Massimo Pericolo è passato dal non avere le mutande in carcere a riempire l’Alcatraz

Massimo Pericolo è passato dal non avere le mutande in carcere a riempire l’Alcatraz

Forse Massimo Pericolo piace anche perché rappresenta il lieto fine di una favola moderna. Un passato difficile e di povertà, la musica e la scrittura come costante, lo spaccio per necessità, il carcere e poi la svolta. Dà l’impressione che chiunque viva una situazione di disagio possa farcela alla fine, possa passare da un’esperienza in cui non aveva neanche le mutande a fare sette date sold out.

 

Di lui si sta parlando tantissimo e in un’intervista rilasciata a Cosmopolitan, Massimo Pericolo ha raccontato alcuni dettagli inediti della sua esperienza in carcere:

 

La verità è che stavano indagando su altre persone, sono arrivati a me tramite le intercettazioni telefoniche, erano venuti a casa mia per portarmi a fare un interrogatorio. Purtroppo però io in quel periodo avevo in casa circa 300 grammi di marijuana. Li hanno trovati, e mi hanno portato direttamente in carcere. Ero nella cella nuovi giunti, come canto nella mia canzone. Eravamo io e un ragazzo che la sera prima aveva appena compiuto 18 anni, era ancora ubriaco per la festa. Poi l’hanno fatto uscire, e io sono restato.
Il mio primo pensiero fu: chi pagherà il mio affitto ora? Chi terrà il mio corso di arti marziali? Mi cagavo addosso perché non sapevo cosa sarebbe successo, il mio mondo si stava sgretolando. Io sono abituato a prendermi cura di me da quando ho 17 anni. Non avevo abiti, gli altri detenuti mi han prestato tutto, anche le mutande. Ne conservo ancora un paio. Ogni tanto qualcuno che voleva suicidarsi. Dentro tanti stanno male: ansia, depressione, insonnia. Ti danno il tavor e via“.

 

 

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Leggendo queste parole fa effetto pensarlo protagonista di una delle sette date che sta portando in scena insieme a Speranza e Barracano. L’altra sera l’Alcatraz di Milano era gremito per questi tre ragazzi che con energia hanno cantato le loro hit colme delle loro esperienze di vita. Se Barracano è risultato ancora acerbo, Speranza ha fatto cantare il dialetto al pubblico milanese, ma il vero protagonista è stato Massimo Pericolo. Energia, euforia e il pubblico urlante sono stati gli ingredienti della serata. Massimo Pericolo si è messo a nudo, ha cantato i suoi brani e la sua voce si confondeva con quella del pubblico. Verità e trasparenza sono le emozioni che ha trasmesso anche dal vivo, nonostante abbia ancora strada da fare per migliorare la sua presenza sul palco. Anche la scenografia assolutamente minimalista faceva da sfondo a tre ragazzi comuni, uniti da un racconto autentico e veritiero. Il concerto all’Alcatraz di Milano è stato una festa, un boato carico di energia.

 

 

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