempo, si svelano nella loro vera natura.

 

 

 

 

6 a Euphoria di Greta Menchi e Boss Doms. Greta racconta la solitudine in cui ci si rifugia con il proprio dolore, nascosta tra le mura della propria stanza, perché il mondo fuori fa più paura. Consapevole che la forza per uscire da un periodo buio la si può trovare solo in se stessi. La produzione di Boss Doms strizza l’occhio all’elettronica e Greta sembra essere a suo agio. Il risultato è una specie di upgrade di quel suono che andava per la maggiore negli anni ’90. Un esperimento, che convince solo a metà.

 

 

 

 

8 a Stupida Allegria di Emma e Izi. Entrambi hanno due voci straordinarie, forti e ben riconoscibili. La forza di Emma è completata dalla parte più conscious di Izi e le loro voci riescono a diventare un tutt’uno, nonostante le loro diversità e peculiarità e il loro provenire da generi diversi.

 

 

 

 

6 a Allora Ciao di Shade. È come se Shade avesse capito (o deciso) che il rap per lui è da relegare solo per i freestyle più o meno ironici che pubblica principalmente quando deve annunciare l’uscita di un singolo o di un disco. Allora Ciao è la versione pop di Shade, che sicuramente funziona di più sia per il suo pubblico, che per le radio e la voglia di espandere i suoi ascoltatori. È una canzone fresca, a tratti ironica, pop, senza grandi picchi.

 

 

 

 

6 a Vestiti d’odio di Tredici Pietro feat. Psicologi. Come affermato dall’artista, il pezzo sancisce l’inizio di tante cose, ed è solo la prima di una serie di tracce che usciranno quest’anno e che presumibilmente saranno racchiuse in un futuro album o Ep. Vestiti d’dio, già suonata in diverse occasioni dal vivo, racconta di una storia d’amore giunta ormai al capolinea su un tappeto sonoro quasi psichedelico. È un buon inizio d’anno per Tredici Pietro, non col botto, ma buono, dove si intravvede la sua voglia di sperimentare.

 

 

 

 

7 a LTM di Paola Iezzi feat. Myss Keta. La traccia, di ambientazione esotica con echi caraibici, si struttura su un serrato beat reggaeton, sopra il quale risuonano armonie magiche e strumenti tipici delle foreste sudamericane come il kuisi o gaita colombiana, un tipico strumento a fiato, ricavato dallo stelo di un cactus e utilizzato soprattutto per suonare la cumbia. Il tutto condito con un po’ di sano, esplosivo e potente girl power. Il singolo di per sé non è un capolavoro, ma funziona e ha le carte in regola per raccogliere consensi.

 

 

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