Gallagher contro tutti

Gallagher contro tutti

Ieri Gallagher si è scatenato via Instagram stories portando alla luce alcuni temi piuttosto scottanti che riguardano il rap game.

 

 

 

 

Sembra avere il dente avvelenato Gallagher, ma non ha tutti i torti. Anzi, forse per la prima volta qualcuno si mette a dire le cose come stanno su un ambiente che sa molto di mafia. È vero che nel rap comandano alcune persone, è vero che ci sono artisti considerati intoccabili, è vero che certe amicizie e alleanze sono fake. È vero che le raccomandazioni la fanno da padrone. Ed è anche vero che alcuni prodotti musicali vengono esaltati più del dovuto. Il teatrino messo in piedi recentemente da Luchè e Salmo è solo un primo passo verso lo sgretolamento della cosiddetta casta del rap game. Sono in molti gli artisti che la pensano come Gallagher, che sanno cose che se venissero dette, farebbero crollare qualche sedia, ma è difficile esporsi, anche se fai rap. Perché alla fine il famoso sistema che criticavi agli inizi della carriera diventa il sistema di cui fai parte, il tuo sistema. È tutto manipolato. Dagli artisti, ai loro management, alle major, alle radio, Spotify, l’informazione stessa…. C’è chi muove le fila e poi ci sono i burattini.

Se qualcuno avesse davvero le palle di smontare tutto questo, di dire e argomentare quanto sa e ha visto, anche il pubblico avrebbe una visione reale di certi meccanismi che fino ad oggi sono stati abilmente nascosti e forse alcuni miti cadrebbero.

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