Egreen firma per Sony: meglio tardi che mai

Egreen firma per Sony: meglio tardi che mai

Con due post pubblicati sul suo profilo Instagram, Egreen ha appena annunciato la firma con Sony. A 35 anni, una carriera solida e una reputazione inossidabile, l’artista entra per la prima volta a far parte di una major. Era ora!

 

 

 

 

Non che Egreen ne avesse bisogno, ha sempre portato avanti il suo credo, il suo modo di fare musica e la sua musica stessa senza aver bisogno di una major che lo rappresentasse e affiancasse. Ma Egreen è uno di quegli artisti che ha sempre dato alla musica più di quanto abbia ricevuto ed è giunto il momento che prenda la sua fetta. 

 

Come cambierà la musica di Egreen da oggi in avanti? Cambierà? O il suo approccio resterà invariato?

 

Io mi ritengo un mc che fa musica rap – mi aveva raccontato Nicholas durante una nostra vecchia chiacchierata–  Ci ho messo 11 anni a ritenermi un mc, oggi penso di esserlo e mi piace dire faccio musica rap. L’Hip-Hop è una cosa che mi è stata tramandata fin da quando ero piccolo, ho avuto la fortuna di essere stato cresciuto da persone che avevano l’hip-hop molto vicino a loro e porto nel cuore una visione molto pura, chiara e nititida di quello che è questa cultura, però è una cosa che porta nel cuore. Trovo sia unitile e ridicolo oggi fare i guerrieri dell’hip-hop, l’hip-hop devi averlo nel cuore, è una cosa che devi portare dentro, è vero che è molto legata al lifestyle, a come affronti determinate cose nella tua vita, a come affronti molti rapporti, a come questo sia uno spirito che serve a sviluppare anche l’aggregazione, il fatto di non avere barriere, ma si tratta di valori che hanno varie traduzioni nel forma mentis individuale. Io sono molto distaccato nei confronti degli estremisti e dei puristi di questa cultura, ma so molto bene da dove arrivo e cosa sto facendo e cerco sempre il confronto anche con gli estremisti. La storia ci ha insegnato che estremismi di qualsiasi tipo hanno provocato delle fratture e la mia generazione è quella che ci ha rimesso più di tutti. Nella canzone “Rap Italiano” dico orfano bastardo di un’era in collasso decimata, per molti finita, cannibalizzata, smostrata, datata, c’han messo in mezzo a una strada dicendo “poi vedremo”, non ho rancori, è anche per voi che lo mantengo vero, noi siamo stati davvero messi in mezzo a una strada da tutti i vecchi dell’epoca che stavano vivendo una parabola in discesa a causa del fatto che non c’era più niente in Italia.

 

Noi abbiamo preso schiaffi su entrambe le guance dall’hip-hop e a noi l’hip-hop cos’ha dato? A me non ha ridato niente, io a questa cosa ho dato davvero tutto. Ho avuto degli anni complessi dai 18 ai 29 e l’unica cosa che avevo era il rap. In maniera un po’ egoista e arrogante, posso dire che io ho dato tanto al rap e sto ancora aspettando di ricevere un quinto di quello che gli ho dato, senza fare la vittima, perché non lo sono. Secondo me bisogna stare molto attenti quando si parla di hip-hop e di cultura, bisogna apprezzare la bella musica e capirla, perché una volta che hai fatto quello, hai le chiavi di lettura per vedere le cose in un determinato modo. Per esempio, una delle critiche che più spesso mi fanno è che non ho contenuti, o che ho sempre gli stessi..”

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