Achille Lauro passa dagli anni ’70 agli anni ’90

Achille Lauro passa dagli anni ’70 agli anni ’90

È di nuovo tempo di cambiamenti per Achille Lauro, che a ogni disco sperimenta territori musicali nuovi e si addentra in epoche diverse dando loro nuova luce.

Già quando uscì Pour L’Amour Achille Lauro dichiarò di aver prodotto e creato talmente tanta musica da poter riempire almeno tre dischi. Il primo fu 1969 dove esploró il rock anni ’70 con una buona dose di punk. Tutto studiato, tutto curato nei minimi dettagli, dalla musica, all’immaginario, all’immagine fino ad arrivare al look. Ma oggi Achille Lauro cambia ancora, comicia con un nuovo taglio di capelli e annuncia che questa volta esplorerà la musica dance degli anni ’90.

Ho appena annunciato il mio nuovo lavoro” dichiara Achille Lauro al termine dello speech Caos creativo tenutosi ieri durante l’edizione fiorentina del Wired Next Fest. “Dal 1969 passiamo al 1990, stiamo viaggiando nelle epoche. Sono molto contento, perché prima ci eravamo ispirati ai monumenti della musica mondiale, e ora siamo passati alle vecchie nostalgie. Aspettatevi la fine del mondo“.

Mentre nella nota stampa si legge:Sono nato nel ’90. Ricordo che da bambino, e poi da adolescente, la musica che ascoltavo creava emozioni talmente forti da diventare oggi un ricordo a tratti malinconico. Erano gli anni delle boy band, la musica dance anni ’90 dominava i dancefloor di tutto il mondo, con quel suo sound inconfondibile e quel suo spirito libero ed euforico, emblema di una giovinezza spensierata. Erano gli anni in cui sono comparsi i Daft Punk, Corona, gli Eiffel 65 e Gigi D’Agostino solo per citarne alcuni. Alla fine del 2017, dopo aver scritto Rolls Royce e quasi l’intero album 1969, i ricordi d’infanzia e della mia adolescenza mi hanno portato alla mente le sonorità anni ’90 e la musica dance. È così che a gennaio 2018 abbiamo buttato giù il primo brano ispirato a La Bouche. Da lì il passo è stato breve e abbiamo iniziato a scrivere la musica che ascolterete nel futuro disco, chiaramente rivista a mio modo ed in chiave estremamente intima e autoriale“.

 

Ma non è tutto. L’artista romano cambia nuovamente distributore, lascia Soundreef e torna in SIAE.Per me che sono un autore, che la mia passione è scrivere, che ho pubblicato dischi e libri con i miei pensieri, è molto importante che ci sia la tutela di un istituto come la Siae in Italia. Sono molto contento di essere ritornato a Siae, che sarà mio partner per tutti i lavori futuri” ha detto durante l’edizione fiorentina del Wired Next Festival, cambiando di nuovo casa per quanto riguarda quindi la gestione dei propri diritti. Negli ultimi anni c’è stata una battaglia neanche tanto velata tra le due aziende con una sorta di calciomercato di artisti che di volta in volta hanno cambiato società.

 

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